La “città opulenta e gioconda” descritta dall’imperatore Carlo V nel 1535

Alcamo affonda le sue radici nell’antichità tra misteriosi elimi, romani e bizantini; con gli arabi guadagna il nome di Alqamah ed il grado di casale, e sotto Federico III di Aragona diventerà città. “Vasto casale con terre da seminare e ubertose” secondo Idrisi, dopo il 1184, durante la prima signoria di Alcamo, iniziata con la famiglia normanna dei Tragna nel 1077, l'antica Alqamah si trasforma in borgo medievale. In seguito passa ai Peralta, conti di Caltabellotta, e poi ai Chiaramonte che completarono il castello. Quando Andrea Chiaramonte viene accusato di tradimento da re Martino, i beni di famiglia sono spezzettati e Alcamo va ai Conti di Modica, a cui apparterrà fino al 1812. Nel 1860 è in prima fila per il riscatto dell’isola e aprirà le porte a Garibaldi. Il castello fu attaccato più volte, anche dal pirata Barbarossa, fu abbandonato e dimenticato fino al 1828 quando passò al Comune, ospitando uffici, carcere, stalla, fino al suo restauro, vent’anni fa. Alcamo, città di vino e arte, con un centro storico ricco ed elegante, e un polmone verde nella Riserva Bosco d’Alcamo: è stata tra le città più amate della scorsa edizione – in cui ha debuttato nelle Vie dei Tesori -, e ha deciso quest’anno di superarsi aprendo siti inediti durante il festival, tre weekend dal 16 settembre all’1ottobre.

Cronache del territorio