◉ AMBIENTE
Si inaugura a Palermo il principale polo italiano per la promozione della biodiversità
Tre piani, 1.500 metri quadrati, un museo digitale, spazi per la ricerca: il progetto fa parte del National Biodiversity Future Center, finanziato con 320 milioni di euro del Pnrr. Il nuovo edificio è il primo tassello della riqualificazione dell’area dell’ex Consorzio agrario in via Archirafi, dove si prepara a nascere un campus con grandi marciapiedi e strada a velocità limitata
di Redazione
11 Dicembre 2025
11 Dicembre 2025
“Un punto di riferimento nazionale e mediterraneo capace di generare conoscenza, innovazione e trasferimento tecnologico – dice il rettore Massimo Midiri – e di promuovere visioni condivise su come proteggere e valorizzare il patrimonio ambientale della nostra terra. Con questo progetto, l’Università di Palermo conferma il suo ruolo di ponte tra istituzioni, ricercatori, comunità e imprese, sostenendo la biodiversità come motore di sviluppo sostenibile e di crescita culturale, sociale ed economica. Scienza e ricerca si traducono in conoscenza e opportunità per tutti, rendendo il territorio un laboratorio diffuso di innovazione e sostenibilità”.
“Il ministero della Ricerca – sottolinea Fabio Fava, consigliere del ministro dell’Università e della Ricerca – è molto lieto di questo progetto strategico, anche perché fa vedere quanto è stato fatto con i fondi PNRR. Il futuro sarà di Start Up, ricerca e innovazione di frontiera in Europa dove c’è attenzione altissima per le tematiche della biodiversità alle quali sarà dedicato il 10 per cento dei fondi europei”.
Un nuovo edificio dalle soluzioni modernissime che, per contrasto, fronteggia gli antichi istituti scientifici affacciati sull’Orto Botanico con i quali costituirà un campus di didattica e di ricerca con grandi marciapiedi e strada a senso unico e con velocità limitata. Una trasformazione su cui è all’opera il Comune che cambierà il volto di questa strada di Palermo. Gli impatti attesi da questa nuova struttura di eccellenza incideranno profondamente su diversi piani: da quello scientifico e didattico, con nuove opportunità di formazione avanzata per dottorandi e giovani ricercatori, fino a quello sociale e culturale, con l’aumento della consapevolezza pubblica sugli ecosistemi e sulla sostenibilità attraverso il coinvolgimento attivo di cittadini, studenti, insegnanti. E ancora quello economico e imprenditoriale, che si sostanzierà nella nascita di start-up e iniziative imprenditoriali legate alla biodiversità e alla tecnologia sostenibile. E anche quello territoriale e turistico, con l’aumento dell’attrattività della città grazie agli eventi e alle esperienze di cui il Gateway sarà promotore.
Un “gateway” è letteralmente una porta di accesso, che intende trasferire alla comunità la consapevolezza sulla centralità di questi temi, con una forte attenzione al public engagement. Non a caso il pianterreno della struttura è tutto dedicato al coinvolgimento del pubblico, con le sale immersive realizzata da ETT S.p.A – Dedagroup e il Biodiversity Education Lab, spazio per attività educative tradizionali e laboratoriali. E non a caso l’inaugurazione della struttura si inserisce nelFestival della Biodiversità che nelle scorse settimane ha trasformato Palermo in un museo diffuso, con decine di visite, esperienze e passeggiate nei luoghi simbolo della biodiversità; si proseguirà nei prossimi giorni con l’installazione di un giardino temporaneo nella centralissima piazza Castelnuovo, dove si faranno degustazioni guidate di cibo biodiverso e attività per scuole e famiglie.
L’Ateneo, inoltre, ha cofinanziato con il Comune la riqualificazione delle aree esterne limitrofe, intervenendo su viabilità e zone pedonali, con l’inserimento di arredi urbani e la realizzazione di nuove aree verdi, per un investimento aggiuntivo di 600 mila euro.
Per la giornata inaugurale, un talk su “La biodiversità come motore di sviluppo”, seguito da due interventi che inquadrano l’importante ruolo di Palermo sul tema: quello (intitolato “Palermo, dov’è nata la biodiversità”) del paesaggista Giuseppe Barbera, recentemente insignito dal NBFC del Premio alla carriera che lo ha visto docente di Colture arboree nell’Ateneo, e oggi membro del Consiglio scientifico dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, emerito dell’Accademia nazionale di Scienze forestali e responsabile del Gruppo di studio e di lavoro nominato dal sindaco di Palermo, che ha redatto lo Studio per il nuovo piano di fattibilità del Parco della Favorita. E quello (intitolato “La città biodiversa da sempre”) di Maurizio Carta, ordinario di Urbanistica dell’Università di Palermo e assessore alla Rigenerazione urbana del Comune.
“Un punto di riferimento nazionale e mediterraneo capace di generare conoscenza, innovazione e trasferimento tecnologico – dice il rettore Massimo Midiri – e di promuovere visioni condivise su come proteggere e valorizzare il patrimonio ambientale della nostra terra. Con questo progetto, l’Università di Palermo conferma il suo ruolo di ponte tra istituzioni, ricercatori, comunità e imprese, sostenendo la biodiversità come motore di sviluppo sostenibile e di crescita culturale, sociale ed economica. Scienza e ricerca si traducono in conoscenza e opportunità per tutti, rendendo il territorio un laboratorio diffuso di innovazione e sostenibilità”.
“Il ministero della Ricerca – sottolinea Fabio Fava, consigliere del ministro dell’Università e della Ricerca – è molto lieto di questo progetto strategico, anche perché fa vedere quanto è stato fatto con i fondi PNRR. Il futuro sarà di Start Up, ricerca e innovazione di frontiera in Europa dove c’è attenzione altissima per le tematiche della biodiversità alle quali sarà dedicato il 10 per cento dei fondi europei”.
Un nuovo edificio dalle soluzioni modernissime che, per contrasto, fronteggia gli antichi istituti scientifici affacciati sull’Orto Botanico con i quali costituirà un campus di didattica e di ricerca con grandi marciapiedi e strada a senso unico e con velocità limitata. Una trasformazione su cui è all’opera il Comune che cambierà il volto di questa strada di Palermo. Gli impatti attesi da questa nuova struttura di eccellenza incideranno profondamente su diversi piani: da quello scientifico e didattico, con nuove opportunità di formazione avanzata per dottorandi e giovani ricercatori, fino a quello sociale e culturale, con l’aumento della consapevolezza pubblica sugli ecosistemi e sulla sostenibilità attraverso il coinvolgimento attivo di cittadini, studenti, insegnanti. E ancora quello economico e imprenditoriale, che si sostanzierà nella nascita di start-up e iniziative imprenditoriali legate alla biodiversità e alla tecnologia sostenibile. E anche quello territoriale e turistico, con l’aumento dell’attrattività della città grazie agli eventi e alle esperienze di cui il Gateway sarà promotore.
Un “gateway” è letteralmente una porta di accesso, che intende trasferire alla comunità la consapevolezza sulla centralità di questi temi, con una forte attenzione al public engagement. Non a caso il pianterreno della struttura è tutto dedicato al coinvolgimento del pubblico, con le sale immersive realizzata da ETT S.p.A – Dedagroup e il Biodiversity Education Lab, spazio per attività educative tradizionali e laboratoriali. E non a caso l’inaugurazione della struttura si inserisce nelFestival della Biodiversità che nelle scorse settimane ha trasformato Palermo in un museo diffuso, con decine di visite, esperienze e passeggiate nei luoghi simbolo della biodiversità; si proseguirà nei prossimi giorni con l’installazione di un giardino temporaneo nella centralissima piazza Castelnuovo, dove si faranno degustazioni guidate di cibo biodiverso e attività per scuole e famiglie.
L’Ateneo, inoltre, ha cofinanziato con il Comune la riqualificazione delle aree esterne limitrofe, intervenendo su viabilità e zone pedonali, con l’inserimento di arredi urbani e la realizzazione di nuove aree verdi, per un investimento aggiuntivo di 600 mila euro.
Per la giornata inaugurale, un talk su “La biodiversità come motore di sviluppo”, seguito da due interventi che inquadrano l’importante ruolo di Palermo sul tema: quello (intitolato “Palermo, dov’è nata la biodiversità”) del paesaggista Giuseppe Barbera, recentemente insignito dal NBFC del Premio alla carriera che lo ha visto docente di Colture arboree nell’Ateneo, e oggi membro del Consiglio scientifico dell’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, emerito dell’Accademia nazionale di Scienze forestali e responsabile del Gruppo di studio e di lavoro nominato dal sindaco di Palermo, che ha redatto lo Studio per il nuovo piano di fattibilità del Parco della Favorita. E quello (intitolato “La città biodiversa da sempre”) di Maurizio Carta, ordinario di Urbanistica dell’Università di Palermo e assessore alla Rigenerazione urbana del Comune.















