
Gli ‘nzuddi facevano parte del cosiddetto “panaro” di dolci realizzati durante le feste dei Morti. Nacquero all’interno del monastero delle suore Vincenziane (‘nzuddo in dialetto è il diminutivo affettuoso del nome Vincenzo) e sono tradizionalmente legati al nome del compositore Vincenzo Bellini che (vuole la leggenda) li sgranocchiasse mentre, ad appena 6 anni, componeva la sua prima cantica. Farina, zucchero, miele, scorza d’arancia …gli ‘nzuddi sono tondi, schiacciati al centro e decorati con una mandorla, fragranti e soprattutto profumatissimi. Sarà Elvira Tomarchio del Comitato Antico Corso a condurre un laboratorio per imparare a realizzare questi biscotti che sono anche molto diffusi nel Messinese: dopo il terremoto del 1908, le suore Vincenziane di Catania donarono ai messinesi dolci e ricetta fino a quel tempo tenuta gelosamente segreta.

















