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Dall’Ecce Homo alla Pietà: due capolavori di Antonello arrivano in Sicilia

L’accordo siglato a Madrid e la sinergia con il ministero della Cultura sbloccano il trasferimento temporaneo della tela custodita al Prado e del pannello acquistato dallo Stato per quasi 15 milioni di dollari. I due tesori giungeranno a Palazzo Abatellis, unendosi all'Annunziata nel seicentesimo anniversario della nascita del maestro rinascimentale

di Ruggero Altavilla

22 Giugno 2026

Una sinergia internazionale nel nome di Antonello da Messina per portare in Sicilia due capolavori del maestro rinascimentale. A Madrid, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, e il sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella, hanno incontrato il direttore del museo del Prado, Miguel Falomir Faus. Al centro del colloquio, che ha visto la partecipazione anche della direttrice dell’Istituto italiano di cultura Elena Fontanella, c’era l’intenzione di ottenere il trasferimento temporaneo in Sicilia di un capolavoro del pittore messinese: il Cristo in pietà e un angelo, più noto come la Pietà di Antonello e il direttore del Prado – come riportato dall’Ansa – ha accolto con favore la proposta del prestito. Si tratta di un’iniziativa che si innesta nel percorso condiviso con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha contemporaneamente dato la propria disponibilità a consentire l’arrivo a Palermo di un altro capolavoro del pittore, l’Ecce Homo attualmente esposto al museo dell’Aquila dopo essere stato acquistato all’asta dallo Stato italiano lo scorso febbraio.

Antonello da Messina, Cristo in pietà e un angelo

L’Ecce Homo e – verosimilmente – la Pietà si ritroveranno a Palazzo Abatellis, dove saranno esposti al cospetto dell’Annunziata, offrendo una combinazione irripetibile per celebrare i 600 anni dalla nascita del maestro siciliano. In una nota congiunta, Mulè e Cannella hanno definito l’accordo come “una straordinaria notizia per la Sicilia che si sposa con la celebrazione dei 600 anni dalla nascita di Antonello”. Hanno poi aggiunto che, con la disponibilità del Prado, “si aggiunge un tassello nella direzione della realizzazione di un sogno culturale e di sviluppo della Sicilia. Tutto questo è parte di una stagione di rinascimento dell’Isola che trova nella cultura un punto centrale”.

La vicenda dell’Ecce Homo rappresenta uno dei più importanti e complessi recuperi recenti per il patrimonio nazionale. Il dipinto, una rara tempera su tavola di eccezionale importanza storica e devozionale realizzata intorno al 1460, presenta una particolarità: da un lato mostra il Cristo sofferente e dall’altro un “San Girolamo penitente” immerso in un paesaggio desolato. Fu il celebre storico dell’arte Federico Zeri, nel 1985, ad attribuire per la prima volta il pannello al maestro, definendolo “un’opera giovanile ancora ignota alla letteratura artistica” e notando nella drammatica smorfia del Cristo una singolare somiglianza con “quella di un mafioso”.

Particolare dell’Ecce Homo di Antonello comprato dal governo italiano (foto Sotheby’s)

Trattenuto in mani private per secoli tra la Spagna e gli Stati Uniti, il prezioso pannello stava per essere battuto all’asta da Sotheby’s a New York nel febbraio del 2026. Il forte interesse del governo italiano ha bloccato la vendita poco prima del colpo di martello, permettendo alla Direzione generale Musei di acquistarlo per 14,9 milioni di dollari. Un’operazione che il ministro Alessandro Giuli ha definito di “altissimo livello culturale”, spiegando che l’opera rappresenta “un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale”.

Dopo l’acquisizione, si era aperto un acceso dibattito sulla sua collocazione definitiva, contesa tra i forti appelli della Sicilia e le voci che la indirizzavano verso il museo di Capodimonte a Napoli. Alla fine, lo Stato ha scelto di destinare stabilmente l’opera all’Abruzzo. L’8 giugno 2026, l’opera è stata ufficialmente accolta al Museo Nazionale d’Abruzzo, nel Castello Cinquecentesco dell’Aquila, diventando uno dei momenti più significativi per la città nel suo anno da Capitale della Cultura. Proprio da questa sede stabile, l’Ecce Homo si prepara ora a viaggiare temporaneamente verso Palermo, unendo le istituzioni e i musei in un grande omaggio nazionale al genio di Antonello.