◉ LA SFIDA
Catania tra le dieci finaliste candidate a Capitale italiana della cultura 2028
Dopo Palermo ed Agrigento, la città etnea punta al titolo con un dossier che mette insieme rigenerazione urbana e partecipazione. Il progetto sarà presentato alla giuria ministeriale il prossimo 26 febbraio. È attesa entro il 27 marzo la proclamazione della vincitrice, a cui andrà un contributo di un milione di euro
di Marco Russo
21 Gennaio 2026
Catania è ufficialmente tra le dieci città finaliste in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura 2028. La scelta della giuria ministeriale apre una nuova fase della competizione per la città etnea, che punta a conquistare un riconoscimento già ottenuto in Sicilia da Palermo nel 2018 e recentemente da Agrigento nel 2025. Una vittoria permetterebbe quindi all’Isola, unica regione italiana, di centrare un tris di riconoscimenti.
Il progetto con cui Catania si presenta alla selezione – scelto tra 27 candidature – si intitola “Catania Continua”, un racconto che si fonda sulla capacità di rinascita della città e trasforma la cultura in motore di sviluppo. Il programma, come emerge dalla sintesi progettuale, è il frutto di un percorso fortemente partecipativo: oltre il 70 per cento delle proposte è nato da una “call for ideas” lanciata dall’amministrazione e aperta ad associazioni, terzo settore, istituti di ricerca, imprese e semplici cittadini. Una scelta che ha voluto fare della candidatura un vero progetto collettivo, radicato nel territorio ma con ambizioni di rete nazionale e internazionale.
La visione di “Catania Continua” si articola in tre “Sguardi”, direttrici narrative diverse ma complementari. “Guardare in alto e a fondo” intreccia arte e scienza, esplorando dalle profondità del mare ai crateri dell’Etna fino alla volta celeste. “Guardare lontano” proietta la città nel Mediterraneo e nel mondo attraverso residenze artistiche, festival, mobilità e imprenditoria innovativa. Infine, “Guardarsi dentro” lavora sulla memoria civica, l’inclusione sociale e il rapporto tra centro e periferie, attraverso spazi culturali, mostre, itinerari e processi di rigenerazione urbana.
Ognuno di questi “sguardi” si concretizza in progetti specifici e in un ricco panorama di interventi diffusi, affiancati da “Cantieri” di lungo periodo, come la realizzazione di un nuovo polo museale destinato a consolidare la città come meta stabile del turismo culturale. Il programma affronta temi strategici per il futuro: educazione continua, rafforzamento delle reti locali, sostegno all’economia creativa e destagionalizzazione dei flussi turistici, con il coinvolgimento attivo di università, centri di ricerca e imprese.
La candidatura, come viene sottolineato nella sintesi progettuale, non vuole essere un semplice cartellone di eventi, ma un processo di trasformazione culturale capace di lasciare un’eredità duratura: una rinnovata capacità di fare rete per una città più inclusiva, attrattiva e sostenibile. Quest’eredità è destinata a confluire nel “Piano Partecipato della Cultura 2038”, strumento di pianificazione condivisa per il decennio successivo.
Le audizioni pubbliche per presentare i dossier finalisti alla giuria ministeriale, si terranno il 26 e 27 febbraio nella sede del ministero della Cultura a Roma. Catania presenterà il suo dossier il 26 febbraio alle 11.30. Ogni città avrà a disposizione 60 minuti totali, suddivisi equamente tra presentazione e sessione di domande. Le audizioni saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero.
La proclamazione della città vincitrice è attesa entro il prossimo 27 marzo 2026. Oltre a Catania, competono per il titolo Anagni, Ancona, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Alla città che si aggiudicherà il titolo andrà un contributo finanziario di un milione di euro da parte del Ministero per realizzare il progetto presentato. Un’opportunità non solo economica, ma di visibilità e rilancio, che Catania spera di cogliere per scrivere, dopo le esperienze di Palermo e Agrigento, un nuovo capitolo siciliano nella storia delle Capitali italiane della cultura.












