◉ CULTURA
È il simbolo del terremoto di Messina: sarà restaurata la prima storica baracca che ospitò gli sfollati
Si prepara a rinascere il piccolo edificio in legno del 1909, nel quartiere Annunziata Alta. Diventerà un monumento alla memoria e alla resilienza della città. L'intervento, affidato dalla Struttura commissariale per il risanamento, segna simbolicamente la chiusura dell'epoca delle baraccopoli nate dopo la catastrofe e apre a una nuova fase di riqualificazione urbana sostenibile
di Ruggero Altavilla
5 Febbraio 2026
Fu il primo rifugio per i sopravvissuti al terremoto che cancellò Messina poco prima dell’alba del 28 dicembre 1908. La baracca di legno nel quartiere Annunziata Alta, unica risparmiata dalle ultime demolizioni dell’anno scorso, si prepara a vivere una nuova vita. Sono stati affidati i lavori di restauro del piccolo edificio realizzato nel 1909 a pochi giorni dal terremoto, diventato simbolo della volontà di rinascita di una comunità messa in ginocchio dalla tragedia.
La Struttura commissariale per il risanamento, guidata dal governatore Renato Schifani, – fanno sapere dalla Regione – ha affidato i lavori per il restauro conservativo della struttura in legno all’Annunziata. La durata degli interventi nella baracca, disabitata da decenni, è di circa due mesi.
Lo scorso febbraio erano state demolite le ultime baracche nell’area interessata dai lavori di risanamento, ad eccezione proprio della più antica, destinata a diventare monumento della memoria. Con le demolizioni dell’anno scorso si è, di fatto, conclusa l’odissea di quella che era una delle baraccopoli più estese d’Europa, nata dopo il terremoto e dove hanno vissuto intere generazioni di messinesi.
Sul fronte alloggi, – avvisano dalla Regione – mentre procedono i lavori per la costruzione di un complesso residenziale secondo criteri di sostenibilità ambientale e uso di tecnologie innovative a Fondo Basile, buone notizie arrivano per Fondo Saccà. Dopo il sopralluogo di gennaio e l’esito dei campionamenti rilevati nel terreno, l’Arpa ha dato il via libera che porterà, con la certificazione conclusiva della bonifica, alla consegna dei lavori per costruire altri 40 alloggi “green”.
“Le attività di risanamento – afferma Schifani – stanno cancellando ferite che per decenni hanno segnato Messina. Le baraccopoli stanno lasciando spazio a un diverso modo di fruire il territorio, grazie a opere di riqualificazione, giardini, parchi urbani, alloggi costruiti nel rispetto della sostenibilità ambientale. La baracca in legno del 1909 ha un alto valore storico e sociale, rappresenta infatti le radici di una comunità che all’indomani del terremoto ha saputo rialzarsi. Il restauro è un modo per mantenere viva la memoria di chi in quei giorni ha perso tutto ma non si è arreso”.
Per quanto riguarda le opere di riqualificazione il dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti ha approvato il piano di analisi dei rischi per il parco Magnolia a Giostra. Un passaggio di fondamentale importanza che consentirà l’avvio della riqualificazione dell’area dove insistono anche un ficus secolare e la storica Villa De Gregorio posti sotto tutela della Soprintendenza ai beni culturali di Messina. Il progetto esecutivo prevede la bonifica e i contestuali interventi di salvaguardia della magnolia, tutela dei resti di Villa De Gregorio e realizzazione di uno spazio pubblico destinato alla fruizione, allo sport, ai giochi e alla socializzazione.













