“Shooting the mafia”, Letizia Battaglia si racconta
Il film di Kim Longinotto, dedicato alla fotografa palermitana, sbarca al Festival del Cinema di Berlino in anteprima europea
di Paola Nicita
11 Febbraio 2019
11 Febbraio 2019
Una donna, celebre documentarista, racconta una fotografa palermitana di respiro internazionale: Letizia Battaglia. Sbarca oggi alla Berlinale il film di Kim Longinotto, autrice tra gli sguardi più autorevoli per la narrazione di storie al femminile, dedicate a donne coraggiose e ribelli che amano sovvertire l’ordine delle cose, dall’India al Giappone, dall’Iran alla Sicilia.Questa volta infatti tocca, dunque, alla fotografa palermitana, protagonista di “Shooting the mafia”, presentato al Festival del cinema di Berlino in anteprima europea (e con tre repliche già organizzate fino al 16 febbraio) dopo la prima assoluta di qualche tempo fa al Sundance Festival di Robert Redford, altro palcoscenico d’eccezione, dove Longinotto ha ricevuto nel 2015 il World Cinema Documentary Directing Award per il suo documentario “Dreamcatcher”.

Uno scatto di Letizia Battaglia
Una donna, celebre documentarista, racconta una fotografa palermitana di respiro internazionale: Letizia Battaglia. Sbarca oggi alla Berlinale il film di Kim Longinotto, autrice tra gli sguardi più autorevoli per la narrazione di storie al femminile, dedicate a donne coraggiose e ribelli che amano sovvertire l’ordine delle cose, dall’India al Giappone, dall’Iran alla Sicilia.Questa volta infatti tocca, dunque, alla fotografa palermitana, protagonista di “Shooting the mafia”, presentato al Festival del cinema di Berlino in anteprima europea (e con tre repliche già organizzate fino al 16 febbraio) dopo la prima assoluta di qualche tempo fa al Sundance Festival di Robert Redford, altro palcoscenico d’eccezione, dove Longinotto ha ricevuto nel 2015 il World Cinema Documentary Directing Award per il suo documentario “Dreamcatcher”.

Uno scatto di Letizia Battaglia









