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  • Prosegue il cantiere nell’edificio che ospitava il dismesso ospedale Vittorio Emanuele, dove sorgerà il polo espositivo dedicato al vulcano. L’intervento, finanziato dalla Regione Siciliana con 25 milioni di euro, servirà inoltre a rilanciare un’intera area del centro antico della città

  • Dopo decenni di ipotesi, uno studio condotto da ricercatori dell’Ingv fornisce le prove della genesi geologica della catena montuosa dell’Isola, individuando con analisi paleomagnetiche la loro provenienza dalla placca “Greater Iberia”, distaccatasi dall’Europa circa 30 milioni di anni fa, per poi frammentarsi. I campioni di rocce analizzati provengono da Taormina e San Marco d’Alunzio

  • In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, presentati i risultati delle ricerche nell’area della Nunziatella. Affiorano lucerne, anfore, tegole e vasellame, che ricostruiscono la vita quotidiana sul vulcano. Individuato anche un pavimento in cocciopesto e un muro che potrebbe appartenere a una grande chiesa bizantina

  • È rientrata nel porto di Catania la nave oceanografica con a bordo un team internazionale di esperti che ha raccolto dati importanti per comprendere meglio le cause e l’entità dei movimenti sottomarini del vulcano

  • L’eruzione durò quattro mesi e fu la più lunga degli ultimi 15mila anni sul vulcano. Un fiume di circa 600 milioni di metri cubi di magma, esteso per 40 chilometri quadrati, che cambiò il volto di Catania. Il recupero della memoria storica racchiuso in un libro con saggi, fotografie e illustrazioni. Il vulcanologo Stefano Branca: “Per la prima volta, fu un fenomeno mediatico di portata internazionale”

  • Aperte nuove prospettive di studio sulla ricerca astrogeologica. Un team internazionale ha proposto il rilievo catanese come un possibile analogo terrestre per lo studio di Idunn Mons, un complesso venusiano simile forse tuttora attivo e che in base ai dati attualmente disponibili si ritiene abbia eruttato in tempi recenti