◉ CATANIA

La Festa di Sant’Agata verso l’Unesco, consegnata la bozza del dossier

Il Comitato scientifico ha presentato l'anteprima del fascicolo per la candidatura della celebrazione etnea a Patrimonio immateriale dell'Umanità. La cerimonia, ospitata a Palazzo della Cultura, ha coinciso con il nono centenario del rientro delle reliquie della patrona. Da settembre i cittadini potranno contribuire al testo tramite il nuovo portale online

di Redazione

20 Agosto 2026

20 Agosto 2026

Muove un passo decisivo il cammino per l’iscrizione della Festa di Sant’Agata a Catania nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’Unesco Nel Palazzo della Cultura si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia ufficiale per la consegna della bozza del dossier da parte del Comitato scientifico a quello promotore. L’evento si è svolto proprio nei giorni in cui la comunità etnea celebrava il 900esimo anniversario del ritorno delle sacre reliquie della santa patrona a Catania.

I tradizionali ceri di-Sant’Agata (foto Giulio Giallombardo)

La consegna della bozza – spiegano dall’amministrazione comunale – dà il via a una nuova fase dell’iter per il riconoscimento: tra agosto e settembre i cittadini potranno esaminare e arricchire il testo attraverso il nuovo portale online www.lafestadisantagatacatania.it, pensato come spazio permanente e strumento di partecipazione per consultare gli atti, inviare proposte, osservazioni e testimonianze sul significato della festività. Successivamente a ottobre il Comitato scientifico finalizzerà il dossier per trasmetterlo al Ministero della Cultura, che entro il 30 marzo 2027 deciderà se designare la Festa di Sant’Agata a candidata ufficiale dell’Italia davanti all’Unesco.

La preparazione del documento ha visto impegnati esperti e ricercatori attraverso un’articolata attività di analisi e ascolto diretto delle realtà ecclesiali, sociali, associative e dei singoli devoti. All’evento di presentazione, moderato da Paolo Di Caro, sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte: Alberto Patanè (coordinatore del percorso di candidatura), Carmelo Grasso (presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata) e Lina Scalisi (prorettrice dell’Università di Catania e presidente del Comitato scientifico), che ha consegnato formalmente l’elaborato.

La presentazione del dossier

L’arcivescovo metropolita di Catania, Luigi Renna, ha espresso compiacimento per la sinergia tra Arcidiocesi, amministrazione comunale e mondo accademico, evidenziando come l’evento agatino “racchiuda una matrice storico-culturale plurisecolare capace di manifestarsi attraverso una molteplicità di linguaggi artistici ed espressivi”. Pier Luigi Petrillo, coordinatore del Comitato scientifico, ha illustrato il lavoro d’indagine condotto per trasporre il fervore popolare in un linguaggio intellegibile ai valutatori internazionali. L’analisi ha messo in luce la capacità della ricorrenza di ridefinire il senso di appartenenza civica e di trasmettere un messaggio contemporaneo incentrato sul coraggio e sul rifiuto di ogni prepotenza.

Nelle sue conclusioni, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, presidente del Comitato promotore, ha posto l’accento sulla responsabilità storica del momento, evidenziando come “l’avvenire della città sia legato alla cura con cui la collettività preserva le proprie radici, e ha invitato i cittadini a perfezionare insieme il documento”.

Muove un passo decisivo il cammino per l’iscrizione della Festa di Sant’Agata a Catania nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’Unesco Nel Palazzo della Cultura si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia ufficiale per la consegna della bozza del dossier da parte del Comitato scientifico a quello promotore. L’evento si è svolto proprio nei giorni in cui la comunità etnea celebrava il 900esimo anniversario del ritorno delle sacre reliquie della santa patrona a Catania.

I tradizionali ceri di-Sant’Agata (foto Giulio Giallombardo)

La consegna della bozza – spiegano dall’amministrazione comunale – dà il via a una nuova fase dell’iter per il riconoscimento: tra agosto e settembre i cittadini potranno esaminare e arricchire il testo attraverso il nuovo portale online www.lafestadisantagatacatania.it, pensato come spazio permanente e strumento di partecipazione per consultare gli atti, inviare proposte, osservazioni e testimonianze sul significato della festività. Successivamente a ottobre il Comitato scientifico finalizzerà il dossier per trasmetterlo al Ministero della Cultura, che entro il 30 marzo 2027 deciderà se designare la Festa di Sant’Agata a candidata ufficiale dell’Italia davanti all’Unesco.

La preparazione del documento ha visto impegnati esperti e ricercatori attraverso un’articolata attività di analisi e ascolto diretto delle realtà ecclesiali, sociali, associative e dei singoli devoti. All’evento di presentazione, moderato da Paolo Di Caro, sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte: Alberto Patanè (coordinatore del percorso di candidatura), Carmelo Grasso (presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata) e Lina Scalisi (prorettrice dell’Università di Catania e presidente del Comitato scientifico), che ha consegnato formalmente l’elaborato.

La presentazione del dossier

L’arcivescovo metropolita di Catania, Luigi Renna, ha espresso compiacimento per la sinergia tra Arcidiocesi, amministrazione comunale e mondo accademico, evidenziando come l’evento agatino “racchiuda una matrice storico-culturale plurisecolare capace di manifestarsi attraverso una molteplicità di linguaggi artistici ed espressivi”. Pier Luigi Petrillo, coordinatore del Comitato scientifico, ha illustrato il lavoro d’indagine condotto per trasporre il fervore popolare in un linguaggio intellegibile ai valutatori internazionali. L’analisi ha messo in luce la capacità della ricorrenza di ridefinire il senso di appartenenza civica e di trasmettere un messaggio contemporaneo incentrato sul coraggio e sul rifiuto di ogni prepotenza.

Nelle sue conclusioni, il sindaco di Catania, Enrico Trantino, presidente del Comitato promotore, ha posto l’accento sulla responsabilità storica del momento, evidenziando come “l’avvenire della città sia legato alla cura con cui la collettività preserva le proprie radici, e ha invitato i cittadini a perfezionare insieme il documento”.