Daniela Vullo

  • La struttura, finanziata con oltre cinque milioni di euro dalla Regione Siciliana, custodisce il celebre scafo rinvenuto nel 1998 nei fondali di contrada Bulala, a 800 metri dalla costa. Oltre 4 mila metri quadrati di esposizione, un allestimento multimediale e un percorso espositivo arricchito da ceramiche attiche, anfore e oggetti di bordo

  • Il sopralluogo della Soprintendenza dopo la frana ordina il trasferimento di dipinti e statue dalla chiesa delle Grazie. In zona rossa la biblioteca storica che custodisce 5 mila volumi, mentre si valutano le condizioni dei palazzi del centro

  • La scoperta casuale durante i lavori per la posa della fibra ottica ha portato alla luce un importante sito del VI secolo avanti Cristo. Oggi, grazie a un innovativo progetto di musealizzazione, via Di Bartolo si trasforma in un percorso archeologico unico, con sepolture visibili attraverso una pavimentazione in vetro

  • Durante i lavori di riqualificazione dell’Orto Pasqualello sono state rinvenute sepolture risalenti al V-VI secolo avanti Cristo. Tra i reperti più significativi, un elemento architettonico riutilizzato da un tempio e due lekythoi perfettamente conservati. Gli archeologi ipotizzano un antico sepolcreto familiare, forse sigillato da una colata di argilla

  • Stabilito un cronoprogramma che porterà alla restituzione dello spazio espositivo a turisti e residenti. Ospiterà il relitto arcaico recuperato nelle campagne di scavo avvenute tra il 2003 ed il 2009 nei fondali marini di Bulala

  • Al Museo Diocesano del capoluogo nisseno per la prima volta esposto il ciclo di incisioni della Piccola e Grande Passione del genio rinascimentale tedesco. Torna dopo il restauro anche il misterioso Spasimo di Sicilia e la placchetta smaltata di Limoges