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Le carte dello zolfo, le case degli artisti e la memoria dei quartieri: secondo weekend a Caltanissetta

Sabato 17 e domenica 18 ottobre apre la mostra sulle miniere nell’ex scuola Luigi Monaco, tra le tappe il Lapidarium di Palazzo Moncada, la casa natale del beato Lipani, l’atelier dello scultore Tripisciano e il Museo della satira. Si sperimentano la scrittura cinese e la lavorazione dell’argilla

di Redazione

15 Ottobre 2026

15 Ottobre 2026

Tra le carte delle miniere si può leggere la storia di una città intera. Nella pietra scolpita, riconoscere l’ambizione dei principi; nell’argilla, ritrovare un volto, una caricatura, il principio di una forma nuova. Il secondo weekend delle Vie dei Tesori – sabato 17 e domenica 18 ottobre – attraversa Caltanissetta seguendo le tracce lasciate dal lavoro e dalla creatività, dalle famiglie degli zolfatari e dagli artisti, dai luoghi della devozione e nelle case restituite ai quartieri. Il viaggio inizia dalla mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo” che apre questo fine settimana nell’ex scuola Luigi Monaco: un percorso nella memoria mineraria che prosegue tra palazzi, botteghe e chiese, e arriva fino ai laboratori dove provare, con le proprie mani, a tracciare un segno o modellare l’argilla.

Al fianco di Caltanissetta, e ovviamente di Palermo, il festival apre anche i luoghi di Catania, Castelvetrano, Corleone, Marsala, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese. Con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.

Caltanissetta, dunque, via al viaggio (qui il programma): restaurata come emeroteca della Biblioteca Scarabelli, l’ex scuola Luigi Monaco accoglie le carte minerarie selezionate da Marcello Frangiamone. La cartografia storica del Regio Corpo delle Miniere incontra le tecnologie multimediali per raccontare quanto lo zolfo abbia trasformato il paesaggio e la vita delle persone. Dietro le mappe ci sono giacimenti e territori, ma anche il lavoro che ha segnato generazioni di nisseni. La memoria dello zolfo torna anche a teatro: sabato e domenica alle 17, nel parco Sotto il Monastero, “Saraceno di Sicilia” intreccia le voci dei poeti e il mondo dei carusi con le storie dei ragazzi che oggi attraversano il mare. In scena Josephine Giadone, nel ruolo di Cloto, e il coro delle Parche; lo spettacolo è dedicato ad Adnan Siddique, simbolo della lotta al caporalato.

Casa natale di Padre Angelico Lipani

La pietra diventa poi racconto nel Lapidarium di Palazzo Moncada, dove figure umane e animali scolpiti restituiscono il fasto della residenza principesca. Il progetto seicentesco rimase incompiuto dopo la partenza di Luigi Guglielmo Moncada: di quella grande ambizione resta la parte rivolta verso il giardino, con i suoi mensoloni, i “gattoni” antropomorfi e zoomorfi. Dalla dimora dei principi si passa alla casa natale di padre Angelico Lipani, alla Saccara, sulla strada che conduceva alle miniere. Qui nacque e morì il frate che si prese cura delle famiglie degli zolfatari e accolse le figlie dei minatori scomparsi nelle tragedie di Gessolungo e Tumminelli. Oggi la casa continua a ospitare attività sociali rivolte al quartiere. La visita riporta così le carte dello zolfo alla dimensione delle persone, delle perdite e della solidarietà.

Museo della Satira

Un’altra storia familiare attende a Santa Maria della Provvidenza: nel 1944 vi si sposarono Leonardo Sciascia e Maria Andronico. Preceduta da uno scalone, la chiesa conserva una tela di Tommaso Pollace e si affaccia su un quartiere che oggi affida anche alla street art il proprio racconto. Di tutt’altro genere lo sguardo ironico di Luigi Mastrosimone, nel Museo della satira a lui dedicato: personaggi dello sport, della cultura e dello spettacolo del Novecento balzano da caricature in argilla. Alle opere del maestro Vivarte affianca “Icons” del Kollettivo Pink che rilegge la memoria con linguaggi contemporanei. E l’argilla torna protagonista anche nella casa natale di Michele Tripisciano, lo scultore partito da Caltanissetta per lavorare a Roma, all’Altare della Patria e al Palazzo di Giustizia, fino al monumento a Gioacchino Belli a Trastevere. Recuperata dopo decenni di abbandono, la casa accoglie dieci vasi di Marilù Viviano che guiderà anche un laboratorio sulle tecniche di modellazione.

Santa Maria delle Grazie

Il percorso tra le chiese conduce a Santa Maria delle Grazie, nata dalla devozione per un’immagine dipinta su ardesia e ritenuta miracolosa. La scalinata a doppia rampa, recentemente ripristinata, accompagna fino al dipinto della Madonna della Grazia, attribuito a Pietro Antonio Novelli; nei locali attigui, i ritratti fotografici dei capitani della Real Maestranza raccontano il legame della comunità con le proprie tradizioni. A San Giuseppe, nell’antico rione Furchi, gli affreschi di Tommaso Pollace e la statua lignea seicentesca rifinita in oro restituiscono la ricchezza di una chiesa raccolta, affacciata sulla sua piazzetta. È il luogo dove ogni 19 marzo la parrocchia si ritrova per la Tavolata.

Biblioteca Scarabelli

Dalla città si può viaggiare lontano anche restando in una piccola cappella. Domenica  alle 10, dal cortile della Biblioteca Scarabelli si entra nella cappella di Maria Bambina per un particolarissimo laboratorio di scrittura cinese condotto da Armando Turturici, docente di cinese a Catania. È un omaggio al gesuita nisseno Girolamo Gravina, missionario in Cina nel Seicento, e un’occasione per avvicinarsi a una scrittura in cui ogni segno richiede attenzione e misura. Si torna tra i banchi nella scuola-museo San Giusto, dove è stata ricostruita un’aula degli anni Trenta dello scorso secolo, con gli armonium e un grande proiettore degli anni Trenta. Domenica fuori città: a Delia, il Forno Santa Rita della famiglia Spinello lega le visite alla storia di rinascita del borgo; Adamantea, in contrada Chiapparia, racconta invece l’allevamento della capra girgentana e il lavoro dei casari.

Le visite ai luoghi sono curate da 305 studentesse e studenti dei sette istituti che hanno aderito al PCTO promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale: Istituto Manzoni-Juvara, Istituto Mottura, ITET Rapisardi, Liceo Artistico Rosario Assunto, Liceo Classico linguistico coreutico Ruggiero Settimo e Liceo Scientifico Volta.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18

Tra le carte delle miniere si può leggere la storia di una città intera. Nella pietra scolpita, riconoscere l’ambizione dei principi; nell’argilla, ritrovare un volto, una caricatura, il principio di una forma nuova. Il secondo weekend delle Vie dei Tesori – sabato 17 e domenica 18 ottobre – attraversa Caltanissetta seguendo le tracce lasciate dal lavoro e dalla creatività, dalle famiglie degli zolfatari e dagli artisti, dai luoghi della devozione e nelle case restituite ai quartieri. Il viaggio inizia dalla mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo” che apre questo fine settimana nell’ex scuola Luigi Monaco: un percorso nella memoria mineraria che prosegue tra palazzi, botteghe e chiese, e arriva fino ai laboratori dove provare, con le proprie mani, a tracciare un segno o modellare l’argilla.

Al fianco di Caltanissetta, e ovviamente di Palermo, il festival apre anche i luoghi di Catania, Castelvetrano, Corleone, Marsala, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese. Con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.

Caltanissetta, dunque, via al viaggio (qui il programma): restaurata come emeroteca della Biblioteca Scarabelli, l’ex scuola Luigi Monaco accoglie le carte minerarie selezionate da Marcello Frangiamone. La cartografia storica del Regio Corpo delle Miniere incontra le tecnologie multimediali per raccontare quanto lo zolfo abbia trasformato il paesaggio e la vita delle persone. Dietro le mappe ci sono giacimenti e territori, ma anche il lavoro che ha segnato generazioni di nisseni. La memoria dello zolfo torna anche a teatro: sabato e domenica alle 17, nel parco Sotto il Monastero, “Saraceno di Sicilia” intreccia le voci dei poeti e il mondo dei carusi con le storie dei ragazzi che oggi attraversano il mare. In scena Josephine Giadone, nel ruolo di Cloto, e il coro delle Parche; lo spettacolo è dedicato ad Adnan Siddique, simbolo della lotta al caporalato.

Casa natale di Padre Angelico Lipani

La pietra diventa poi racconto nel Lapidarium di Palazzo Moncada, dove figure umane e animali scolpiti restituiscono il fasto della residenza principesca. Il progetto seicentesco rimase incompiuto dopo la partenza di Luigi Guglielmo Moncada: di quella grande ambizione resta la parte rivolta verso il giardino, con i suoi mensoloni, i “gattoni” antropomorfi e zoomorfi. Dalla dimora dei principi si passa alla casa natale di padre Angelico Lipani, alla Saccara, sulla strada che conduceva alle miniere. Qui nacque e morì il frate che si prese cura delle famiglie degli zolfatari e accolse le figlie dei minatori scomparsi nelle tragedie di Gessolungo e Tumminelli. Oggi la casa continua a ospitare attività sociali rivolte al quartiere. La visita riporta così le carte dello zolfo alla dimensione delle persone, delle perdite e della solidarietà.

Museo della Satira

Un’altra storia familiare attende a Santa Maria della Provvidenza: nel 1944 vi si sposarono Leonardo Sciascia e Maria Andronico. Preceduta da uno scalone, la chiesa conserva una tela di Tommaso Pollace e si affaccia su un quartiere che oggi affida anche alla street art il proprio racconto. Di tutt’altro genere lo sguardo ironico di Luigi Mastrosimone, nel Museo della satira a lui dedicato: personaggi dello sport, della cultura e dello spettacolo del Novecento balzano da caricature in argilla. Alle opere del maestro Vivarte affianca “Icons” del Kollettivo Pink che rilegge la memoria con linguaggi contemporanei. E l’argilla torna protagonista anche nella casa natale di Michele Tripisciano, lo scultore partito da Caltanissetta per lavorare a Roma, all’Altare della Patria e al Palazzo di Giustizia, fino al monumento a Gioacchino Belli a Trastevere. Recuperata dopo decenni di abbandono, la casa accoglie dieci vasi di Marilù Viviano che guiderà anche un laboratorio sulle tecniche di modellazione.

Santa Maria delle Grazie

Il percorso tra le chiese conduce a Santa Maria delle Grazie, nata dalla devozione per un’immagine dipinta su ardesia e ritenuta miracolosa. La scalinata a doppia rampa, recentemente ripristinata, accompagna fino al dipinto della Madonna della Grazia, attribuito a Pietro Antonio Novelli; nei locali attigui, i ritratti fotografici dei capitani della Real Maestranza raccontano il legame della comunità con le proprie tradizioni. A San Giuseppe, nell’antico rione Furchi, gli affreschi di Tommaso Pollace e la statua lignea seicentesca rifinita in oro restituiscono la ricchezza di una chiesa raccolta, affacciata sulla sua piazzetta. È il luogo dove ogni 19 marzo la parrocchia si ritrova per la Tavolata.

Biblioteca Scarabelli

Dalla città si può viaggiare lontano anche restando in una piccola cappella. Domenica  alle 10, dal cortile della Biblioteca Scarabelli si entra nella cappella di Maria Bambina per un particolarissimo laboratorio di scrittura cinese condotto da Armando Turturici, docente di cinese a Catania. È un omaggio al gesuita nisseno Girolamo Gravina, missionario in Cina nel Seicento, e un’occasione per avvicinarsi a una scrittura in cui ogni segno richiede attenzione e misura. Si torna tra i banchi nella scuola-museo San Giusto, dove è stata ricostruita un’aula degli anni Trenta dello scorso secolo, con gli armonium e un grande proiettore degli anni Trenta. Domenica fuori città: a Delia, il Forno Santa Rita della famiglia Spinello lega le visite alla storia di rinascita del borgo; Adamantea, in contrada Chiapparia, racconta invece l’allevamento della capra girgentana e il lavoro dei casari.

Le visite ai luoghi sono curate da 305 studentesse e studenti dei sette istituti che hanno aderito al PCTO promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale: Istituto Manzoni-Juvara, Istituto Mottura, ITET Rapisardi, Liceo Artistico Rosario Assunto, Liceo Classico linguistico coreutico Ruggiero Settimo e Liceo Scientifico Volta.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18