◉ CULTURA
I libri salvati nella biblioteca sospesa di Niscemi
Cinquecentine, enciclopedie dell'Ottocento e manoscritti inediti: sono circa 350 i volumi recuperati dai vigili del fuoco dalla collezione di Angelo Marsiano, lo storico che fece da genius loci alla comunità del paese colpito dalla frana. Altri quattromila pezzi tra documenti e appunti, attende ancora nel seminterrato dell'edificio sull’orlo del burrone. La famiglia del saggista lavora a un progetto per trasferire il patrimonio in una nuova casa-museo, lontano dalla zona rossa
di Giulio Giallombardo
27 Febbraio 2026
Libri sull’orlo del precipizio, come una comunità intera. È passato un mese dalla frana che ha spezzato in due Niscemi. La memoria storica del paese nisseno è racchiusa nella casa di famiglia – diventata biblioteca – di Angelo Marsiano, storico, scrittore e saggista, genius loci di Niscemi. Uno scrigno di oltre quattromila, tra antichi volumi, libri, manoscritti, appunti e documenti storici, sul punto di sprofondare giù per oltre trenta di metri. Nei giorni scorsi i vigili del fuoco, monitorati da un drone, hanno perforato il muro di un edificio vicino per accedere alla biblioteca, legare le librerie e trascinarle verso il retro, così da poter prelevare i libri in sicurezza. Hanno recuperato circa 350 libri che si trovavano al piano terra dell’edificio. Ma migliaia di volumi giacciono ancora nel seminterrato della biblioteca, dove per motivi di sicurezza, nessuno può entrare.
Tra le opere salvate c’è una cinquecentina con l’opera omnia di Cicerone, poi un nucleo di libri antichi dell’Ottocento, una collana di testi di Giuseppe Pitrè, enciclopedie e altri volumi vari tra storia, archeologia e letteratura. Ma insieme ai libri, i vigili del fuoco hanno recuperato anche la vecchia macchina da scrivere di Marsiano, una lampada da tavola, il telefono, alcuni ritratti e una tavola con le curve di livello della collina di Niscemi. La stessa che si sta sbriciolando tenendo un intero paese e tutta l’Isola col fiato sospeso.
“Sono tutti oggetti e libri che si trovavano nello studio di Marsiano ricostruito dentro la biblioteca e che adesso porteremo in un’altra sede, in una zona sicura di Niscemi. È la casa in cui lo storico ha vissuto e lavorato, che in questi anni abbiamo ristrutturato per trasformarla in casa-museo”. Lo racconta a Le Vie dei Tesori, Francesca Alberghina, tra gli eredi del saggista niscemese e referente del progetto di riordino dell’Archivio storico Marsiano.
Quello che era atteso come un anno di celebrazioni per Niscemi – i quattrocento anni dalla fondazione del paese e il centenario della nascita di Marsiano – è iniziato con una tragedia da tempo annunciata. In vista della ricorrenza del 2026, la famiglia Pisa-Alberghina, erede dello storico, aveva avviato il progetto di riordino e fruizione del patrimonio culturale di Angelo Marsiano, avvalendosi della collaborazione del bibliotecario e archivista Francesco Conti.
Così, il 19 febbraio scorso, giorno esatto del centenario, al Museo Civico si è svolto un incontro che ha riunito la comunità attorno a chi ha rappresentato la sua memoria storica. L’evento “I 100 anni di Angelo Marsiano – 1926-2026 – Storia e identità della comunità niscemese” è stato un momento di confronto da cui ripartire. “Una bella serata che è sembrato servisse un po’ a tutti per ritrovare la forza di continuare e andare avanti – racconta Francesca Alberghina – . Sono stati tanti i contributi appassionati che hanno ricordato questa figura storica, che è diventato ancora di più il collante per tenere stretta la comunità niscemese in questo momento difficile”. Presto, l’archivio personale dello storico e tutto quello che sarà recuperato dalla Biblioteca sarà esposto e reso fruibile nella casa-museo ristrutturata che sarà gestita da un’associazione di promozione sociale. “Le attività – prosegue la referente dell’Archivio Marsiano – saranno la conservazione, promozione e valorizzazione delle opere, materiali e immateriali, che costituiscono il patrimonio culturale lasciato dallo storico, accompagnate dall’offerta di un luogo di coworking. Il tutto sarà ospitato dalla casa in cui lo storico ha vissuto e operato, fortunatamente lontana dalla zona in pericolo”.
Dopo la frana, la famiglia Pisa-Alberghina ha lanciato un appello alle istituzioni per salvare il patrimonio culturale custodito nella biblioteca sospesa nel vuoto, diventata simbolo della tragedia. Un appello sposato da scrittori, artisti e intellettuali. E c’è anche chi ha proposto di adottare quella di Niscemi come Biblioteca d’Italia, attraverso donazioni di libri da tutto il Paese. Un invito di Rosario Santanastasio, presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, ricordando che Marsiano nel 1990, pochi anni prima di morire, fu presidente della sede di Niscemi dell’assocazione archeologica. “Abbiamo allertato le 180 sedi che abbiamo in Italia e ognuna donerà libri e testi, con una media di almeno tre testi a sede alla nuova biblioteca di Niscemi che a quel punto potrà essere adottata come Biblioteca d’Italia – dice Santanastasio – . Doneremo più di 500 libri da tutta Italia che avranno una grande valenza. Potremmo unire le forze, chiamare all’appello tutto il mondo della cultura come scrittori, artisti, intellettuali e fare in modo che Niscemi diventi il simbolo della centralità del patrimonio culturale”.
La speranza adesso è che si possa recuperare, anche con l’aiuto di robot o altri mezzi adeguati, almeno una parte dei quattromila volumi ancora presenti nella biblioteca. “Per adesso le operazioni sono ferme – dice Francesca Alberghina – non sono previsti altri interventi. Noi ovviamente continuiamo a sperare. La casa ha fondamenta importanti e per adesso sembra reggere, ma se dovesse crollare speriamo di poter recuperare i libri giù a valle. Scavando tra le macerie”.













