Il terremoto del 1693 che devastò il Val di Noto segnò la seconda vita della città nel segno del Barocco: Ragusa rinasceva, più bella di prima. Una visione verticale, perché a Ragusa si cammina con il naso in su, alla ricerca del fregio barocco, del balcone, della controfacciata, del campanile. Questa settima edizione delle Vie dei Tesori cerca prospettive inedite per riscrivere una narrazione: la città superiore con le sue chiese, i passaggi che salgono, le scale di pietra; e Ibla, un miraggio di luci e di ombre, con la piazza centrale che è un salotto a cielo aperto. Ventitré luoghi, ma ognuno si “smonta” per trovare al suo interno, un nuovo punto di interesse: si salirà su sei diversi campanili, si osserverà da vicino il soffitto dello Spasimo arrivando alla cantoria, e nel duomo di San Giorgio si potrà accedere alla balaustra della controfacciata. Senza contare una confraternita “di gastronomi” e due passeggiate d’autore, una alla scoperta del giardino del castello di Donnafugata.

La capitale del Barocco rinata dopo il terremoto
Il terremoto del 1693 che devastò il Val di Noto segnò la seconda vita della città nel segno del Barocco: Ragusa rinasceva, più bella di prima. Una visione verticale, perché a Ragusa si cammina con il naso in su, alla ricerca del fregio barocco, del balcone, della controfacciata, del campanile. Questa settima edizione delle Vie dei Tesori cerca prospettive inedite per riscrivere una narrazione: la città superiore con le sue chiese, i passaggi che salgono, le scale di pietra; e Ibla, un miraggio di luci e di ombre, con la piazza centrale che è un salotto a cielo aperto. Ventitré luoghi, ma ognuno si “smonta” per trovare al suo interno, un nuovo punto di interesse: si salirà su sei diversi campanili, si osserverà da vicino il soffitto dello Spasimo arrivando alla cantoria, e nel duomo di San Giorgio si potrà accedere alla balaustra della controfacciata. Senza contare una confraternita “di gastronomi” e due passeggiate d’autore, una alla scoperta del giardino del castello di Donnafugata.


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