La “Fulgentissima” amata da Federico II: nel 1200 Naro era tutta raccolta in una cinta fortificata su cui si aprivano sette porte. Ne è rimasta in piedi solo una, la Porta d’Oro – da qui entravano i carri con il grano – , esempio di un piccolo gioiello medievale che poi si srotola nel barocco. Guardata a vista dal castello Chiaramontano – è quello conservato meglio tra i manieri siciliani del periodo – Naro è punteggiata ovunque da chiese e monasteri, palazzi nobiliari e conventi, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la chiesa Madre, un tempo moschea. Un borgo in gran parte inedito che non fa parte delle abituale “rotte” dei viaggiatori, e in cui è necessario perdersi.

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Si entra all'Istituto Abele Damiani, ex convento diventato scuola agraria e solo questo fine settimana alle Cantine Curatolo Arini. Si scende tra le pitture delle sepolture antiche e si risale fino alla terrazza di Palazzo VII Aprile che ap...◉ FESTIVAL
Dalle tombe dipinte alle fornaci nascoste tra i palazzi, dalle mura puniche ai baluardi spagnoli. Dodici luoghi, quattordici esperienze e due passeggiate per tre weekend di scoperte. Tra le novità, la torre dell’orologio di Palazzo VII A...





