◉ PALERMO

Nasce Nostos, la casa dell’emigrazione siciliana nel mondo

Inaugurato un nuovo spazio di narrazioni e racconto: un’installazione del regista e documentarista Stefano Savona nella cripta della ex chiesa dei Santi Euno e Giuliano a Palermo. È l’evento conclusivo di Italea Sicilia, l’antenna territoriale del progetto Italea del Ministero degli Esteri, con lo scopo di rinsaldare i rapporti dei siculo-discendenti con la terra delle origini

di Redazione

29 Novembre 2025

Ci sono fili che non si spezzano mai. Si allungano, tirano, scompaiono dietro una curva di mare, ma restano lì, pronti a riannodarsi. Per ridare voce a chi è partito quasi un secolo fa, per riannodare un filo che si fa gomitolo colorato, è nato Nostos, nuovo spazio culturale stabile nella città di Palermo. Pensato per custodire la memoria e il racconto di chi ha lasciato l’Isola per cercare altrove un futuro possibile.

Il regista Stefano Savona ha costruito un luogo unico: non un museo o un percorso didattico, ma un ascolto. Le voci arrivano lente, antiche, in un siciliano che oggi si fatica a riconoscere, eppure familiare come l’odore del pane. Sono custodite in gomitoli-audio, piccoli talismani che restituiscono le parole originali dei contadini, dei pastori, dei braccianti che lasciarono l’Isola per inseguire una vita diversa. Presenze lievi che sbucano dalle nicchie della grande cripta della ex chiesa dei santi Euno e Giuliano (6 metri sotto piazza Magione, una parte ancora inesplorata, un “ventre” di storie rimaste in sospeso). All’ingresso ampi pannelli ripercorrono storia e numeri dell’emigrazione siciliana, e un intreccio di fili di lana colorati tesse la mappa delle nostre radici, quelle che dalla Sicilia hanno raggiunto le Americhe o l’Australia.

 

Nostos è l’evento conclusivo del progetto di Italea Sicilia, l’antenna siciliana del progetto Italea del Ministero degli Esteri, finanziato dal Pnrr, mirato a rinsaldare i rapporti dei siculo-discendenti con la terra delle origini. L’antica chiesa seicentesca è stata restaurata dal Comune di Palermo, che ha concesso lo spazio alla Fondazione Le Vie dei Tesori, partner di Italea Sicilia. “Sono veramente grato al regista Stefano Savona per aver creato questo patrimonio unico e irripetibile: merita di essere vissuto da tutti, cittadini e turisti, ma soprattutto le scuole. E speriamo di poter portare questo progetto anche in altre regioni” dice il consigliere d’Ambasciata del Ministero degli Affari esteri, Giovanni De Vita, responsabile del progetto Turismo delle Radici del Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale. “Nostos in greco antico vuol dire ritorno. Ci sono tanti fili che intrecciano le origini dei siciliani di seconda e terza generazione: gli emigrati siciliani sono più di otto milioni. Questo spazio vuole simbolicamente accogliere e abbracciare chi è andato via” spiega Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori.

La cripta di Sant’Euno con l’installazione multimediale

Intorno a Nostos, vive l’antica Kalsa: lo Spasimo restaurato, la Magione arabo normanna, il Teatro Garibaldi, da Casa di Paolo dedicata al giudice Borsellino, e dal Museo della memoria della Fondazione Falcone. Una trama di luoghi simbolo che rende ancora più prezioso questo antico oratorio dedicato ai santi Euno e Giuliano, sede della confraternita dei cosiddetti “seggettieri o vastasi di cinga”, i portantini. È qui che Stefano Savona – regista internazionale, membro dell’associazione Italea Sicilia, vincitore nel 2018 dell’Oeil d’Or, il premio del Festival di Cannes assegnato al miglior documentario – ha creato questo percorso che parte dalla terra e si immerge negli oceani. “Ritornano dal passato, dalle campagne siciliane, che non è chiusura ma proietta al di là di oceani di grano, di erba, di terra – spiega il regista – Un mondo che abbiamo visto nei documentari e nei film, ma che finora non abbiamo mai sentito con la sua voce”.

L’installazione Nostos nella navata dell’ex chiesa

All’inaugurazione sono giunti, tra gli altri, anche gli assessori comunali alla Rigenerazione Urbana Maurizio Carta e alle Politiche sociali, Mimma Calabrò, Leonardo Spera, vicepresidente Anci Sicilia, i rappresentanti e i sindaci dei comuni dell’associazione Borghi dei Tesori; Maurizio Giambalvo, coordinatore regionale Sicilia del progetto Turismo delle Radici. Oltre a istituzioni e studiosi delle origini dei siciliani nel mondo, a testimonianza del valore collettivo di questa iniziativa che arricchisce di un nuovo spazio di interesse turistico il quartiere monumentale della Kalsa.

Una delle fotografie degli intervistati

Il cuore di Nostos sono le testimonianze inedite, dell’archivio multimediale “Il Pane di San Giuseppe”: circa 200 ore di testimonianze audiovisive, racconti di emigrazione di 150 contadini, braccianti, pastori, pescatori, nati tra il 1910 e il 1930 in 100 comuni della Sicilia. Stefano Savona le ha raccolte tra il 2008 e il 2010, con l’obiettivo di costituire il nucleo di un atlante audiovisivo della cultura contadina nella Sicilia del Novecento. Sono testimonianze uniche e irripetibili, poiché permettono di ascoltare dalla viva voce dei protagonisti (la maggior parte oggi non ci sono più), com’era la vita nelle campagne dell’Isola negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale, prima del boom economico, prima della televisione, prima della trasformazione antropologica delle nostre campagne dagli anni Sessanta del XX secolo.

Lo spazio di Nostos (piazza Sant’Euno) è aperto ogni weekend, venerdì e sabato dalle 10 alle 17, domenica dalle 10 alle 13. Ingresso libero.

L’ingresso dell’ex chiesa con l’installazione Nostos