beni culturali

  • Terzo e ultimo weekend del festival nelle due città del Palermitano, sabato 3 e domenica 4 ottobre. A Bagheria il sushi incontra i sapori del mare di Aspra, al Museo dell’Acciuga si entra dentro un film. E a Villa Butera tornano i pupi. A Carini le note francescane nascono dalle antiche chiese, si visitano un inedito antiquarium e una chiesa strappata all’abbandono

  • A Mazara del Vallo si sale alla Regale Abbazia delle Giummare, poi la Casbah di notte e i mosaici romani con la nuova passerella. A Trapani si scopre il tesoro restaurato delle saline Galia-Canino, e si va fuori porta a Misiliscemi e Paceco. Ad Alcamo si sale su monte Bonifato fino al santuario e si scoprono le le antiche fornaci romane

  • A Trapani apertura eccezionale del Palazzo delle Poste, si entra anche nell’aeroporto militare di Birgi e si vola in Piper sulle Egadi. A Mazara cammina tra i mosaici della Domus romana e da questo fine settimana si aggiunge anche la Riserva di Lago Preola e Gorghi Tondi. Alcamo scopre la Tonnara Foderà: i letti dei tonnaroti, l’aperitivo sul mare e la passeggiata tra i murales

  • Nelle due città del Palermitano torna il festival sabato 26 e domenica 27 settembre. A Carini si scopre il mosaico paleocristiano, si va per organi monumentali, si sale sul castello di notte e si scende nelle catacombe. A Bagheria, la torre nascosta si visita con i proprietari e il borgo marinaro fa diventare protagonisti di un film

  • Si visita per poche ore il palazzo affacciato sul porto che racconta il legame tra la città e il mare. Aperti la Casa del Mutilato, l’eremo di San Corrado e il tesoro di San Giuseppe. Tra dimore sullo Stretto, giardini fioriti e laboratori per i più piccoli. Passeggiata d'autore a Borgo Rajù, abbandonato dopo l’alluvione del 1972

  • Sabato 26 e domenica 27 settembre nel capoluogo si entra nel cantiere in corso di palazzo delle Benedettine, si visitano il Museo archeologico Varisano in notturna e un inatteso giardino urbano. A Leonforte si accede all’ossario della chiesa di San Giuseppe e si scopre come si ricava la carta con un metodo che risale al 1200