◉ PALERMO
Nascerà un campus delle arti nel cuore della Zisa
Con un investimento di 1,7 milioni di euro, l’Accademia di Belle Arti acquisisce il monumentale complesso dell’ex Istituto Sacro Cuore. L’operazione consentirà di unificare la didattica, la ricerca e la produzione in un unico polo da oltre 11mila metri quadri coperti, circondato da un giardino neoclassico
di Marco Russo
8 Luglio 2026
8 Luglio 2026
Un moderno campus delle arti, che riunirà attività didattiche, laboratori, ricerca e produzione creativa. L’Accademia di Belle Arti di Palermo ha presentato oggi l’acquisizione dell’ex Istituto Sacro Cuore per 1 milione e 700 mila euro, dando il via a un ambizioso progetto di rigenerazione urbana e culturale. L’obiettivo dell’operazione è la nascita di un nuovo spazio nel complesso architettonico e botanico settecentesco. Con una superficie coperta di ben 11.600 metri quadri disposti su tre piani e un immenso giardino di 9.500 metri quadri, la nuova sede si candida a diventare un polmone verde e creativo per l’intera città.
La posizione del complesso è strategica: in piazza Principe di Camporeale, a ridosso del Castello della Zisa, l’ex istituto dialoga direttamente con la memoria Liberty delle palazzine Florio, con il parco di Villa Malfitano e con l’archeologia industriale dei Cantieri Culturali alla Zisa. Nei suoi spazi troveranno finalmente un assetto unitario tutti i corsi dell’Accademia, dalle discipline tradizionali come pittura, scultura e decorazione, fino ai linguaggi contemporanei del cinema, della moda, del fumetto e del design, senza dimenticare la biblioteca, la gipsoteca e i laboratori di restauro. Nonostante l’imminente espansione, l’istituzione manterrà comunque i suoi due palazzi storici nel quartiere del Papireto, Palazzo Fernandez e Palazzo Santa Rosalia, preservando il legame profondo con il nucleo fondativo della sua storia.
Le mura e la terra del Sacro Cuore custodiscono una stratificazione storica che affonda le radici nel sedicesimo secolo. Fu allora che il noble Lorenzo Teglies, marchese della Favara, diede vita in quest’area a una dimora sontuosa dotata di fonti, grotte e labirinti di mirti. Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, l’area venne trasformata nella splendida Villa Pignatelli per volontà del principe Ettore Pignatelli Tagliavia Aragona Cortés e del figlio Diego. Quest’ultimo scelse di affidare il disegno del grande giardino di impronta neoclassica a Paolo Caccianiga, intellettuale e architetto milanese che fu anche docente di Belle Arti presso la Regia Università. Tra le architetture interne spicca anche un antico osservatorio astronomico.
Solo nel 1904 la proprietà nobiliare venne ceduta alle suore del Sacro Cuore di Gesù, che la trasformarono in un istituto scolastico destinato alla borghesia e all’aristocrazia palermitana, mantenendo questa vocazione educativa fino alla chiusura definitiva avvenuta pochi decenni fa. Oggi, con il passaggio all’Accademia, questo luogo amato nei secoli da viaggiatori e artisti riprende la sua vocazione originaria legata alla formazione e alla bellezza.
Questa operazione infrastrutturale arriva in un momento importante per l’istituzione palermitana, che ha da poco celebrato i suoi 240 anni di vita. Come ha sottolineato il direttore Umberto De Paola, “l’acquisizione costituisce un risultato di straordinaria rilevanza strategica, destinato a rafforzare il ruolo dell’alta formazione quale motore di sviluppo culturale e a consolidare la centralità di Palermo come luogo privilegiato di scambio nell’area mediterranea”. Sulla stessa linea la presidente dell’Accademia, Antonella Purpura, che ha messo in evidenza la coincidenza temporale con l’equiparazione dei diplomi Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) ai titoli di laurea voluta dal ministro Anna Maria Bernini, precisando che “i nuovi spazi consentiranno non solo l’accorpamento delle attività didattiche, ma anche la nascita di veri e propri incubatori d’impresa creativa per agevolare l’ingresso dei giovani diplomati nel mondo del lavoro”.
Oggi a Palazzo Fernandez, in occasione della presentazione dell’acquisizione, anche il sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella, che ha definito la giornata come “un momento importantissimo per la collettività in cui si privilegia l’interesse collettivo”. L’assessore comunale alla Cultura, Antonio Rini, ha parlato di “una giornata storica all’insegna di un’autentica rigenerazione urbana e umana nata da un lavoro sinfonico e corale”. Infine, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta ha voluto rimarcare il valore di un’operazione “generatrice di cultura e attività, capace di ridefinire il rapporto stesso tra la città, l’attraversamento degli spazi e le emozioni dei cittadini”.
Un moderno campus delle arti, che riunirà attività didattiche, laboratori, ricerca e produzione creativa. L’Accademia di Belle Arti di Palermo ha presentato oggi l’acquisizione dell’ex Istituto Sacro Cuore per 1 milione e 700 mila euro, dando il via a un ambizioso progetto di rigenerazione urbana e culturale. L’obiettivo dell’operazione è la nascita di un nuovo spazio nel complesso architettonico e botanico settecentesco. Con una superficie coperta di ben 11.600 metri quadri disposti su tre piani e un immenso giardino di 9.500 metri quadri, la nuova sede si candida a diventare un polmone verde e creativo per l’intera città.
La posizione del complesso è strategica: in piazza Principe di Camporeale, a ridosso del Castello della Zisa, l’ex istituto dialoga direttamente con la memoria Liberty delle palazzine Florio, con il parco di Villa Malfitano e con l’archeologia industriale dei Cantieri Culturali alla Zisa. Nei suoi spazi troveranno finalmente un assetto unitario tutti i corsi dell’Accademia, dalle discipline tradizionali come pittura, scultura e decorazione, fino ai linguaggi contemporanei del cinema, della moda, del fumetto e del design, senza dimenticare la biblioteca, la gipsoteca e i laboratori di restauro. Nonostante l’imminente espansione, l’istituzione manterrà comunque i suoi due palazzi storici nel quartiere del Papireto, Palazzo Fernandez e Palazzo Santa Rosalia, preservando il legame profondo con il nucleo fondativo della sua storia.
Le mura e la terra del Sacro Cuore custodiscono una stratificazione storica che affonda le radici nel sedicesimo secolo. Fu allora che il noble Lorenzo Teglies, marchese della Favara, diede vita in quest’area a una dimora sontuosa dotata di fonti, grotte e labirinti di mirti. Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, l’area venne trasformata nella splendida Villa Pignatelli per volontà del principe Ettore Pignatelli Tagliavia Aragona Cortés e del figlio Diego. Quest’ultimo scelse di affidare il disegno del grande giardino di impronta neoclassica a Paolo Caccianiga, intellettuale e architetto milanese che fu anche docente di Belle Arti presso la Regia Università. Tra le architetture interne spicca anche un antico osservatorio astronomico.
Solo nel 1904 la proprietà nobiliare venne ceduta alle suore del Sacro Cuore di Gesù, che la trasformarono in un istituto scolastico destinato alla borghesia e all’aristocrazia palermitana, mantenendo questa vocazione educativa fino alla chiusura definitiva avvenuta pochi decenni fa. Oggi, con il passaggio all’Accademia, questo luogo amato nei secoli da viaggiatori e artisti riprende la sua vocazione originaria legata alla formazione e alla bellezza.
Questa operazione infrastrutturale arriva in un momento importante per l’istituzione palermitana, che ha da poco celebrato i suoi 240 anni di vita. Come ha sottolineato il direttore Umberto De Paola, “l’acquisizione costituisce un risultato di straordinaria rilevanza strategica, destinato a rafforzare il ruolo dell’alta formazione quale motore di sviluppo culturale e a consolidare la centralità di Palermo come luogo privilegiato di scambio nell’area mediterranea”. Sulla stessa linea la presidente dell’Accademia, Antonella Purpura, che ha messo in evidenza la coincidenza temporale con l’equiparazione dei diplomi Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) ai titoli di laurea voluta dal ministro Anna Maria Bernini, precisando che “i nuovi spazi consentiranno non solo l’accorpamento delle attività didattiche, ma anche la nascita di veri e propri incubatori d’impresa creativa per agevolare l’ingresso dei giovani diplomati nel mondo del lavoro”.
Oggi a Palazzo Fernandez, in occasione della presentazione dell’acquisizione, anche il sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella, che ha definito la giornata come “un momento importantissimo per la collettività in cui si privilegia l’interesse collettivo”. L’assessore comunale alla Cultura, Antonio Rini, ha parlato di “una giornata storica all’insegna di un’autentica rigenerazione urbana e umana nata da un lavoro sinfonico e corale”. Infine, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta ha voluto rimarcare il valore di un’operazione “generatrice di cultura e attività, capace di ridefinire il rapporto stesso tra la città, l’attraversamento degli spazi e le emozioni dei cittadini”.













