◉ CULTURA

Turismo comunitario e patrimonio: un ponte unisce Sicilia e Tunisia

Si è conclusa a Nabeul la prima masterclass transfrontaliera del progetto Heritas: giovani imprenditori tunisini e italiani a lezione di innovazione, sostenibilità e intelligenza artificiale per valorizzare le tradizioni locali.

di Redazione

22 Luglio 2026

22 Luglio 2026

Un ponte culturale ed economico tra Italia e Tunisia, capace di trasformare il patrimonio materiale e immateriale del Mediterraneo in una leva concreta di sviluppo sostenibile. Si è chiusa con un bilancio positivo la prima masterclass del progetto Heritas, che si è svolta a Nabeul, in Tunisia, dal 27 giugno al 3 luglio scorso. L’iniziativa ha visto protagonisti decine di giovani operatori, imprenditori e professionisti del settore turistico giunti da entrambe le sponde del canale di Sicilia, uniti dall’obiettivo di progettare e promuovere forme avanzate di turismo a gestione comunitaria.

Un momento della masterclass

L’evento è stato promosso dal Cawtar e dall’associazione Animed, in stretta sinergia con i partner italiani Cesie Ets e la Fondazione Le Vie dei Tesori. L’iniziativa si colloca nel cuore operativo del progetto Heritas, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Next Italia-Tunisia 2021-2027. L’intento primario della misura è rafforzare la governance partecipativa dei beni culturali e promuovere modelli d’impresa accoglienti, etici e profondamente radicati nei contesti territoriali.

Il programma formativo ha offerto ai partecipanti un percorso intenso e multidisciplinare condotto da esperti nazionali e internazionali. Le lezioni hanno guidato i giovani talenti attraverso la progettazione esperienziale di itinerari autentici, la preparazione delle attività per l’accesso ai mercati esteri e l’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle strategie di marketing territoriali. Un focus specifico è stato inoltre dedicato al coaching per la presentazione efficace dei progetti imprenditoriali.

Artigiani al lavoro

La forza d’impatto dell’iniziativa è risieduta nell’approccio pratico e immersivo. La delegazione italo-tunisina ha toccato con mano le eccellenze produttive e culturali del territorio di Nabeul attraverso una serie di visite mirate. Le tappe a Dar Kabboura, alla fattoria didattica Spacedoon, al Domaine Lehtouba, tra i vicoli storici della medina e nell’azienda agricola di Takelsa hanno permesso un contatto diretto con artigiani, produttori e agricoltori locali. Dalla celebre lavorazione della ceramica alla finissima arte della passamaneria tradizionale, fino alla pasticceria tipica e alle tecniche di coltivazione biologica, la masterclass ha dimostrato come la salvaguardia delle radici culturali sia la chiave per intercettare i nuovi flussi del turismo responsabile.

Confronto durante la masterclass

La settimana si è conclusa con una sessione ad alto tasso emotivo e professionale, dove i partecipanti hanno simulato la presentazione dei propri progetti d’impresa turistica di fronte a una giuria di esperti e valutatori. Le idee presentate hanno spaziato dalle piattaforme digitali per la tutela del patrimonio immateriale a percorsi enogastronomici integrati tra Sicilia e Tunisia, offrendo un chiaro esempio di come la cooperazione euro-mediterranea possa produrre risultati concreti e sostenibili per il futuro delle comunità locali.

Un ponte culturale ed economico tra Italia e Tunisia, capace di trasformare il patrimonio materiale e immateriale del Mediterraneo in una leva concreta di sviluppo sostenibile. Si è chiusa con un bilancio positivo la prima masterclass del progetto Heritas, che si è svolta a Nabeul, in Tunisia, dal 27 giugno al 3 luglio scorso. L’iniziativa ha visto protagonisti decine di giovani operatori, imprenditori e professionisti del settore turistico giunti da entrambe le sponde del canale di Sicilia, uniti dall’obiettivo di progettare e promuovere forme avanzate di turismo a gestione comunitaria.

Un momento della masterclass

L’evento è stato promosso dal Cawtar e dall’associazione Animed, in stretta sinergia con i partner italiani Cesie Ets e la Fondazione Le Vie dei Tesori. L’iniziativa si colloca nel cuore operativo del progetto Heritas, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Next Italia-Tunisia 2021-2027. L’intento primario della misura è rafforzare la governance partecipativa dei beni culturali e promuovere modelli d’impresa accoglienti, etici e profondamente radicati nei contesti territoriali.

Il programma formativo ha offerto ai partecipanti un percorso intenso e multidisciplinare condotto da esperti nazionali e internazionali. Le lezioni hanno guidato i giovani talenti attraverso la progettazione esperienziale di itinerari autentici, la preparazione delle attività per l’accesso ai mercati esteri e l’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle strategie di marketing territoriali. Un focus specifico è stato inoltre dedicato al coaching per la presentazione efficace dei progetti imprenditoriali.

Artigiani al lavoro

La forza d’impatto dell’iniziativa è risieduta nell’approccio pratico e immersivo. La delegazione italo-tunisina ha toccato con mano le eccellenze produttive e culturali del territorio di Nabeul attraverso una serie di visite mirate. Le tappe a Dar Kabboura, alla fattoria didattica Spacedoon, al Domaine Lehtouba, tra i vicoli storici della medina e nell’azienda agricola di Takelsa hanno permesso un contatto diretto con artigiani, produttori e agricoltori locali. Dalla celebre lavorazione della ceramica alla finissima arte della passamaneria tradizionale, fino alla pasticceria tipica e alle tecniche di coltivazione biologica, la masterclass ha dimostrato come la salvaguardia delle radici culturali sia la chiave per intercettare i nuovi flussi del turismo responsabile.

Confronto durante la masterclass

La settimana si è conclusa con una sessione ad alto tasso emotivo e professionale, dove i partecipanti hanno simulato la presentazione dei propri progetti d’impresa turistica di fronte a una giuria di esperti e valutatori. Le idee presentate hanno spaziato dalle piattaforme digitali per la tutela del patrimonio immateriale a percorsi enogastronomici integrati tra Sicilia e Tunisia, offrendo un chiaro esempio di come la cooperazione euro-mediterranea possa produrre risultati concreti e sostenibili per il futuro delle comunità locali.