◉ IL PROGETTO
Sfuma il sogno di Catania Capitale italiana della Cultura 2028, ma il lavoro continua
La mancata assegnazione del riconoscimento andato ad Ancona non interrompe il percorso avviato con il dossier. Il sindaco Enrico Trantino ha convocato le oltre cento associazioni e comitati che avevano sostenuto la candidatura, con l’obiettivo di avviare la fase attuativa del progetto
di Redazione
20 Marzo 2026
Catania non vince, ma rilancia. Sfuma il sogno di diventare Capitale italiana della Cultura nel 2028 – riconoscimento che è andato ad Ancona – ma non si ferma il percorso che ha portato alla nascita del dossier di candidatura, arrivato tra i dieci finalisti.
Il sindaco Enrico Trantino ha convocato per il 20 marzo le oltre cento associazioni e comitati che avevano sostenuto la candidatura, con l’obiettivo di proseguire il lavoro avviato dal dossier “Catania Continua”. L’incontro, in programma alle 10 nel Palazzo della Cultura, sarà aperto alla stampa e segnerà l’avvio della fase di attuazione concreta del progetto, nonostante il titolo sia stato andato nelle Marche.
“Rivolgiamo i migliori auguri alla città di Ancona per aver conseguito il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 affermandosi tra le dieci finaliste di cui Catania è stata orgogliosamente parte attiva”, ha dichiarato Trantino commentando l’esito della selezione ministeriale. “Il nostro dossier va rispettato, onorato e perseguiti gli obiettivi, per gli autentici valori di partecipazione con cui è stato ideato e realizzato nell’ottica di una metropoli in divenire, giovane e con oltre un milione di abitanti”.
Il primo cittadino ha ribadito che il percorso intrapreso non si ferma: “La candidatura non era un punto di arrivo ma un metodo, una visione strategica per la città che intendiamo portare avanti con determinazione anche lavorando al Piano partecipato della Cultura 2038 e ad altri obiettivi a medio e lungo termine che annunceremo durante l’incontro con la stampa e gli operatori culturali”.
Accanto al sindaco, nella riunione di venerdì saranno presenti anche i rappresentanti delle società Pts e Melting Pro, che avevano affiancato l’amministrazione nella fase di candidatura. L’incontro, convocato all’indomani della proclamazione della città marchigiana, vuole consolidare il patrimonio di risorse, professionalità e collaborazioni emerso nel percorso, per tradurlo in una comune visione strategica sui piani culturale, sociale e urbano.
Sulla mancata assegnazione del titolo è intervenuto anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “Prendiamo atto della decisione della commissione del Mic che ha scelto Ancona come Capitale italiana della Cultura 2028. Facciamo i complimenti al capoluogo marchigiano, seppur convinti della bontà e della completezza del dossier di candidatura proposto da Catania, un progetto articolato e partecipato che aveva le carte in regola per competere per l’assegnazione del titolo”. Schifani ha auspicato che la città siciliana possa riproporre in futuro la propria candidatura, garantendo fin d’ora il sostegno della Regione. “Alla fine – ha aggiunto il governatore un ‘tocco di Sicilia’ c’è anche nell’affermazione di Ancona, considerato che il capoluogo marchigiano è stato fondato da coloni greci provenienti da Siracusa”.
L’annuncio della città vincitrice è stato dato mercoledì 18 marzo al Collegio Romano dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, al termine della procedura di selezione. “Desidero esprimere le mie congratulazioni alla città di Ancona per la qualità del progetto presentato e per il traguardo raggiunto. Un plauso sincero va infine a tutte le città finaliste – Forlì, Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia – che con la loro partecipazione hanno offerto una straordinaria testimonianza di vitalità culturale e progettuale”, ha dichiarato il ministro.
Il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura, istituito dal Ministero della Cultura nel 2014, attribuisce ogni anno a una città il titolo che consente di valorizzare il patrimonio artistico e culturale, promuovendo la cultura come strumento di crescita economica e sociale. Per il 2028 il progetto vincitore è stato scelto dalla giuria con una motivazione che ha premiato la capacità di Ancona di coniugare identità territoriale e apertura internazionale, rigenerazione urbana e inclusione sociale. La città marchigiana riceverà un contributo di un milione di euro per la realizzazione delle iniziative contenute nel dossier. L’Aquila è l’attuale Capitale della Cultura, mentre per il 2027 è già stata designata Pordenone.
Per non disperdere il lavoro delle città finaliste, il Ministero e la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali proporranno anche per questa edizione “Cantiere Città”, iniziativa destinata a valorizzare i progetti elaborati durante la fase di candidatura, mantenendo vive le relazioni e le idee messe in campo.











