Art Bonus in Sicilia, tutti i numeri del flop
Sono trascorsi quattro anni dall’introduzione delle agevolazioni fiscali per i privati che investono nei beni culturali. Pochissimi quelli che hanno aderito
di Giulio Giallombardo
29 Agosto 2018
29 Agosto 2018
I mecenati non vivono in Sicilia. Sono passati quattro anni dall’introduzione dell’Art Bonus, il credito d’imposta che consente ai privati di sostenere il patrimonio culturale con una detrazione fiscale del 65 per cento, ma nell’Isola non vuole proprio saperne di decollare. Sono stati raccolti poco meno di 230mila euro, briciole in confronto agli oltre 70 milioni della Lombardia o i 30 milioni del Veneto.In attesa di capire quali saranno le strategie della Regione per rilanciare una delle più vantaggiose misure fiscali in Europa a favore del mecenatismo, non resta che contare i tanti zeri nelle casse dei potenziali beneficiari siciliani. Quelli in lista sono ventidue, di cui solo in cinque hanno raccolto qualche donazione, più o meno cospicua.L’ente che ha ricavato di più è la Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Gli interventi con raccolta chiusa, tra il 2016 e il 2017, sono stati complessivamente di 74.600 euro, donati da diverse imprese private tra cui la Sais Trasporti, l’istituto clinico Locorotondo, l’azienda vinicola Tasca d’Almerita e imprenditori come Angelo Morettino. La donazione finora fatta, con raccolta ancora aperta, ammonta invece a 10.300 euro, di cui 10mila donati dal collezionista d’arte Annibale Berlingieri, lo stesso che ha acquistato il ritratto di Franca Florio di Giovanni Boldrini. Tra i mecenati palermitani, anche il gruppo Riolo, che ha donato 20mila euro per ristrutturare la facciata trecentesca di Palazzo Sclafani.

Il Giardino della Kolymbethra

Il Tempio E di Selinunte
I mecenati non vivono in Sicilia. Sono passati quattro anni dall’introduzione dell’Art Bonus, il credito d’imposta che consente ai privati di sostenere il patrimonio culturale con una detrazione fiscale del 65 per cento, ma nell’Isola non vuole proprio saperne di decollare. Sono stati raccolti poco meno di 230mila euro, briciole in confronto agli oltre 70 milioni della Lombardia o i 30 milioni del Veneto.In attesa di capire quali saranno le strategie della Regione per rilanciare una delle più vantaggiose misure fiscali in Europa a favore del mecenatismo, non resta che contare i tanti zeri nelle casse dei potenziali beneficiari siciliani. Quelli in lista sono ventidue, di cui solo in cinque hanno raccolto qualche donazione, più o meno cospicua.L’ente che ha ricavato di più è la Fondazione Teatro Massimo di Palermo. Gli interventi con raccolta chiusa, tra il 2016 e il 2017, sono stati complessivamente di 74.600 euro, donati da diverse imprese private tra cui la Sais Trasporti, l’istituto clinico Locorotondo, l’azienda vinicola Tasca d’Almerita e imprenditori come Angelo Morettino. La donazione finora fatta, con raccolta ancora aperta, ammonta invece a 10.300 euro, di cui 10mila donati dal collezionista d’arte Annibale Berlingieri, lo stesso che ha acquistato il ritratto di Franca Florio di Giovanni Boldrini. Tra i mecenati palermitani, anche il gruppo Riolo, che ha donato 20mila euro per ristrutturare la facciata trecentesca di Palazzo Sclafani.

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