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Le Vie dei Tesori abbraccia il progetto Choral, tra innovazione e accessibilità

Alcune delle esperienze della diciannovesima edizione del Festival a Palermo incrociano il progetto transfrontaliero co-finanziato dal Programma Interreg Italia-Malta. Dalla ricostruzione digitale di Villa Deliella alle visite con mapping nell'ex Palazzo delle Finanze, fino al dialogo con un robot all'università: un esempio concreto di come la tecnologia possa rendere accessibili i beni culturali a un pubblico più ampio e coinvolto

di Redazione

14 Ottobre 2025

Un’esperienza immersiva nella Palermo della Belle Époque, visite notturne arricchite da videomapping in un palazzo chiuso da decenni, un robot cicerone in un laboratorio universitario d’avanguardia e un viaggio nel tempo a bordo di un autobus storico. Sono queste alcune delle proposte con cui il progetto Choral – Cultural Heritage for All sta ridefinendo i confini dell’accessibilità culturale, trasformando la fruizione del patrimonio in un’esperienza coinvolgente e tecnologicamente avanzata. L’iniziativa, finanziata dal programma Interreg Italia-Malta, vede la collaborazione di un partenariato solido e multidisciplinare composto da Arces (capofila), l’Università degli Studi di Palermo, la Fondazione Le Vie dei Tesori, l’Università di Malta e Heritage Malta, con l’obiettivo comune di migliorare l’accessibilità fisica e digitale ai siti culturali di Palermo e Malta.

Il workshop all’ex Palazzo della Zecca

In occasione della diciannovesima edizione del Festival Le Vie dei Tesori, la Fondazione, partner del progetto Choral, ha curato una serie di esperienze pilota che esplorano le potenzialità del digitale applicato alla cultura. Queste attività, visitabili fino al 16 novembre, rappresentano un banco di prova concreto per le metodologie sviluppate all’interno del progetto Choral, dimostrando come l’accessibilità possa superare le barriere architettoniche per diventare un veicolo di coinvolgimento emotivo e conoscitivo profondo.

Un momento significativo di riflessione su questo approccio è stato il workshop tematico “Improving cultural heritage accessibility through participatory storytelling”, tenutosi il primo ottobre nell’ex Palazzo della Zecca a Palermo. L’evento ha sottolineato come la narrazione partecipata possa costituire uno strumento strategico per coniugare innovazione e sostenibilità nel settore culturale, ponendo le basi per le sperimentazioni in corso.

L’esperienza immersiva su Villa Deliella

Tra queste, spicca l’esperienza di realtà virtuale dedicata a Villa Deliella, simbolo perduto della “felicissima” Palermo della Belle Époque. Grazie a una collaborazione con la casa editrice Kalòs e con l’assessorato alla Cultura del Comune, i visitatori di Villa Trabia possono indossare visori 3D per immergersi in una ricostruzione storica fedele della villa, distrutta durante il cosiddetto “sacco” di Palermo, ammirandone decorazioni e architetture altrimenti scomparse.

Videomapping a Palazzo delle Finanze

Un altro luogo normalmente inaccessibile, l’ex Palazzo delle Finanze, chiuso da venticinque anni, riapre temporaneamente le sue porte con visite notturne arricchite da un videomapping d’autore realizzato da Odd Agency. Attraverso proiezioni e giochi di luce, il percorso evoca l’atmosfera delle antiche carceri della Vicaria del Cinquecento e racconta le successive trasformazioni architettoniche che, nel 1840, portarono l’architetto Emanuele Palazzotto a ridefinire l’edificio in stile neoclassico.

Laboratorio di robotica

L’innovazione tecnologica diventa protagonista anche al Laboratorio di Robotica del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo. Qui, i visitatori vengono accolti da “Cicerobot”, una guida robotica che li accompagna attraverso una collezione di dispositivi storici di informatica. I ricercatori presentano progetti che spaziano dai robot calciatori della RoboCup a un pupo siciliano robotico, fino ad avanzate esperienze immersive per l’arte e a soluzioni tecnologiche sviluppate per il benessere della terza età, in linea con la missione inclusiva di Choral.

La mobilità sostenibile, tema cardine del progetto, viene esplorata in un percorso speciale nei depositi dell’Amat, l’azienda del trasporto pubblico palermitano. A bordo di un autobus Fiat 405 del 1966, viene ripercorsa la storia del trasporto pubblico cittadino, offrendo una riflessione sull’evoluzione tecnologica e organizzativa del servizio e sul suo ruolo nella accessibilità urbana.

Completa il programma una visita al MuST23 – Museo Stazione 23 Maggio a Capaci, un luogo di memoria che utilizza linguaggi contemporanei. In cinque container allestiti con sale immersive dotate di visori e realtà virtuale, i visitatori rivivono il contesto della strage di Capaci, in un percorso che intreccia documentazione storica, testimonianze e un forte impatto emotivo, sottolineando come la tecnologia possa servire anche alla trasmissione della memoria collettiva. Queste esperienze rappresentano altrettanti laboratori di sperimentazione per il progetto Choral, dimostrando come l’accessibilità culturale, quando concepita in modo olistico, possa diventare un potente motore di inclusione sociale, di innovazione narrativa e di valorizzazione sostenibile del patrimonio.