◉ PALERMO
Borgo Danilo Dolci tra i Luoghi dell’identità e della memoria
Fondato nel 1968 dal celebre sociologo a Trappeto, oggi ospita percorsi formativi, progetti educativi, attività artistiche. La commissione regionale ne ha riconosciuto il valore storico, culturale e sociale
di Redazione
26 Giugno 2026
26 Giugno 2026
Il Borgo Danilo Dolci di Trappeto, nel Palermitano, entra ufficialmente a far parte dei Luoghi dell’identità e della memoria (Lim), in particolare della categoria Luoghi delle personalità storiche e della cultura, sezione del Registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis). Lo ha deliberato all’unanimità la commissione regionale competente, riconoscendo il valore storico, culturale e sociale dell’opera di Danilo Dolci e del centro che ne custodisce l’eredità.
Nel provvedimento di iscrizione – fanno sapere dalla Regione – la commissione ha evidenziato “il grande valore pedagogico e di riscatto della dignità di popolo che l’opera di Danilo Dolci ha significato per la Sicilia e per l’Italia intera, sia dal punto di vista socio-culturale che come laboratorio politico in un contesto territoriale imprigionato dall’oppressione culturale mafiosa”.
Il Borgo Danilo Dolci, fondato nel 1968 dal celebre sociologo a Trappeto, nasce come centro di formazione, ricerca e promozione culturale. Progettato dall’architetto Giorgio Stockel con la consulenza di Bruno Zevi, per decenni ha ospitato attività educative, sociali e culturali di rilievo nazionale e internazionale.

Trappeto da Borgo Danilo Dolci
Oggi il Borgo è un centro culturale dedicato alla valorizzazione del pensiero e dell’opera di Danilo Dolci. Ospita percorsi formativi, progetti educativi, attività artistiche, incontri pubblici, mostre, seminari e residenze culturali, promuovendo i principi della partecipazione, della non violenza, del dialogo e della cittadinanza attiva. Un luogo di ricerca e confronto che continua a operare come spazio aperto alle comunità, alle scuole, alle istituzioni e al mondo della cultura.
“Abbiamo fortemente sostenuto questo riconoscimento – ha detto l’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato – perché il Borgo Danilo Dolci rappresenta un patrimonio di straordinario valore per la Sicilia. La sua esperienza educativa, civile e culturale continua a trasmettere un messaggio attuale di partecipazione, inclusione e riscatto sociale, contribuendo a mantenere viva la memoria e l’insegnamento di una figura che ha segnato profondamente la storia della nostra Isola”.
Recentemente al Borgo Danilo Dolci, si è svolto il primo Atelier di Comunità del progetto Heritas, di cui è partner la Fondazione Le Vie dei Tesori. Un evento che ha visto tra gli ospiti anche Daniela Dolci, musicista e figlia del sociologo, e che ha registrato una partecipazione significativa di operatori culturali e del turismo, segno di un interesse concreto verso modelli di sviluppo alternativi al turismo di massa. Il progetto Heritas, coordinato da Cesie Ets, con i partner Le Vie dei Tesori (Italia), Cawtar e Animed (Tunisia), punta a rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell’inclusione e nell’innovazione sociale
Il Borgo Danilo Dolci di Trappeto, nel Palermitano, entra ufficialmente a far parte dei Luoghi dell’identità e della memoria (Lim), in particolare della categoria Luoghi delle personalità storiche e della cultura, sezione del Registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis). Lo ha deliberato all’unanimità la commissione regionale competente, riconoscendo il valore storico, culturale e sociale dell’opera di Danilo Dolci e del centro che ne custodisce l’eredità.
Nel provvedimento di iscrizione – fanno sapere dalla Regione – la commissione ha evidenziato “il grande valore pedagogico e di riscatto della dignità di popolo che l’opera di Danilo Dolci ha significato per la Sicilia e per l’Italia intera, sia dal punto di vista socio-culturale che come laboratorio politico in un contesto territoriale imprigionato dall’oppressione culturale mafiosa”.
Il Borgo Danilo Dolci, fondato nel 1968 dal celebre sociologo a Trappeto, nasce come centro di formazione, ricerca e promozione culturale. Progettato dall’architetto Giorgio Stockel con la consulenza di Bruno Zevi, per decenni ha ospitato attività educative, sociali e culturali di rilievo nazionale e internazionale.

Trappeto da Borgo Danilo Dolci
Oggi il Borgo è un centro culturale dedicato alla valorizzazione del pensiero e dell’opera di Danilo Dolci. Ospita percorsi formativi, progetti educativi, attività artistiche, incontri pubblici, mostre, seminari e residenze culturali, promuovendo i principi della partecipazione, della non violenza, del dialogo e della cittadinanza attiva. Un luogo di ricerca e confronto che continua a operare come spazio aperto alle comunità, alle scuole, alle istituzioni e al mondo della cultura.
“Abbiamo fortemente sostenuto questo riconoscimento – ha detto l’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato – perché il Borgo Danilo Dolci rappresenta un patrimonio di straordinario valore per la Sicilia. La sua esperienza educativa, civile e culturale continua a trasmettere un messaggio attuale di partecipazione, inclusione e riscatto sociale, contribuendo a mantenere viva la memoria e l’insegnamento di una figura che ha segnato profondamente la storia della nostra Isola”.
Recentemente al Borgo Danilo Dolci, si è svolto il primo Atelier di Comunità del progetto Heritas, di cui è partner la Fondazione Le Vie dei Tesori. Un evento che ha visto tra gli ospiti anche Daniela Dolci, musicista e figlia del sociologo, e che ha registrato una partecipazione significativa di operatori culturali e del turismo, segno di un interesse concreto verso modelli di sviluppo alternativi al turismo di massa. Il progetto Heritas, coordinato da Cesie Ets, con i partner Le Vie dei Tesori (Italia), Cawtar e Animed (Tunisia), punta a rafforzare il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell’inclusione e nell’innovazione sociale










