Scoprire la Sicilia sui treni storici: così rinascerà la ferrovia più a sud d’Italia

8 Marzo 2022

Al via i primi cantieri propedeutici alla riattivazione di vecchie linee ferroviarie ad uso turistico. Nell’Isola si comincia con la Noto-Pachino e l’Alcantara-Randazzo

di RedazioneLavori in corso per le linee ferroviarie storiche, che rinasceranno come circuiti turistici. Due delle tre linee che saranno recuperate per prime si trovano in Sicilia. Si tratta della Noto-Pachino, la più a sud d’Italia e l’Alcantara-Randazzo, a cui si aggiunge la Gioia del Colle-Altamura-Rocchetta Sal in Puglia. Grazie ai fondi del ministero della Cultura e tramite la Rete Ferroviaria Italiana, la Fondazione Fs Italiane ha ufficialmente dato il via ai primi cantieri propedeutici alla riattivazione di linee ferroviarie storiche ad uso turistico.

 width=

Cantieri su tracciato storico (foto Fondazione Fs)

Per i viaggiatori – fanno sapere dalla Fondazione Fs – sarà così possibile scoprire e riscoprire scorci panoramici dello Stivale rimasti per anni inesplorati dal finestrino di un treno. Con una rete di mobilità slow che avrà punti di incrocio tra ferrovie, cammini e ciclovie, permettendo finalmente l’interscambio tra treno turistico, amanti del cammino e biciclette. Le linee saranno interamente recuperate utilizzando i 435 milioni di euro complessivamente stanziati dal ministero della Cultura all’interno del capitolo Percorsi nella storia – Treni storici e Itinerari culturali.
 width=

Stazione di Noto (foto Sal73x, Wikipedia, licenza CC BY-SA 3.0)

La ferrovia Noto-Pachino, lunga 27,5 chilometri, fu inaugurata nel 1935 e sospesa all’esercizio l’1 gennaio 1986. Collega la capitale del Barocco, Noto, con Pachino, la stazione più meridionale della Penisola, attraversando luoghi unici, tra il mare e la macchia mediterranea, lambendo l’area archeologica dell’antica città greca di Eloro e la Villa romana del Tellaro. Dopo Noto Bagni, attraversa la Riserva naturale e Oasi faunistica di Vendicari, per poi toccare il territorio del borgo marinaro di Marzamemi. I cantieri di Rfi dedicati a bonifica e sfalcio della sede ferroviaria, avviati lo scorso 25 gennaio, hanno interessato diversi chilometri della tratta, invasa per decenni da rovi e rifiuti.
 width=

Antica stazione di Motta Camastra (foto Dantadd, Wikipedia, licenza CC BY-SA 2.5)

Per il ripristino dell’intero tracciato è prevista una spesa di 40 milioni di euro che consentirà la piena fruibilità della tratta e il restauro delle originali architetture delle stazioni. Sempre in Sicilia, la tratta Randazzo-Alcantara, estesa per circa 37 chilometri, collegava il versante settentrionale dell’Etna con la linea costiera ionica Messina-Catania. Si dirama dalla stazione di Alcantara, ancora oggi in esercizio, e segue la valle del fiume Alcantara, prima di raggiungere Randazzo, in un percorso tortuoso e quasi del tutto in salita, lungo il quale si incontrano 13 viadotti e otto gallerie.
 width=

Una delle automotrici usate nella linea fino alla metà degli anni settanta (foto Antonio Taverna, Wikipedia, licenza CC BY- 2.5)

Concepita già alla fine del 19esimo secolo, ma realizzata solo tra il 1928 e il 1959, fu interrotta da una colata lavica nel 1981 e ripristinata nel 1983, per essere poi chiusa nei primi anni ’90. La linea è sempre stata gestita in economia e a carattere locale, senza mai essere utilizzata appieno. Tuttavia, il suo potenziale turistico è indubbio: il tracciato della ferrovia passa a pochi metri dalle famose gole dell’Alcantara, in località Fondaco Motta, un sito di particolare valore ambientale e meta di importanti flussi di viaggiatori.
 width=

Il capolinea della tratta Alcantara-Randazzo (foto Circumetnea Storia, WIkipedia, licenza CC BY-SA 3.0)

Come ribadito dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, “il potenziamento delle linee ferroviarie storiche, dei cammini e degli itinerari culturali saranno fondamentali per lo sviluppo e la valorizzazione in chiave culturale delle aree interne”. I treni storici sono composti da locomotive a vapore, diesel o elettriche d’epoca al traino di carrozze di varie epoche storiche, e da automotrici in livrea originale. Su tutti gli itinerari, inoltre in composizione al treno c’e’ un bagagliaio adibito al trasporto gratuito di biciclette, proprio per consentire il trasporto intermodale, sempre in una modalità lenta e sostenibile.