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Turismo di comunità contro lo spopolamento: se ne è discusso al Borgo Danilo Dolci

A Trappeto, il progetto Heritas ha avviato il percorso partecipativo con associazioni e cittadini. Tra gli ospiti Daniela Dolci e Giuseppe Barbera. L’obiettivo è trasformare il patrimonio culturale in leva di sviluppo sostenibile e rinascita collettiva

di Ruggero Altavilla

13 Marzo 2026

Un incontro che ha riunito associazioni, operatori del territorio, cittadini, per discutere del ruolo del turismo esperienziale e di comunità come strumento contro lo spopolamento e per la valorizzazione del patrimonio culturale locale. Si è svolto ieri, nel complesso di Borgo Danilo Dolci a Trappeto, il primo Atelier di Comunità del progetto Heritas. Un evento che ha registrato una partecipazione significativa, segno di un interesse concreto verso modelli di sviluppo alternativi al turismo di massa.

Daniela Dolci

Tra gli ospiti, Daniela Dolci, musicista e figlia del sociologo Danilo Dolci, da quarant’anni direttrice dell’orchestra barocca Musica Fiorita a Basilea, tornata in Sicilia per contribuire a riportare in vita il progetto sociale avviato dal padre a Borgo di Dio. Accanto a lei, Giuseppe Barbera, agronomo, paesaggista e scrittore, noto per i suoi studi sul paesaggio rurale siciliano. Entrambi hanno portato la loro esperienza e sensibilità al dibattito, offrendo spunti concreti per ripensare il legame tra comunità, territorio e patrimonio culturale.

Giuseppe Barbera

L’atelier è stato concepito come un momento di ascolto e confronto per far emergere bisogni reali, visioni condivise e opportunità legate al turismo di comunità. I partecipanti, prima divisi in gruppi, poi in un confronto comune, si sono chiesti come trasformare lo spopolamento in una leva di rinascita collettiva, mettendo in rete associazioni, operatori e cittadini attorno a un’offerta turistica autentica e partecipata. Particolare attenzione è stata dedicata al patrimonio materiale del territorio – paesaggi costieri, architetture rurali, borghi marinari, tradizioni enogastronomiche – e a quello immateriale, fatto di memorie collettive, feste popolari, racconti e pratiche artigianali.

Panorama di Trappeto

Il progetto Heritas, coordinato da Cesie Ets, con i partner Le Vie dei Tesori (Italia), Cawtar e Animed (Tunisia), punta a rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell’inclusione e nell’innovazione sociale. L’iniziativa coinvolge le cittadine di Balestrate (Italia) e Nabeul (Tunisia), oltre alle aree rurali e peri-urbane limitrofe, e mira a valorizzare e trasmettere il patrimonio culturale materiale e immateriale attraverso la partecipazione attiva delle comunità, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Il progetto prevede tra le sue attività la creazione di linee guida strategiche per il turismo di comunità, un programma di formazione per 150 persone tra Italia e Tunisia, lo sviluppo di due itinerari turistici pilota e la costruzione di una rete transnazionale mediterranea per la preservazione e valorizzazione dei patrimoni culturali. L’incontro del 12 marzo ha rappresentato, dunque, il primo passo di un percorso più ampio, che punta a formare una platea di centinaia di persone, coinvolgendo le istituzioni e restituendo centralità alle comunità di territori ricchi di opportunità.