◉ CULTURA
L’Ecce Homo di Antonello da Messina all’asta diventa patrimonio nazionale
Il ministero della Cultura ha acquistato per 14,9 milioni di euro il rarissimo dipinto rinascimentale del maestro siciliano, l’unico rimasto in collezione privata. L'opera era stata ritirata da Sotheby's poco prima di essere battuta. Adesso sarà destinata alla fruizione collettiva
di Redazione
10 Febbraio 2026
Un gioiello rinascimentale ritorna in Italia. L’Ecce Homo di Antonello da Messina è stato acquisito dal Ministero della Cultura per 14,9 milioni di dollari, attraverso la Direzione generale Musei. Il dipinto – come riporta l’Ansa – era stato ritirato dalla casa d’aste Sotheby’s poco prima di finire sotto il martello del battitore “a causa del forte interesse dimostrato dal governo italiano” che ha pagato una cifra un soffio al di sotto del massimo della stima di partenza di 15 milioni.
Si tratta di un dipinto a tempera su tavola di eccezionale importanza storica e devozionale, realizzato intorno al 1460. L’opera, concepita per la contemplazione privata, presenta su un lato un intenso Ecce Homo – Cristo sofferente, con occhi gonfi e gocce di sangue che scendono dalla corona di spine – e sull’altro un “San Girolamo penitente” immerso in un paesaggio desolato. Fu lo storico dell’arte Federico Zeri, nel 1985, ad attribuire per la prima volta il pannello al maestro siciliano, notando nella smorfia del Cristo una somiglianza con “quella di un mafioso” e definendolo “un’opera giovanile ancora ignota alla letteratura artistica”.
Le opere autografe di Antonello da Messina sono estremamente rare: ne sopravvivono solo una quarantina. Questo esemplare è probabilmente l’ultimo rimasto in una collezione privata, rendendo il suo recupero un evento importante per il patrimonio nazionale. “È un’operazione di altissimo livello culturale – ha commentato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli – abbiamo atteso qualche giorno nel comunicarla per rispetto nei confronti delle autorità deputate a registrare il contratto di acquisto. L’opera rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto mondo”.
Il percorso dell’opera, la cui prima menzione documentata risale a una collezione privata spagnola del primo Novecento, ha attraversato l’Atlantico: fu acquistato dalla galleria Wildenstein di New York nel 1967 e, in seguito, ceduto tramite trattative private fino all’ultimo proprietario. Nonostante il suo recente passato privato, il dipinto non è sconosciuto al grande pubblico: è stato infatti esposto in prestigiose sedi come il Metropolitan Museum di New York, le Scuderie del Quirinale a Roma e Palazzo Reale a Milano. Già prima dell’asta, Sotheby’s aveva segnalato che l’opera era stata richiesta per una grande retrospettiva su Antonello in programma nel 2028 al Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Ora che il dipinto è di proprietà statale, si apre il dibattito sulla sua collocazione definitiva. Dalla Sicilia, terra natale di Antonello, sono già giunti appelli per un suo ritorno nell’Isola, mentre altre voci lo indirizzerebbero verso il museo di Capodimonte a Napoli. Quel che è certo è che, dopo secoli di devozione privata e passaggi di mano, questo gioiello rinascimentale è finalmente pronto per essere “messo a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto il mondo”, come ha affermato il ministro Giuli, completando idealmente il percorso delle altre versioni di Ecce Homo dipinte da Antonello, conservate a New York, Genova e Piacenza.









