◉ PALERMO

Borgo Danilo Dolci tra i Luoghi dell’identità e della memoria

Fondato nel 1968 dal celebre sociologo a Trappeto, oggi ospita percorsi formativi, progetti educativi, attività artistiche. La commissione regionale ne ha riconosciuto il valore storico, culturale e sociale

di Redazione

26 Giugno 2026

26 Giugno 2026

Il Borgo Danilo Dolci di Trappeto, nel Palermitano, entra ufficialmente a far parte dei Luoghi dell’identità e della memoria (Lim), in particolare della categoria Luoghi delle personalità storiche e della cultura, sezione del Registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis). Lo ha deliberato all’unanimità la commissione regionale competente, riconoscendo il valore storico, culturale e sociale dell’opera di Danilo Dolci e del centro che ne custodisce l’eredità.

Danilo Dolci nel 1992 (foto MHM55, licenza CC BY-SA 3.0)

Nel provvedimento di iscrizione – fanno sapere dalla Regione – la commissione ha evidenziato “il grande valore pedagogico e di riscatto della dignità di popolo che l’opera di Danilo Dolci ha significato per la Sicilia e per l’Italia intera, sia dal punto di vista socio-culturale che come laboratorio politico in un contesto territoriale imprigionato dall’oppressione culturale mafiosa”.

Il Borgo Danilo Dolci, fondato nel 1968 dal celebre sociologo a Trappeto, nasce come centro di formazione, ricerca e promozione culturale. Progettato dall’architetto Giorgio Stockel con la consulenza di Bruno Zevi, per decenni ha ospitato attività educative, sociali e culturali di rilievo nazionale e internazionale.

Trappeto da Borgo Danilo Dolci

Oggi il Borgo è un centro culturale dedicato alla valorizzazione del pensiero e dell’opera di Danilo Dolci. Ospita percorsi formativi, progetti educativi, attività artistiche, incontri pubblici, mostre, seminari e residenze culturali, promuovendo i principi della partecipazione, della non violenza, del dialogo e della cittadinanza attiva. Un luogo di ricerca e confronto che continua a operare come spazio aperto alle comunità, alle scuole, alle istituzioni e al mondo della cultura.

“Abbiamo fortemente sostenuto questo riconoscimento – ha detto l’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato – perché il Borgo Danilo Dolci rappresenta un patrimonio di straordinario valore per la Sicilia. La sua esperienza educativa, civile e culturale continua a trasmettere un messaggio attuale di partecipazione, inclusione e riscatto sociale, contribuendo a mantenere viva la memoria e l’insegnamento di una figura che ha segnato profondamente la storia della nostra Isola”.

Il Borgo Danilo Dolci di Trappeto, nel Palermitano, entra ufficialmente a far parte dei Luoghi dell’identità e della memoria (Lim), in particolare della categoria Luoghi delle personalità storiche e della cultura, sezione del Registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis). Lo ha deliberato all’unanimità la commissione regionale competente, riconoscendo il valore storico, culturale e sociale dell’opera di Danilo Dolci e del centro che ne custodisce l’eredità.

Danilo Dolci nel 1992 (foto MHM55, licenza CC BY-SA 3.0)

Nel provvedimento di iscrizione – fanno sapere dalla Regione – la commissione ha evidenziato “il grande valore pedagogico e di riscatto della dignità di popolo che l’opera di Danilo Dolci ha significato per la Sicilia e per l’Italia intera, sia dal punto di vista socio-culturale che come laboratorio politico in un contesto territoriale imprigionato dall’oppressione culturale mafiosa”.

Il Borgo Danilo Dolci, fondato nel 1968 dal celebre sociologo a Trappeto, nasce come centro di formazione, ricerca e promozione culturale. Progettato dall’architetto Giorgio Stockel con la consulenza di Bruno Zevi, per decenni ha ospitato attività educative, sociali e culturali di rilievo nazionale e internazionale.

Trappeto da Borgo Danilo Dolci

Oggi il Borgo è un centro culturale dedicato alla valorizzazione del pensiero e dell’opera di Danilo Dolci. Ospita percorsi formativi, progetti educativi, attività artistiche, incontri pubblici, mostre, seminari e residenze culturali, promuovendo i principi della partecipazione, della non violenza, del dialogo e della cittadinanza attiva. Un luogo di ricerca e confronto che continua a operare come spazio aperto alle comunità, alle scuole, alle istituzioni e al mondo della cultura.

“Abbiamo fortemente sostenuto questo riconoscimento – ha detto l’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato – perché il Borgo Danilo Dolci rappresenta un patrimonio di straordinario valore per la Sicilia. La sua esperienza educativa, civile e culturale continua a trasmettere un messaggio attuale di partecipazione, inclusione e riscatto sociale, contribuendo a mantenere viva la memoria e l’insegnamento di una figura che ha segnato profondamente la storia della nostra Isola”.