◉ PALERMO

Prove di rinascita per Baglio Scorzadenaro: diventerà un centro sociale aperto alla città

La giunta comunale approva la regolarizzazione patrimoniale dello storico complesso seicentesco vicino al carcere di Pagliarelli, provando a mettere fine a decenni di abbandono. L'immobile sarà affidato all'associazione Progetto Itaca per essere trasformato in uno spazio vivo al servizio della comunità

di Ruggero Altavilla

28 Luglio 2026

28 Luglio 2026

Dimenticato tra il frastuono delle auto e reso quasi invisibile dall’espansione urbanistica che negli anni ne ha soffocato l’antico splendore, Baglio Scorzadenaro potrebbe presto tornare a nuova vita. A due passi dal carcere di Pagliarelli e quasi sfiorato dal cavalcavia che incrocia viale della Regione Siciliana, il complesso seicentesco è il simbolo di quella Palermo che, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, accoglieva importanti trasformazioni urbanistiche arricchendo le aree periferiche con sontuose residenze di campagna e floridi giardini. Adesso la giunta comunale ha approvato una delibera, con cui viene avviato un passaggio decisivo per la regolarizzazione amministrativa, catastale e patrimoniale del baglio.

Un Tir attraversa il cavalcavia e sembra sfiorare l’antico immobile

Un grande complesso agricolo legato anche nel nome alla memoria popolare della compravendita del bestiame, lungo l’antica via dove si tramanda che i compratori meno esperti venissero raggirati con prezzi gonfiati. Scorzadenaro, infatti, prende il nome dall’antica strada legata al mercato di bestiame, chiamata così perché – si dice – i compratori ingenui venivano fregati (scorzati) con prezzi gonfiati oppure con animali scadenti. Del complesso originale, che comprendeva anche fabbricati settecenteschi e la chiesetta di Sant’Anna, i lavori di sbancamento per la costruzione della nuova casa circondariale negli anni Ottanta hanno risparmiato ben poco, se non il caratteristico palazzetto nobiliare in stile liberty, ricavato all’inizio del Novecento dalla ristrutturazione dell’antica vaccheria per volere degli ultimi proprietari privati, i Giuffrè.

La storia recente dell’immobile è stata un’altalena tra tentativi di riscatto e repentine ricadute nel degrado. Un primo e significativo intervento di adeguamento antisismico da 520mila euro, finanziato con fondi Por, aveva fatto sperare in un definitivo recupero del palazzetto, ma la carenza di ulteriori risorse economiche fece piombare la struttura in una nuova stagione di indifferenza e abbandono. Anche le ipotesi di riutilizzo avanzate nel tempo si sono infrante di fronte alle difficoltà economiche: prima la rinuncia della Polizia municipale a stabilirvi la propria sede, poi il tirarsi indietro dell’Avis, frenata da costi di ristrutturazione stimati allora in circa 400mila euro, una cifra diventata via via sempre più onerosa con il progressivo deterioramento della struttura.

Vista dai balconi sulla circonvallazione

Oggi però si riaccendono le speranza per la rinascita del baglio. Con l’approvazione di una delibera della giunta comunale, l’amministrazione ha riconosciuto formalmente il possesso ultratrentennale, pubblico, pacifico e continuativo dell’immobile, avviando la regolarizzazione catastale e patrimoniale necessaria per l’aggiornamento dell’inventario civico. “Si tratta di un risultato importante – si legge in una nota dell’amministrazione comunale – perché consente di superare una situazione di incertezza che si protraeva da anni e di restituire piena certezza giuridica a un bene di grande valore storico e culturale per la città. Con questa delibera viene compiuto un passo concreto verso la tutela del patrimonio pubblico e la sua valorizzazione nell’interesse della collettività”.

Il provvedimento sblocca così l’iter per l’assegnazione del bene all’Associazione Progetto Itaca Palermo Odv Ets, con l’idea di destinarlo a centro polifunzionale a destinazione sociale. “L’obiettivo dell’amministrazione – prosegue la nota – è restituire alla città un immobile oggi in stato di abbandono, trasformandolo in uno spazio vivo, aperto e dedicato a servizi e attività di rilevante valore sociale. La regolarizzazione patrimoniale rappresenta il presupposto indispensabile per consentire gli interventi di recupero e garantire una gestione stabile ed efficace del bene”.

Un impegno per completare rapidamente gli ultimi adempimenti e permettere a Baglio Scorzadenaro di lasciarsi finalmente alle spalle gli anni bui del degrado, restituendo un pezzo di storia e di vita sociale alla fruizione di tutta la comunità.

Dimenticato tra il frastuono delle auto e reso quasi invisibile dall’espansione urbanistica che negli anni ne ha soffocato l’antico splendore, Baglio Scorzadenaro potrebbe presto tornare a nuova vita. A due passi dal carcere di Pagliarelli e quasi sfiorato dal cavalcavia che incrocia viale della Regione Siciliana, il complesso seicentesco è il simbolo di quella Palermo che, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, accoglieva importanti trasformazioni urbanistiche arricchendo le aree periferiche con sontuose residenze di campagna e floridi giardini. Adesso la giunta comunale ha approvato una delibera, con cui viene avviato un passaggio decisivo per la regolarizzazione amministrativa, catastale e patrimoniale del baglio.

Un Tir attraversa il cavalcavia e sembra sfiorare l’antico immobile

Un grande complesso agricolo legato anche nel nome alla memoria popolare della compravendita del bestiame, lungo l’antica via dove si tramanda che i compratori meno esperti venissero raggirati con prezzi gonfiati. Scorzadenaro, infatti, prende il nome dall’antica strada legata al mercato di bestiame, chiamata così perché – si dice – i compratori ingenui venivano fregati (scorzati) con prezzi gonfiati oppure con animali scadenti. Del complesso originale, che comprendeva anche fabbricati settecenteschi e la chiesetta di Sant’Anna, i lavori di sbancamento per la costruzione della nuova casa circondariale negli anni Ottanta hanno risparmiato ben poco, se non il caratteristico palazzetto nobiliare in stile liberty, ricavato all’inizio del Novecento dalla ristrutturazione dell’antica vaccheria per volere degli ultimi proprietari privati, i Giuffrè.

La storia recente dell’immobile è stata un’altalena tra tentativi di riscatto e repentine ricadute nel degrado. Un primo e significativo intervento di adeguamento antisismico da 520mila euro, finanziato con fondi Por, aveva fatto sperare in un definitivo recupero del palazzetto, ma la carenza di ulteriori risorse economiche fece piombare la struttura in una nuova stagione di indifferenza e abbandono. Anche le ipotesi di riutilizzo avanzate nel tempo si sono infrante di fronte alle difficoltà economiche: prima la rinuncia della Polizia municipale a stabilirvi la propria sede, poi il tirarsi indietro dell’Avis, frenata da costi di ristrutturazione stimati allora in circa 400mila euro, una cifra diventata via via sempre più onerosa con il progressivo deterioramento della struttura.

Vista dai balconi sulla circonvallazione

Oggi però si riaccendono le speranza per la rinascita del baglio. Con l’approvazione di una delibera della giunta comunale, l’amministrazione ha riconosciuto formalmente il possesso ultratrentennale, pubblico, pacifico e continuativo dell’immobile, avviando la regolarizzazione catastale e patrimoniale necessaria per l’aggiornamento dell’inventario civico. “Si tratta di un risultato importante – si legge in una nota dell’amministrazione comunale – perché consente di superare una situazione di incertezza che si protraeva da anni e di restituire piena certezza giuridica a un bene di grande valore storico e culturale per la città. Con questa delibera viene compiuto un passo concreto verso la tutela del patrimonio pubblico e la sua valorizzazione nell’interesse della collettività”.

Il provvedimento sblocca così l’iter per l’assegnazione del bene all’Associazione Progetto Itaca Palermo Odv Ets, con l’idea di destinarlo a centro polifunzionale a destinazione sociale. “L’obiettivo dell’amministrazione – prosegue la nota – è restituire alla città un immobile oggi in stato di abbandono, trasformandolo in uno spazio vivo, aperto e dedicato a servizi e attività di rilevante valore sociale. La regolarizzazione patrimoniale rappresenta il presupposto indispensabile per consentire gli interventi di recupero e garantire una gestione stabile ed efficace del bene”.

Un impegno per completare rapidamente gli ultimi adempimenti e permettere a Baglio Scorzadenaro di lasciarsi finalmente alle spalle gli anni bui del degrado, restituendo un pezzo di storia e di vita sociale alla fruizione di tutta la comunità.