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Tra ferrovie dismesse e borghi da salvare, in Sicilia dodici progetti diventano esperienze turistiche

Dai binari abbandonati che si trasformano in percorsi ciclabili ai cimiteri monumentali che si fanno musei a cielo aperto, passando per le botteghe della ceramica e i sentieri garibaldini. La Regione investe tre milioni di euro per finanziare iniziative che mettono al centro destagionalizzazione e inclusività

di Giulio Giallombardo

16 Giugno 2026

Ci sono percorsi nel verde che seguono le tracce di antiche ferrovie, itinerari che si snodano tra cimiteri monumentali e belvedere sul mare, e cammini storici che attraversano riserve naturali seguendo le orme di Garibaldi. C’è chi riscopre le tradizioni della ceramica e chi trasforma la visita di un quartiere in un videogioco con la realtà aumentata, e chi rende il mare e i sentieri accessibili a tutti, abbattendo ogni barriera.

Sono queste alcune delle suggestioni dei dodici progetti di turismo esperienziale finanziati dalla Regione Siciliana con circa tre milioni di euro, un investimento che ridisegna il concetto di vacanza nell’Isola, ponendo al centro l’autenticità dell’esperienza, il contatto diretto con il territorio e la valorizzazione dei borghi. L’obiettivo è duplice: potenziare un segmento propulsivo per l’economia regionale e contrastare lo spopolamento delle aree interne, rendendo le comunità locali protagoniste della valorizzazione del proprio patrimonio identitario. Un viaggio attraverso l’Isola che tocca cinque province, trasformando il turista da semplice spettatore a parte attiva di un’esperienza autentica.

Nel Trapanese, il progetto di punta è la “Greenway degli Elimi” a Calatafimi Segesta, primo in graduatoria con un finanziamento di 200 mila euro. Questo percorso ciclo-pedonale di circa 10 chilometri sorge sul tracciato dell’antica ferrovia a scartamento ridotto Kaggera-Vita-Salemi, un’opera del 1929 mai entrata in funzione, oggi riqualificata per promuovere il turismo lento e la scoperta dei paesaggi degli Elimi.

Santo Stefano di Camastra

Spostandosi nel Messinese, le iniziative sono diverse. A Messina, poco meno di 300 mila euro sono stati destinati a trasformare il Gran Camposanto in un polo attrattivo per il turismo culturale e memoriale. Considerato uno dei cimiteri monumentali più importanti d’Europa, verrà reso accessibile grazie a percorsi guidati georeferenziati, Qr code, audioguide e mezzi elettrici per persone con disabilità, valorizzando il Cenobio neogotico, il Famedio neoclassico e le viste sullo Stretto. Poco distante, il comune di Santo Stefano di Camastra, capofila in partenariato con Sciacca e Caltagirone, ha ottenuto 300 mila euro per “L’identità che prende forma”, un itinerario esperienziale dedicato alla ceramica siciliana che valorizza antiche strade e botteghe storiche. A Oliveri, il progetto “Oltremontemare” (243 mila euro) unisce il borgo affacciato sul Tirreno, alle pendici dei Nebrodi, a Montalbano Elicona e Tripi in una rete che collega il litorale costiero con i laghetti di Marinello, il patrimonio medievale e le radici archeologiche, offrendo un sistema di ticket esperienziali per degustazioni e laboratori. Infine, Gioiosa Marea (226 mila euro) punta su interventi di restyling del Belvedere, oltre all’installazione di una parete per l’arrampicata sportiva e di una “panchina gigante” per gli amanti del turismo fotografico.

L’ingresso dell’area archeologica di Eraclea Minoa

Nell’Agrigentino, due progetti di grande respiro. Cattolica Eraclea ha ricevuto 310 mila euro per “Eterna Bellezza”, un investimento che mira a valorizzare Monte Calvario, l’area archeologica di Eraclea Minoa, Capo Bianco e la Foce del Platani attraverso il recupero di percorsi naturalistici, il potenziamento dei servizi per cicloturisti e l’introduzione di strumenti digitali. Santa Margherita di Belice segue a stretto giro con 297 mila euro per “Le vie del Gattopardo in Sicilia”, un progetto che prevede un percorso ciclabile sostenibile di 4 chilometri lungo la Strada provinciale 44, che collegherà i luoghi simbolo ispiratori dell’opera di Tomasi di Lampedusa, con aree di sosta, e-bike e un punto informativo turistico presso la ex stazione ferroviaria.

Cefalu

Nel Palermitano, gli interventi spaziano dal turismo culturale a quello naturalistico. A Palermo, la Fondazione Sant’Elia realizzerà un innovativo tour gamificato dei quartieri urbani (287 mila euro), un’esperienza immersiva con realtà aumentata che trasforma la scoperta dei quartieri storici in una caccia al tesoro narrativa, con missioni, quiz e ricostruzioni 3D, pensata per coinvolgere attivamente i giovani. Cefalù (300 mila euro) e Monreale (250 mila euro) puntano invece sul turismo lento e identitario. Cefalù creerà un anello escursionistico intercomunale nelle Basse Madonie, promuovendo mobilità dolce e inclusività. Monreale è capofila del “Cammino dei Mille”, un suggestivo itinerario di oltre 160 chilometri che ripercorre le orme di Garibaldi da Renda a Palermo, attraversando le riserve naturali di Ficuzza e delle Serre della Pizzuta. Il progetto, che coinvolge ben dieci comuni dell’hinterland, prevede il miglioramento dell’accessibilità del percorso, incontri di animazione socio-economica e attività didattiche per le scuole. Poi, ad Alia il progetto “Madonie inattese”, finanziato con 330 mila euro, si inserisce nella strategia di valorizzazione delle aree interne del comprensorio.

Avola (foto gnuckx, licenza CC BY 2.0)

Infine, nel Siracusano, Avola (300 mila euro) si distingue per il suo modello di “turismo esperienziale inclusivo”, forte del riconoscimento della Bandiera Lilla che attesta l’attenzione all’accessibilità. Il progetto prevede la creazione di greenway che uniscono il centro storico al mare, stabilimenti balneari attrezzati per disabili, e interventi nella Riserva di Cavagrande del Cassibile per favorire la fruizione sostenibile dei sentieri, permettendo a tutti di scoprire l’artigianato locale e i celebri vigneti del Nero d’Avola in un’ottica responsabile e senza barriere.