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Alla scoperta del Ponte delle Teste mozze, le interviste
Scampato alla demolizione, sorge a pochissima distanza da quello normanno dell'Ammiraglio. Deve il suo nome pittoresco al cippo del Piano di Sant’Erasmo, dove si esponevano le teste dei condannati a morte per decapitazione, che fu trasferito qui a metà Settecento, a poca distanza dal piano dei Decollati adibito a cimitero. È visitabile durante il weekend del Genio di Palermo e fino al 3 maggio
Di Redazione
15 Aprile 2026
È ritornato alla luce dopo un secolo, grazie ai lavori per la linea del tram: finora era un po’ una leggenda, il ponte scomparso di cui restava traccia soltanto negli schizzi dei viaggiatori del Grand Tour e in qualche foto dell’inizio del secolo scorso; sulle sue campate, secondo alcuni storici, si svolse la battaglia tra Borbone e Garibaldini che tentavano di aprirsi la strada verso lo Stradone di Porta di Termini per entrare a Palermo. Oggi si scendono i gradini e ci si trova in un ambiente sotterraneo occupato interamente dal Ponte delle Teste mozze, superbo e inatteso, praticamente intatto con le sue tre campate. Grazie alla collaborazione con l’Amat e con il Comune, sarà possibile visitarlo per la prima volta durante il Genio di Palermo, festival organizzato dalla Fondazione Le Vie dei Tesori, giunto alla sua quinta edizione: e non sarà l’unica sorpresa perché, finito il weekend del festival, il Ponte delle Teste mozze sarà visitabile ancora negli altri due fine settimana a cavallo del 25 aprile e dell’1 maggio. Aprirà ogni venerdì, sabato e domenica (fino al 3 maggio) dalle 10 alle 17.30.
“Un altro tassello di storia ritorna in vita: grazie alle Vie dei Tesori, apriamo il Ponte delle Teste mozze, sito dimenticato della città – dice l’assessore comunale al Turismo, Alessandro Anello – ma anche una vera bellezza del tutto inattesa: un modo per promuovere la città”. “Il ponte delle teste mozze è stato affidato ad Amat durante i lavori di realizzazione dei lavori del tram – spiega Giuseppe Mistretta, presidente di Amat – Accompagniamo sempre gli eventi del Comune organizzando bus e tram per raggiungere i siti. E abbiamo siglato un accordo con Le Vie dei Tesori che hanno già proposto al pubblico le visite sia alle officine che al deposito del tram di via Castellana”.
“Per tre weekend Vie dei Tesori con Comune e Amat proporrà questa visita eccezionale: un ponte dimenticato negli ultimi 130 anni, tanto che non si sapeva neanche più bene dove fosse – interviene Marcello Barbaro, vicepresidente della Fondazione Le Vie dei Tesori – Sarà possibile non solo scendere fino al ponte con le sue tre campate, ma anche comprendere l’importanza di questo punto di accesso alla città: il percorso di visita partirà da Ponte dell’Ammiraglio, scenderà sotto terra e raggiungerà poi il Piano dei Decollati, seguendo l’antico percorso del fiume Oreto: oggi negletto, era invece parte integrante della vita della città”.
Un percorso fortemente voluto dalla II Circoscrizione: “Abbiamo sempre sentito parlare di questo luogo, finora sconosciuto. E oggi siamo felici di essere stati i promotori di questa riscoperta – spiegano Giuseppe Federico, Giacomo Viscuso e Gianluca Inzerillo, rispettivamente presidente, vicepresidente e consigliere comunale componente della Prima Commissione – è un segno che la Circoscrizione non si occupa soltanto della piccola rigenerazione, ma guarda e protegge i beni monumentali che ci circondano”.









