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Le Vie dei Tesori arriva a Castelvetrano: debutto con undici luoghi tra stucchi, dimore private e tracce di Selinunte

Tre weekend dal 10 al 25 ottobre per scoprire la città degli ulivi e dei templi. Due passeggiate tra storia e devozione, esperienze dedicate al Pane Nero e all’olio del Belìce

di Redazione

5 Ottobre 2026

5 Ottobre 2026

Una piccola chiesa arabo-normanna tra le palme, un albero genealogico che si arrampica in stucco, quattro lettere di Garibaldi al cappellano dei Mille. E una casa dove dieci salotti si inseguono uno dopo l’altro, custodendo mobili, quadri e ricordi di famiglia. Castelvetrano si fa bella e si presenta al suo primo appuntamento con Le Vie dei Tesori, proprio quando il festival compie i suoi primi vent’anni (qui il programma di Castelvetrano).

Ieri si è chiusa la tranche con le prime otto città, ma sabato (10 ottobre) si riparte con le due new entry Castelvetrano, appunto, e Santa Flavia, al fianco di Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese (tre weekend, fino al 25 ottobre), dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova;dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, sempre da sabato 10 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove i fine settimana di visite, esperienze e passeggiate saranno addirittura sei, da venerdì 9 ottobre al 15 novembre, ma con un’anteprima giovedì 8 ottobre, una visita teatralizzata all’Hotel delle Palme per festeggiare l’anniversario del festival. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s e Poste Italiane.

 

Per tre fine settimana, Castelvetrano promette parecchio: con le sue anime diverse, nobiliare e contadina, attraverso le storie conservate nelle chiese, nelle case, tra le carte di un archivio. La città degli ulivi e dei templi entra nel festival con undici luoghi, due passeggiate e due esperienze gastronomiche a km0; e invita a fermarsi nella terra cresciuta accanto a Selinunte, seguendo le tracce dei principi Tagliavia, degli artisti chiamati a decorare le chiese, delle famiglie che ne hanno attraversato la storia.

Chiesa Madre (foto Igor Petyx)

“L’ingresso di Castelvetrano nel circuito de Le Vie dei Tesori rappresenta un’importante occasione per valorizzare e far conoscere il patrimonio storico, artistico e culturale della nostra città – dice il sindaco Giovanni Lentini – Per la prima volta la città aderisce a un progetto di grande rilievo regionale, apre le porte dei suoi luoghi della cultura e racconta, attraverso percorsi e testimonianze, la storia e l’identità della nostra comunità”. “Sono felice di poter presentare oggi Le Vie dei Tesori a Castelvetrano, un’iniziativa nella quale abbiamo creduto – interviene l’assessore alla Cultura Rosalia Ventimiglia – Abbiamo registrato grande interesse e molte adesioni, un segnale importante che dimostra quanto sia forte la volontà di contribuire alla valorizzazione dei nostri luoghi e rafforzare il senso di appartenenza. Castelvetrano ha una storia importante e un patrimonio che merita di essere raccontato. Oggi abbiamo l’opportunità di farlo insieme”.

Chiesa della Santissima Trinità di Delia

Il viaggio può dunque iniziare: magari da una facciata che rivela ben poco di ciò che custodisce. Dentro San Domenico, mausoleo della famiglia Tagliavia, esplode il mondo di stucchi e affreschi realizzato nel secondo Cinquecento da Antonino Ferraro da Giuliana e dalla sua bottega. La chiamano la “Cappella Sistina della Sicilia”, dominata dal grande Albero di Jesse che racconta la genealogia di Cristo. Un’opera da seguire con gli occhi, tra figure e ramificazioni, prima di soffermarsi sulle cappelle e sui monumenti funebri. Nella chiesa di San Giovanni Battista, dedicata al patrono, domina il santo scolpito nel marmo da Antonello Gagini nel 1522, mentre i dipinti di Gennaro Pardo raccontano la rinascita della chiesa dopo l’incendio di fine ‘800. A San Francesco di Paola si ritrova il legame tra i Padri Minimi e i principi di Castelvetrano, insieme alla devozione per Santa Rosalia, di cui si conserva una reliquia. La Chiesa Madre, voluta nel 1520 da Giovan Vincenzo Tagliavia, custodisce opere di Antonino Ferraro e Gaspare Serpotta, la Madonna della Misericordia e la statua gaginiana della Madonna del Giglio. Nelle cripte del clero, gli stalli per l’essiccamento dei cadaveri e le targhette in terracotta con i nomi dei sacerdoti. La Chiesa del Purgatorio, scenografica quinta del Sistema delle Piazze, apre solo nell’ultimo weekend (24 e 25 ottobre): agli stucchi dell’abside affianca una mostra in cui gli architetti trapanesi si raccontano attraverso i loro progetti. Fuori dal centro, tra cycas e palme secolari, appare la Santissima Trinità di Delia, la piccola Cuba arabo-normanna della prima metà del XII secolo. Una croce greca, tre absidi, una cupola sorretta da colonne con capitelli a foglie d’acanto: un’architettura raccolta, da scoprire nelle aperture del sabato mattina.

Il filo con l’antica Selinunte conduce al Museo civico Selinuntino, a Palazzo Majo. Qui si incontra l’Efebo, raro bronzo greco del V secolo avanti Cristo, protagonista anche di una vicenda rocambolesca: ritrovato nel 1882, rubato nel 1962, recuperato grazie a Rodolfo Siviero e restituito alla città nel 1997. Tra le opere del museo, anche una Madonna col Bambino del Laurana. Nell’Archivio storico comunale, un tempo Conservatorio delle orfane, la storia passa invece attraverso le carte: una pergamena del 1453 registra l’affitto di una casa, quattro lettere autografe di Garibaldi raccontano il rapporto con fra’ Giovanni Pantaleo, castelvetranese diventato cappellano dei Mille.

Museo della Civiltà contadina (foto Igor Petyx)

Due dimore permettono di avvicinarsi alle vicende delle famiglie. Il Museo Errante Parrino(visitabile solo il secondo weekend, 17 e 18 ottobre), conserva dodici stanze, dieci delle quali salotti en enfilade, con mobili d’epoca, armi, dipinti e sedie disegnate da Ernesto Basile, tra affreschi liberty e bassorilievi. A custodirlo è il discendente Antonio Errante Parrino. Palazzo al Carmine (aperto solo la mattina dalle 10 alle 12.30) racconta invece tre secoli di storia economica e sociale attraverso i suoi proprietari: dai Saporito, grandi possidenti, ai Seidita Emmellino, commercianti di olio e formaggi, fino ai Mangiapane, che ne hanno curato il recupero conservativo. Al Museo della civiltà contadina, nel Collegio di Maria, si ritrovano gli attrezzi e i gesti del grano, dell’olio e della produzione domestica. Fotografie, oggetti e video raccontano anche il viaggio dei castelvetranesi nel mondo, componendo una memoria alla quale hanno contribuito gli stessi cittadini.

Teatro Selinus (foto Igor Petyx)

Le due passeggiate ricuciono questi luoghi con la storia urbana. Ogni domenica alle 16, con partenza davanti al Teatro Selinus, si segue il racconto della città dei Tagliavia, dalla necropoli alla Fontana della Ninfa, da Palazzo Pignatelli al Duomo, fino a San Domenico. Il 18 e il 25 ottobre alle 9.30, dalla chiesa di San Francesco di Paola, si torna invece ai luoghi della peste del 1624-1626, a 400 anni dalla liberazione: l’arrivo della reliquia di Santa Rosalia, l’area dei Beati Morti, via Lazzaretto e la memoria dei religiosi che persero la vita assistendo i malati.  Due esperienze enogastronomiche: “L’ulivo, l’olio Dop e il Pane Nero di Castelvetrano”, (11 e il 18 ottobre) all’azienda agricola Turnaturi, è una passeggiata tra gli ulivi per raccontare la Nocellara del Belìce e l’olio “Sette Templi” Dop Valle del Belìce. Degustazione di olio, olive, patè, pane cunzatu, Pane Nero e vino siciliano. “La poesia del cibo” (10 e il 25 ottobre) in contrada Santa Teresa, intreccia racconti, profumi e gesti della tradizione contadina e marinara. Degustazione di Pane Nero, olio evo, olive, grani antichi e prodotti stagionali.

IL PRIMO WEEKEND 

Sabato 10 e domenica 11 ottobre saranno già visitabili nove luoghi del programma: Archivio storico comunale, San Domenico, San Francesco di Paola, San Giovanni Battista, Museo civico Selinuntino, Museo della civiltà contadina, Palazzo al Carmine, Chiesa Madre e Santissima Trinità di Delia (solo sabato dalle 10 alle 13). Il debutto propone entrambe le esperienze gastronomiche: sabato alle 12 “La poesia del cibo”; domenica alle 11 l’appuntamento tra gli ulivi dell’azienda Turnaturi. Domenica alle 16 parte anche la passeggiata nella città dei Tagliavia, con raduno davanti al Teatro Selinus.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18

Una piccola chiesa arabo-normanna tra le palme, un albero genealogico che si arrampica in stucco, quattro lettere di Garibaldi al cappellano dei Mille. E una casa dove dieci salotti si inseguono uno dopo l’altro, custodendo mobili, quadri e ricordi di famiglia. Castelvetrano si fa bella e si presenta al suo primo appuntamento con Le Vie dei Tesori, proprio quando il festival compie i suoi primi vent’anni (qui il programma di Castelvetrano).

Ieri si è chiusa la tranche con le prime otto città, ma sabato (10 ottobre) si riparte con le due new entry Castelvetrano, appunto, e Santa Flavia, al fianco di Caltanissetta, Corleone, Marsala, Sciacca e Termini Imerese (tre weekend, fino al 25 ottobre), dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova;dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, sempre da sabato 10 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove i fine settimana di visite, esperienze e passeggiate saranno addirittura sei, da venerdì 9 ottobre al 15 novembre, ma con un’anteprima giovedì 8 ottobre, una visita teatralizzata all’Hotel delle Palme per festeggiare l’anniversario del festival. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s e Poste Italiane.

 

Per tre fine settimana, Castelvetrano promette parecchio: con le sue anime diverse, nobiliare e contadina, attraverso le storie conservate nelle chiese, nelle case, tra le carte di un archivio. La città degli ulivi e dei templi entra nel festival con undici luoghi, due passeggiate e due esperienze gastronomiche a km0; e invita a fermarsi nella terra cresciuta accanto a Selinunte, seguendo le tracce dei principi Tagliavia, degli artisti chiamati a decorare le chiese, delle famiglie che ne hanno attraversato la storia.

Chiesa Madre (foto Igor Petyx)

“L’ingresso di Castelvetrano nel circuito de Le Vie dei Tesori rappresenta un’importante occasione per valorizzare e far conoscere il patrimonio storico, artistico e culturale della nostra città – dice il sindaco Giovanni Lentini – Per la prima volta la città aderisce a un progetto di grande rilievo regionale, apre le porte dei suoi luoghi della cultura e racconta, attraverso percorsi e testimonianze, la storia e l’identità della nostra comunità”. “Sono felice di poter presentare oggi Le Vie dei Tesori a Castelvetrano, un’iniziativa nella quale abbiamo creduto – interviene l’assessore alla Cultura Rosalia Ventimiglia – Abbiamo registrato grande interesse e molte adesioni, un segnale importante che dimostra quanto sia forte la volontà di contribuire alla valorizzazione dei nostri luoghi e rafforzare il senso di appartenenza. Castelvetrano ha una storia importante e un patrimonio che merita di essere raccontato. Oggi abbiamo l’opportunità di farlo insieme”.

Chiesa della Santissima Trinità di Delia

Il viaggio può dunque iniziare: magari da una facciata che rivela ben poco di ciò che custodisce. Dentro San Domenico, mausoleo della famiglia Tagliavia, esplode il mondo di stucchi e affreschi realizzato nel secondo Cinquecento da Antonino Ferraro da Giuliana e dalla sua bottega. La chiamano la “Cappella Sistina della Sicilia”, dominata dal grande Albero di Jesse che racconta la genealogia di Cristo. Un’opera da seguire con gli occhi, tra figure e ramificazioni, prima di soffermarsi sulle cappelle e sui monumenti funebri. Nella chiesa di San Giovanni Battista, dedicata al patrono, domina il santo scolpito nel marmo da Antonello Gagini nel 1522, mentre i dipinti di Gennaro Pardo raccontano la rinascita della chiesa dopo l’incendio di fine ‘800. A San Francesco di Paola si ritrova il legame tra i Padri Minimi e i principi di Castelvetrano, insieme alla devozione per Santa Rosalia, di cui si conserva una reliquia. La Chiesa Madre, voluta nel 1520 da Giovan Vincenzo Tagliavia, custodisce opere di Antonino Ferraro e Gaspare Serpotta, la Madonna della Misericordia e la statua gaginiana della Madonna del Giglio. Nelle cripte del clero, gli stalli per l’essiccamento dei cadaveri e le targhette in terracotta con i nomi dei sacerdoti. La Chiesa del Purgatorio, scenografica quinta del Sistema delle Piazze, apre solo nell’ultimo weekend (24 e 25 ottobre): agli stucchi dell’abside affianca una mostra in cui gli architetti trapanesi si raccontano attraverso i loro progetti. Fuori dal centro, tra cycas e palme secolari, appare la Santissima Trinità di Delia, la piccola Cuba arabo-normanna della prima metà del XII secolo. Una croce greca, tre absidi, una cupola sorretta da colonne con capitelli a foglie d’acanto: un’architettura raccolta, da scoprire nelle aperture del sabato mattina.

Il filo con l’antica Selinunte conduce al Museo civico Selinuntino, a Palazzo Majo. Qui si incontra l’Efebo, raro bronzo greco del V secolo avanti Cristo, protagonista anche di una vicenda rocambolesca: ritrovato nel 1882, rubato nel 1962, recuperato grazie a Rodolfo Siviero e restituito alla città nel 1997. Tra le opere del museo, anche una Madonna col Bambino del Laurana. Nell’Archivio storico comunale, un tempo Conservatorio delle orfane, la storia passa invece attraverso le carte: una pergamena del 1453 registra l’affitto di una casa, quattro lettere autografe di Garibaldi raccontano il rapporto con fra’ Giovanni Pantaleo, castelvetranese diventato cappellano dei Mille.

Museo della Civiltà contadina (foto Igor Petyx)

Due dimore permettono di avvicinarsi alle vicende delle famiglie. Il Museo Errante Parrino(visitabile solo il secondo weekend, 17 e 18 ottobre), conserva dodici stanze, dieci delle quali salotti en enfilade, con mobili d’epoca, armi, dipinti e sedie disegnate da Ernesto Basile, tra affreschi liberty e bassorilievi. A custodirlo è il discendente Antonio Errante Parrino. Palazzo al Carmine (aperto solo la mattina dalle 10 alle 12.30) racconta invece tre secoli di storia economica e sociale attraverso i suoi proprietari: dai Saporito, grandi possidenti, ai Seidita Emmellino, commercianti di olio e formaggi, fino ai Mangiapane, che ne hanno curato il recupero conservativo. Al Museo della civiltà contadina, nel Collegio di Maria, si ritrovano gli attrezzi e i gesti del grano, dell’olio e della produzione domestica. Fotografie, oggetti e video raccontano anche il viaggio dei castelvetranesi nel mondo, componendo una memoria alla quale hanno contribuito gli stessi cittadini.

Teatro Selinus (foto Igor Petyx)

Le due passeggiate ricuciono questi luoghi con la storia urbana. Ogni domenica alle 16, con partenza davanti al Teatro Selinus, si segue il racconto della città dei Tagliavia, dalla necropoli alla Fontana della Ninfa, da Palazzo Pignatelli al Duomo, fino a San Domenico. Il 18 e il 25 ottobre alle 9.30, dalla chiesa di San Francesco di Paola, si torna invece ai luoghi della peste del 1624-1626, a 400 anni dalla liberazione: l’arrivo della reliquia di Santa Rosalia, l’area dei Beati Morti, via Lazzaretto e la memoria dei religiosi che persero la vita assistendo i malati.  Due esperienze enogastronomiche: “L’ulivo, l’olio Dop e il Pane Nero di Castelvetrano”, (11 e il 18 ottobre) all’azienda agricola Turnaturi, è una passeggiata tra gli ulivi per raccontare la Nocellara del Belìce e l’olio “Sette Templi” Dop Valle del Belìce. Degustazione di olio, olive, patè, pane cunzatu, Pane Nero e vino siciliano. “La poesia del cibo” (10 e il 25 ottobre) in contrada Santa Teresa, intreccia racconti, profumi e gesti della tradizione contadina e marinara. Degustazione di Pane Nero, olio evo, olive, grani antichi e prodotti stagionali.

IL PRIMO WEEKEND 

Sabato 10 e domenica 11 ottobre saranno già visitabili nove luoghi del programma: Archivio storico comunale, San Domenico, San Francesco di Paola, San Giovanni Battista, Museo civico Selinuntino, Museo della civiltà contadina, Palazzo al Carmine, Chiesa Madre e Santissima Trinità di Delia (solo sabato dalle 10 alle 13). Il debutto propone entrambe le esperienze gastronomiche: sabato alle 12 “La poesia del cibo”; domenica alle 11 l’appuntamento tra gli ulivi dell’azienda Turnaturi. Domenica alle 16 parte anche la passeggiata nella città dei Tagliavia, con raduno davanti al Teatro Selinus.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18