◉ CULTURA
Tra borghi marinari, dimore nobiliari e memorie archeologiche: Santa Flavia al debutto con Le Vie dei Tesori
Gli antichi ricoveri delle barche, si entra nelle domus, si incontrano una principessa imprenditrice e le tradizioni dei pescatori. E si gusta un aperitivo fenicio al tramonto. Il Festival arriva nella cittadina palermitana nei tre weekend dal 3 al 25 ottobre
di Redazione
5 Ottobre 2026
5 Ottobre 2026
C’è un luogo dove le barche trovavano riparo e i maestri d’ascia si tramandavano i segreti del mestiere. Una chiesa che, secondo la leggenda, nacque da un’immagine della Madonna restituita dal mare. E una principessa che guidava una tonnara, la cui storia torna a vivere tra le mura della dimora di famiglia. Santa Flavia entra per la prima volta nelle Vie dei Tesori e porta con sé le sue anime: la vita dei borghi marinari, l’eleganza della villeggiatura nobiliare, le tracce dell’antica Solunto. Per tre weekend, da sabato prossimo al 25 ottobre, il festival propone quattro luoghi, due passeggiate e cinque esperienze, tra archeologia, racconti teatralizzati e sapori che evocano il Mediterraneo dei navigatori (qui il programma di Santa Flavia).
Ieri si è chiusa la tranche con le prime otto città, ma sabato si riparte con le due new entry Santa Flavia, appunto, e Castelvetrano al fianco di Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese (tre weekend, fino al 25 ottobre), dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania da sabato 10 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove i fine settimana di visite, esperienze e passeggiate sono addirittura sei, da venerdì prossimo al 15 novembre, ma con un’anteprima giovedì, una visita teatralizzata all’Hotel delle Palme per festeggiare l’anniversario del festival. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s e Poste Italiane.
Si parte dal rapporto quotidiano con il mare. A Porticello, l’Antica Trizzana custodisce già nel nome la sua funzione originaria: era il ricovero delle barche, dove si conservavano le reti e si lavorava alla manutenzione della flotta durante l’inverno. Oggi è uno spazio espositivo e di aggregazione del Comune, ma racconta ancora un mondo fatto di legno, attrezzi e saperi da passare alle generazioni successive. Poco distante, il Museo del mare di Porticello invita a conoscere ciò che il Mediterraneo ha restituito: i reperti archeologici ritrovati sui fondali vengono raccontati attraverso un’esposizione virtuale e video che restituisce le tradizioni della borgata, la conservazione del pesce e il lavoro dell’industria ittica. Il mare entra nella storia della Chiesa di Maria Santissima del Lume, voluta e finanziata dalla comunità dei pescatori. Secondo la leggenda, il dipinto della Vergine trovato tra le onde si spostava ogni notte, indicando il luogo dove sarebbe sorta la chiesa. Accanto a Palazzo Filangeri, la Basilica Soluntina di Sant’Anna racconta invece l’ambizione e la devozione dei principi. Nata da una modesta chiesa campestre, ospita il baldacchino di Interguglielmi, il monumento funebre di Marabitti, gli stucchi di Sanseverino e gli affreschi dei Fumagalli; e la cupola in maioliche policrome che si vede da lontano.
Le due passeggiate condurranno tra case e approdi. A Sant’Elia, ogni sabato alle 17, si va alla scoperta del borgo marinaro, dalla caletta raccolta tra le rocce, alla casetta bianca che ne è diventata il simbolo, all’edicola della “Madonnina”. Domenica (18 e 25 ottobre), tocca a Porticello, dal mercato ittico alla baia di Santa Nicolicchia, seguendo le storie dei pescatori e la trasformazione di Piano Stenditore, un tempo destinato alle reti, oggi luogo d’incontro affacciato sul mare.
Le esperienze allargano il racconto fino alle case dell’antichità. Soltanto questa domenica (11 ottobre) alle 11, l’archeologa Antonina Imboccari – che ha curato il programma delle Vie dei Tesori a Santa Flavia – accompagna alla scoperta della vita quotidiana nelle antiche domus di Solunto: abitazioni a peristilio, sistemi idrici e decorazioni permettono di avvicinarsi alle abitudini degli antichi abitanti, entrando anche nella Casa di Leda. Ogni sabato e domenica alle 11, l’Urban tour alla scoperta di Santa Flavia unisce invece ville, dimore liberty, fontane ed edicole votive. Al centro del racconto c’è Palazzo Filangeri, oggi sede del Comune, con il suo grande giardino mediterraneo.
Nella necropoli punica di Solunto, il teatro incontrerà la narrazione archeologica: “Il viaggio nell’aldilà. Riti funerari fenicio-punici”, domenica (18 e 25 ottobre) al tramonto, è una visita guidata drammatizzata dedicata al passaggio all’oltretomba. Si conclude con un piccolo buffet ispirato ai banchetti funerari del passato e al tradizionale cunsulatu siciliano. A Santa Nicolicchia, al tramonto sievocano i sapori degli antichi navigatori: un insolito aperitivo fenicio, ogni sabato alle 18, accosta datteri e crema di feta, fichi, prugne, miele e frutta secca, bruschette con capperi, acciughe, agrumi e menta, accompagnati da vino rosso speziato. Soltanto domenica 25 ottobre alle 11 a Villa Filangeri, “La principessa imprenditrice che guidò una tonnara”: due attori in costume raccontano Antonia Joppolo e Grugno, che restò alla guida della Tonnara di Solanto mentre il marito Cristoforo si dedicava alla beneficenza. Una visita teatralizzata che restituisce il ritratto di una donna capace di amministrare un’attività decisiva per il territorio.
IL PRIMO WEEKEND
Il debutto mette subito a disposizione tutti e quattro i luoghi, dall’Antica Trizzana alla Basilica di Sant’Anna, dalla chiesa del Lume al Museo del mare. Sabato alle 17 si passeggia a Sant’Elia e alle 18 si può partecipare all’aperitivo fenicio a Santa Nicolicchia; entrambe le mattine, alle 11, parte l’Urban tour con degustazione. Occasione unica, domenica 11 alle 11, per la visita con archeologo alle domus di Solunto: per scoprire la città antica attraverso gli spazi e le abitudini della vita domestica.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18
C’è un luogo dove le barche trovavano riparo e i maestri d’ascia si tramandavano i segreti del mestiere. Una chiesa che, secondo la leggenda, nacque da un’immagine della Madonna restituita dal mare. E una principessa che guidava una tonnara, la cui storia torna a vivere tra le mura della dimora di famiglia. Santa Flavia entra per la prima volta nelle Vie dei Tesori e porta con sé le sue anime: la vita dei borghi marinari, l’eleganza della villeggiatura nobiliare, le tracce dell’antica Solunto. Per tre weekend, da sabato prossimo al 25 ottobre, il festival propone quattro luoghi, due passeggiate e cinque esperienze, tra archeologia, racconti teatralizzati e sapori che evocano il Mediterraneo dei navigatori (qui il programma di Santa Flavia).
Ieri si è chiusa la tranche con le prime otto città, ma sabato si riparte con le due new entry Santa Flavia, appunto, e Castelvetrano al fianco di Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese (tre weekend, fino al 25 ottobre), dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania da sabato 10 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove i fine settimana di visite, esperienze e passeggiate sono addirittura sei, da venerdì prossimo al 15 novembre, ma con un’anteprima giovedì, una visita teatralizzata all’Hotel delle Palme per festeggiare l’anniversario del festival. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s e Poste Italiane.
Si parte dal rapporto quotidiano con il mare. A Porticello, l’Antica Trizzana custodisce già nel nome la sua funzione originaria: era il ricovero delle barche, dove si conservavano le reti e si lavorava alla manutenzione della flotta durante l’inverno. Oggi è uno spazio espositivo e di aggregazione del Comune, ma racconta ancora un mondo fatto di legno, attrezzi e saperi da passare alle generazioni successive. Poco distante, il Museo del mare di Porticello invita a conoscere ciò che il Mediterraneo ha restituito: i reperti archeologici ritrovati sui fondali vengono raccontati attraverso un’esposizione virtuale e video che restituisce le tradizioni della borgata, la conservazione del pesce e il lavoro dell’industria ittica. Il mare entra nella storia della Chiesa di Maria Santissima del Lume, voluta e finanziata dalla comunità dei pescatori. Secondo la leggenda, il dipinto della Vergine trovato tra le onde si spostava ogni notte, indicando il luogo dove sarebbe sorta la chiesa. Accanto a Palazzo Filangeri, la Basilica Soluntina di Sant’Anna racconta invece l’ambizione e la devozione dei principi. Nata da una modesta chiesa campestre, ospita il baldacchino di Interguglielmi, il monumento funebre di Marabitti, gli stucchi di Sanseverino e gli affreschi dei Fumagalli; e la cupola in maioliche policrome che si vede da lontano.
Le due passeggiate condurranno tra case e approdi. A Sant’Elia, ogni sabato alle 17, si va alla scoperta del borgo marinaro, dalla caletta raccolta tra le rocce, alla casetta bianca che ne è diventata il simbolo, all’edicola della “Madonnina”. Domenica (18 e 25 ottobre), tocca a Porticello, dal mercato ittico alla baia di Santa Nicolicchia, seguendo le storie dei pescatori e la trasformazione di Piano Stenditore, un tempo destinato alle reti, oggi luogo d’incontro affacciato sul mare.
Le esperienze allargano il racconto fino alle case dell’antichità. Soltanto questa domenica (11 ottobre) alle 11, l’archeologa Antonina Imboccari – che ha curato il programma delle Vie dei Tesori a Santa Flavia – accompagna alla scoperta della vita quotidiana nelle antiche domus di Solunto: abitazioni a peristilio, sistemi idrici e decorazioni permettono di avvicinarsi alle abitudini degli antichi abitanti, entrando anche nella Casa di Leda. Ogni sabato e domenica alle 11, l’Urban tour alla scoperta di Santa Flavia unisce invece ville, dimore liberty, fontane ed edicole votive. Al centro del racconto c’è Palazzo Filangeri, oggi sede del Comune, con il suo grande giardino mediterraneo.
Nella necropoli punica di Solunto, il teatro incontrerà la narrazione archeologica: “Il viaggio nell’aldilà. Riti funerari fenicio-punici”, domenica (18 e 25 ottobre) al tramonto, è una visita guidata drammatizzata dedicata al passaggio all’oltretomba. Si conclude con un piccolo buffet ispirato ai banchetti funerari del passato e al tradizionale cunsulatu siciliano. A Santa Nicolicchia, al tramonto sievocano i sapori degli antichi navigatori: un insolito aperitivo fenicio, ogni sabato alle 18, accosta datteri e crema di feta, fichi, prugne, miele e frutta secca, bruschette con capperi, acciughe, agrumi e menta, accompagnati da vino rosso speziato. Soltanto domenica 25 ottobre alle 11 a Villa Filangeri, “La principessa imprenditrice che guidò una tonnara”: due attori in costume raccontano Antonia Joppolo e Grugno, che restò alla guida della Tonnara di Solanto mentre il marito Cristoforo si dedicava alla beneficenza. Una visita teatralizzata che restituisce il ritratto di una donna capace di amministrare un’attività decisiva per il territorio.
IL PRIMO WEEKEND
Il debutto mette subito a disposizione tutti e quattro i luoghi, dall’Antica Trizzana alla Basilica di Sant’Anna, dalla chiesa del Lume al Museo del mare. Sabato alle 17 si passeggia a Sant’Elia e alle 18 si può partecipare all’aperitivo fenicio a Santa Nicolicchia; entrambe le mattine, alle 11, parte l’Urban tour con degustazione. Occasione unica, domenica 11 alle 11, per la visita con archeologo alle domus di Solunto: per scoprire la città antica attraverso gli spazi e le abitudini della vita domestica.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18













