◉ LE VIE DEI TESORI
Ragusa dall’alto in basso fino al mare: secondo weekend tra torri, cave e bunker segreti
Apre alle visite per la prima volta la Torre Littoria, si visita Marina di Ragusa con il discendente dei fondatori. Grande successo per i due bunker antiaerei e per le casupole della Pirrera. A Palazzo Arezzo di Trifiletti sarà la famiglia ad accompagnare tra maioliche napoletane, affreschi, tessuti e arredi
di Redazione
28 Ottobre 2026
28 Ottobre 2026
Dalla Torre Littoria ai rifugi sotterranei: sarà una Ragusa che si scopre in verticale, quella che si prepara al secondo weekend delle Vie dei Tesori, sabato e domenica (31 ottobre e 1 novembre). Si potranno alzare gli occhi per cercare la terrazza dell’arengario della Casa del Fascio, da dove, il 13 agosto 1937, Mussolini arringò la folla dopo aver visitato le miniere e le cave di asfalto; ma si scenderà anche nei rifugi dove la città si mise in salvo dai bombardamenti. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.
Iniziamo da una delle grandi novità di quest’anno (qui il programma completo di Ragusa): per la prima volta si salirà su a Torre Littoria, e si entrerà negli uffici del Comando provinciale della Guardia di Finanza, che qui ha la propria sede. Sarà un’occasione unica, da cogliere al volo visto che le visite saranno solo questo sabato e il prossimo (10- 12.30 e 14-17.30). La torre svetta sulla piazza (oggi piazza della Libertà) e fa parte del complesso progettato dall’architetto Ernesto La Padula, costruito a partire dal 1934 come Casa del Fascio. Per il Festival saranno esposti modelli di auto d’epoca, dal 1930 al 1950, a cura del Veteran Car Ibleo.
Dal profilo della torre si può passare alla città nascosta. Lo scorso fine settimana i visitatori hanno indossato i caschetti e fatto la fila per entrare nel bunker di via Rapisardi che si raggiunge attraversando una casa privata: una soglia domestica introduce a uno spazio nato per resistere alla paura, qui cercarono ricovero le famiglie ma anche impiegati comunali e delle Poste. L’altro rifugio, in via San Giuseppe, è stato già il luogo più visitato dello scorso anno: cinquanta metri su due livelli, capaci di accogliere fino a 310 persone, oggi custodisce reperti bellici e la collezione di divise del Museo “L’Italia in Africa”.
All’aperto, invece, si segue la conformazione stessa della città: la Vallata Santa Domenica restituisce proprio la memoria della pietra: tra pirrere e carcare, i tracciati dei carri, i mulini ad acqua e i lavatoi raccontano la ricostruzione di Ragusa. E il quartiere Pirrera, dove vivevano, appunto, i pirriaturi in case-grotta, prive di servizi, lontanissime dai saloni nobiliari che rinascevano nei palazzi sventrati. Il progressivo spopolamento, poi una frana e gli accessi murati hanno lasciato il quartiere “sospeso”. Si visita il Carmine che ha appena inaugurato “I custodi del giardino”, mostra sugli ottant’anni della presenza dei Carmelitani Scalzi. E il percorso può concludersi all’Antico Mercato, dove domenica alle 12, alla Putia del vino, debutta la degustazione narrata: un’ora per affidare anche al gusto il racconto del territorio.
Domenica alle 10 le prime escursioni a Cava San Leonardo con Luisa Manni di Be Rural: un trekking sensoriale per le stradine tortuose di Ibla fino alla chiesa di San Rocco dove si apre una vista spettacolare sulla vallata. Poi si costeggia il torrente San Leonardo, e si chiude con una degustazione di vino o miele. Invece sabato, alle 11 e alle 16, Antonio Carnemolla attinge alla storia della sua famiglia visto che il trisnonno e il bisnonno fondarono l’antica Mazzarelli, che nel 1928 cambiò nome in Marina di Ragusa. Si parte dal monumento ai Caduti in piazza Torre per ritrovare, dietro la località balneare, le storie del borgo. È il primo appuntamento del percorso, che tornerà anche nel prossimo weekend.
Ragusa è sontuosa, soprattutto nel racconto dei proprietari: a Palazzo Arezzo di Trifiletti sarà la famiglia ad accompagnare tra maioliche napoletane, affreschi, tessuti e oggetti, condividendo aneddoti e memorie del casato. Nella Casa Museo Appiano, invece, sei stanze compongono la personale wunderkammer di Titì Appiano, collezionista e organista che proporrà alcuni brani. Al Circolo di Conversazione, fondato nel 1830, specchiere, sofà e tendaggi conservano il carattere del “Circolu re cavaleri” descritto anche da Gesualdo Bufalino. Anche chiese e conventi aiutano a leggere ciò che il terremoto risparmiò e ciò che fu ricostruito: San Rocco, sul costone affacciato sulla vallata San Leonardo, conserva la grande cona seicentesca che riveste il presbiterio. Santa Maria dello Spasimo accoglie colonne tortili, stucchi e il soffitto ligneo di Matteo Battaglia. A San Francesco all’Immacolata, la chiesa custodisce tracce medievali e opere precedenti al sisma, mentre il convento svela lo scalone in pietra asfaltica degli Iblei: qui sabato 14 novembre si osserverà da vicino il restauro della tela dell’Immacolata di Vincenzo Manno.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18.
Dalla Torre Littoria ai rifugi sotterranei: sarà una Ragusa che si scopre in verticale, quella che si prepara al secondo weekend delle Vie dei Tesori, sabato e domenica (31 ottobre e 1 novembre). Si potranno alzare gli occhi per cercare la terrazza dell’arengario della Casa del Fascio, da dove, il 13 agosto 1937, Mussolini arringò la folla dopo aver visitato le miniere e le cave di asfalto; ma si scenderà anche nei rifugi dove la città si mise in salvo dai bombardamenti. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.
Iniziamo da una delle grandi novità di quest’anno (qui il programma completo di Ragusa): per la prima volta si salirà su a Torre Littoria, e si entrerà negli uffici del Comando provinciale della Guardia di Finanza, che qui ha la propria sede. Sarà un’occasione unica, da cogliere al volo visto che le visite saranno solo questo sabato e il prossimo (10- 12.30 e 14-17.30). La torre svetta sulla piazza (oggi piazza della Libertà) e fa parte del complesso progettato dall’architetto Ernesto La Padula, costruito a partire dal 1934 come Casa del Fascio. Per il Festival saranno esposti modelli di auto d’epoca, dal 1930 al 1950, a cura del Veteran Car Ibleo.
Dal profilo della torre si può passare alla città nascosta. Lo scorso fine settimana i visitatori hanno indossato i caschetti e fatto la fila per entrare nel bunker di via Rapisardi che si raggiunge attraversando una casa privata: una soglia domestica introduce a uno spazio nato per resistere alla paura, qui cercarono ricovero le famiglie ma anche impiegati comunali e delle Poste. L’altro rifugio, in via San Giuseppe, è stato già il luogo più visitato dello scorso anno: cinquanta metri su due livelli, capaci di accogliere fino a 310 persone, oggi custodisce reperti bellici e la collezione di divise del Museo “L’Italia in Africa”.
All’aperto, invece, si segue la conformazione stessa della città: la Vallata Santa Domenica restituisce proprio la memoria della pietra: tra pirrere e carcare, i tracciati dei carri, i mulini ad acqua e i lavatoi raccontano la ricostruzione di Ragusa. E il quartiere Pirrera, dove vivevano, appunto, i pirriaturi in case-grotta, prive di servizi, lontanissime dai saloni nobiliari che rinascevano nei palazzi sventrati. Il progressivo spopolamento, poi una frana e gli accessi murati hanno lasciato il quartiere “sospeso”. Si visita il Carmine che ha appena inaugurato “I custodi del giardino”, mostra sugli ottant’anni della presenza dei Carmelitani Scalzi. E il percorso può concludersi all’Antico Mercato, dove domenica alle 12, alla Putia del vino, debutta la degustazione narrata: un’ora per affidare anche al gusto il racconto del territorio.
Domenica alle 10 le prime escursioni a Cava San Leonardo con Luisa Manni di Be Rural: un trekking sensoriale per le stradine tortuose di Ibla fino alla chiesa di San Rocco dove si apre una vista spettacolare sulla vallata. Poi si costeggia il torrente San Leonardo, e si chiude con una degustazione di vino o miele. Invece sabato, alle 11 e alle 16, Antonio Carnemolla attinge alla storia della sua famiglia visto che il trisnonno e il bisnonno fondarono l’antica Mazzarelli, che nel 1928 cambiò nome in Marina di Ragusa. Si parte dal monumento ai Caduti in piazza Torre per ritrovare, dietro la località balneare, le storie del borgo. È il primo appuntamento del percorso, che tornerà anche nel prossimo weekend.
Ragusa è sontuosa, soprattutto nel racconto dei proprietari: a Palazzo Arezzo di Trifiletti sarà la famiglia ad accompagnare tra maioliche napoletane, affreschi, tessuti e oggetti, condividendo aneddoti e memorie del casato. Nella Casa Museo Appiano, invece, sei stanze compongono la personale wunderkammer di Titì Appiano, collezionista e organista che proporrà alcuni brani. Al Circolo di Conversazione, fondato nel 1830, specchiere, sofà e tendaggi conservano il carattere del “Circolu re cavaleri” descritto anche da Gesualdo Bufalino. Anche chiese e conventi aiutano a leggere ciò che il terremoto risparmiò e ciò che fu ricostruito: San Rocco, sul costone affacciato sulla vallata San Leonardo, conserva la grande cona seicentesca che riveste il presbiterio. Santa Maria dello Spasimo accoglie colonne tortili, stucchi e il soffitto ligneo di Matteo Battaglia. A San Francesco all’Immacolata, la chiesa custodisce tracce medievali e opere precedenti al sisma, mentre il convento svela lo scalone in pietra asfaltica degli Iblei: qui sabato 14 novembre si osserverà da vicino il restauro della tela dell’Immacolata di Vincenzo Manno.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18.














