La più “british” delle città siciliane.

Marsala ha sempre tirato un impalpabile filo che la collegava al “fuori”: un filo dolce, zuccherino, che gli inglesi amarono, capirono e, soprattutto, esportarono fino a Sumatra. E “british” sono anche le colonne della chiesa Madre, anche queste giunte in maniera fortuita sulle rotte dell’antico commercio del Mediterraneo che hanno regalato a Marsala relitti punici, reperti fenici, arredi romani, sepolture e chiese che paiono un merletto; e lei ha aggiunto ipogei paleocristiani, abbazie basiliane, affreschi bizantini, cappelle nascoste scavate nel morbido tufo. Perché Marsala è una città che va scoperta dalle terrazze sul mare fino ai mulini; con un giro inedito nelle cantine vitivinicole che qui sono una ricchezza o un tour in piper sullo Stagnone. Torna per il quinto anno Le Vie dei Tesori - tre weekend, dal 16 settembre all’1 ottobre -, per scoprire questo angolo incantato di Sicilia che si specchia nelle montagne di sale.

Cronache del territorio