Lo Spasimo, scrigno di bellezza orfano del nome
La chiesa di Santa Maria degli Olivetani, nel quartiere della Kalsa a Palermo, un tempo custodiva la Salita al Calvario di Raffaello Sanzio. Presto sarà ricollocata una copia del dipinto dentro l’originaria cornice realizzata da Gagini
di Emanuele Drago
18 Gennaio 2019
18 Gennaio 2019
Quando si parla di Rinascimento a Palermo, sarebbe opportuno rimarcare che, se non fosse stato per il pretore di origine toscane, Pietro Speciale, probabilmente la città non avrebbe mai conosciuto le prime forme di Rinascimento così come le conobbe. Va ricordato che, tra i maggiori studiosi di quell’epoca vi fu un altro toscano, quel Giorgio Vasari che aveva considerato la fontana Pretoria – che in quegli anni venne acquistata dalla municipalità di Palermo – come la più bella fontana che Firenze allora possedeva. Tuttavia, nella sua “Vita degli artisti”, l’aretino menzionò anche un’altra opera che, forse con eccessiva enfasi, a suo dire era conosciuta all’esterno più del Mongibello (nome con cui veniva anticamente indicato l’Etna).

Lo Spasimo di Sicilia di Raffaello Sanzio

I frammenti della cornice di Gagini
Quando si parla di Rinascimento a Palermo, sarebbe opportuno rimarcare che, se non fosse stato per il pretore di origine toscane, Pietro Speciale, probabilmente la città non avrebbe mai conosciuto le prime forme di Rinascimento così come le conobbe. Va ricordato che, tra i maggiori studiosi di quell’epoca vi fu un altro toscano, quel Giorgio Vasari che aveva considerato la fontana Pretoria – che in quegli anni venne acquistata dalla municipalità di Palermo – come la più bella fontana che Firenze allora possedeva. Tuttavia, nella sua “Vita degli artisti”, l’aretino menzionò anche un’altra opera che, forse con eccessiva enfasi, a suo dire era conosciuta all’esterno più del Mongibello (nome con cui veniva anticamente indicato l’Etna).

Lo Spasimo di Sicilia di Raffaello Sanzio

I frammenti della cornice di Gagini









