La città dalle mille radici e dalle mille chiese

È la “città opulenta e gioconda” descritta dall’imperatore Carlo V. Alcamo affonda le sue radici tra misteriosi elimi, romani e bizantini; con gli arabi guadagna il nome di Alqamah, sotto Federico III di Aragona diventerà città. Signoria con i normanni Tragna, in seguito passa ai Peralta, conti di Caltabellotta, e poi ai Chiaramonte; nel 1860 aprirà le porte a Garibaldi. Città di vino e arte, Alcamo ospita la quinta edizione delle Vie dei Tesori, apre chiese e monasteri che nascondono opere di Gagini, Serpotta, Novelli, Borremans; ma questo sarà anche l’anno delle esperienze: ascoltare canti gregoriani, passeggiare tra i filari, percorsi al tramonto per scoprire i castelli senza fatica.

La città dalle mille radici e dalle mille chiese

È la “città opulenta e gioconda” descritta dall’imperatore Carlo V. Alcamo affonda le sue radici tra misteriosi elimi, romani e bizantini; con gli arabi guadagna il nome di Alqamah, sotto Federico III di Aragona diventerà città. Signoria con i normanni Tragna, in seguito passa ai Peralta, conti di Caltabellotta, e poi ai Chiaramonte; nel 1860 aprirà le porte a Garibaldi. Città di vino e arte, Alcamo ospita la quinta edizione delle Vie dei Tesori, apre chiese e monasteri che nascondono opere di Gagini, Serpotta, Novelli, Borremans; ma questo sarà anche l’anno delle esperienze: ascoltare canti gregoriani, passeggiare tra i filari, percorsi al tramonto per scoprire i castelli senza fatica.