◉ FESTIVAL
Pergamene medievali, visite d’autore e racconti teatralizzati: Palermo pronta al secondo weekend
Dall'Archivio di Stato al convento di Baida, dalle collezioni scientifiche alla Lumsa. Aprono la Questura, il Bunkerino e la Caserma Lungaro. Soltanto due giorni per la collezione di Anatomia umana. Ultime visite alla Rai, a Villa Filippina e al Maria Adelaide. La città si racconta con studiosi, attrici, artigiani e cuochi. Tre visite d’autore: la “Statua”, le acquisizioni del Riso e il Museo delle città del mondo. E ancora degustazioni e showcooking: dallo street food alla pizza, dal caffè ai frutti tropicali
di Redazione
14 Ottobre 2026
14 Ottobre 2026
Sette chilometri di scaffali possono contenere la memoria di una città. Una lettera scritta in greco e arabo può attraversare novecento anni e arrivare fino a noi. E una sala affrescata può essere stata una corsia d’ospedale che i santi di Pietro Novelli vegliavano dall’alto. Poi ci sono le aule dove i medici di domani studiano le operazioni chirurgiche; le sale operative della Caserma Lungaro o la Questura dove i poliziotti raccontano i colleghi caduti per mano mafiosa; e il “bunkerino” con la testimonianza di Giovanni Paparcuri, sopravvissuto alla strage Chinnici.
Il festival delle Vie dei Tesori a Palermo è già entrato nel vivo e, forte del successo del primo weekend, è pronto al secondo dei sei che compongono questo enorme ventennale: da venerdì a domenica (16-19 ottobre) aprono altri luoghi, si aggiungono esperienze, si riuniscono i bambini nei laboratori, ci si prepara alle visite d’autore. E sarà anche un weekend dedicato al cibo, ma alla maniera del festival, imparando come si frigge una panella o si prepara un caffè d’élite (qui tutto il programma di Palermo).
Il popolo delle Vie dei Tesori è dunque pronto a rimettersi in marcia, brochure e mappe alla mano, curiosità in tasca: al fianco di Palermo, da sabato si visitano anche Catania, Caltanissetta, Castelvetrano, Corleone, Marsala, Santa Flavia, Sciacca e Termini Imerese. Sempre con Unicredit come main sponsor, Mangia’s come principal supporter, con Rotary, Poste Italiane, Confcommercio Palermo, Lumsa, Amat e Amg Gas; Upmc Ismett, Sincol e Gruppo Romano con le insegne Famila e Il Centesimo. Il festival collabora con il progetto di cooperazione internazionale Choral.
LE APERTURE DI QUESTO WEEKEND
Si comincia dall’Archivio di Stato, nell’antico convento dei Teatini, dove tra pergamene, mappe e manoscritti si conserva la lettera di Adelasia del Vasto del 1109, il documento cartaceo più antico d’Europa. Apre solo venerdì (dalle 10 alle 15), poi il 6 novembre. Sabato tocca all’Archivio storico comunale: quei sette chilometri di memoria salgono sul ballatoio dell’Aula Grande di Damiani Almeyda, dove quattro argani di legno facevano viaggiare carte e volumi. All’ex ospedale Fatebenefratelli, oggi liceo Benedetto Croce, si entra invece nell’enorme sala con il soffitto a cassettoni e gli affreschi di Novelli.
Altre storie di cura e accoglienza conducono alla Casa Lavoro e Preghiera di Padre Messina, nata a Sant’Erasmo per i bambini che non avevano casa, e all’ex monastero delle Carmelitane, oggi sede della Lumsa. Apre l’ex convento della Magione (poi si dovrà aspettare novembre) tra reperti archeologici e un chiostro silenzioso; e debutta il Museo delle Scienze Margherita Hack, dove 400 strumenti raccontano esperimenti, scoperte e lezioni di un’altra epoca. E si sale al convento di Baida, con l’antico chiostro benedettino e il panorama sulla città.
Le esperienze chiedono invece di fermarsi, ascoltare, mettersi alla prova. Venerdì (e solo il prossimo weekend) si cammina sotto un tripudio di affreschi dell’Oratorio delle Dame, dove le nobildonne assistevano le partorienti; domenica si allunga la mano dal Teatro Massimo e si ritrova il sontuoso Palazzo Francavilla, con le decorazioni del Basile. Da Martha si va a scuola di doppiaggio, all’Orto Botanico, ci si muove tra alambicchi, petali, foglie, oli essenziali estratti goccia dopo goccia, al Teatro Finocchiaro si scopre la botola del suggeritore. I laboratori artigiani aprono sabato e domenica: alla Sartoria sociale si insegna a dare un’altra possibilità ai tessuti; all’Opificio delle Arti si lavora il vetro con gli artigiani. Si vola in Piper (per l’elicottero si deve aspettare novembre), si sale sul catamarano, si visitano l’aeroporto di Boccadifalco con i reparti della Guardia di Finanza e un terzo bunker antiaereo; i depositi Amat e la sede dei Vigili del Fuoco. Le chiese sono tantissime, alcune sontuose, altre di rigore monacale: tra le tante, a Sant’Andrea degli Aromatari è stata allestita una preziosa collezione di albarelli, alambicchi e vasi per unguenti dell’antica congregazione dei farmacisti; la minuscola Santa Venera vive sulle mura della Kalsa abbracciata dal suo giardino; nella chiesa dei Decollati si offriva il confronto ai condannati a morte (a pochi passi lo stupefacente Ponte delle Teste sotterraneo).Domenica alle 11 una visita botanica approfondita al sogno di “Pip” Whitaker che a fine ‘800 fece giungere specie tropicali da Australia e Sumatra per creare il parco dell’attuale Villa Malfitano: la visita sarà condotta dal naturalista Riccardo Guarino e dal botanico Claudio Benanti.
Occasioni da non perdere: solo sabato e domenica si ritorna tra tavole e cere, modelli e microscopi della collezione di Anatomia umana del Policlinico. Ultimo fine settimana per curiosare negli studi della Rai, per scoprire le terrazze, gli affreschi e la chiesa di San Filippo Neri a Villa Filippina (ma resta disponibile il planetario); e per l’Educandato Maria Adelaide che nasconde un piccolo e raffinatissimo teatro di Rocco Lentini. Per i tifosi (e non solo) è un’emozione arrivare a bordo campo allo Stadio, o scorrere i cimeli del Club Rosanero: approfittatene venerdì e sabato, poi si dovrà aspettare il 6 e 7 novembre.
Le stanze dove la memoria pesa di più: apre il bunkerino di Palazzo di Giustizia, i tre ambienti blindati dove lavorarono fianco a fianco Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È una delle tappe dei luoghi della legalità, che sabato alle 10 conducono anche nella caserma Lungaro, tra gli “occhi sulla città” e il ricordo delle vittime delle stragi. Alle 9 e alle 11 si entra in Questura, nell’ex convento della Redenzione dei Cattivi: qui un tempo i religiosi si occupavano del riscatto degli schiavi cristiani. Tutte visite dove è necessario fornite prima i documenti, come per il carcere Ucciardone. Si visitano Casa di Paolo, dove è viva la memoria del giudice Borsellino, la dimora di padre Pino Puglisi e la sede di Rete 100 passi, dove Danilo Sulis tiene viva l’esperienza di Radio Aut di Peppino Impastato.
Sabato è anche il giorno delle visite d’autore. Si comincia alle 11, in piazza Vittorio Veneto, con Maria Antonietta Spadaro che racconterà quella che per tutti i palermitani è “la Statua”. Alle 18, al museo RISO, sarà la direttrice Evelina De Castro a guidare tra le nuove acquisizioni, da Vanessa Beecroft ai Masbedo, in dialogo con la collezione. Alle 19 si raggiunge il Museo delle Città del Mondo, nell’ex convento dei Crociferi: il progetto di Farm Cultural Park si srotola tra racconti, immagini e contraddizioni delle metropoli contemporanee.
Già, il racconto, affidato ai personaggi di un tempo: e se a narrare fossero una cameriera, una levatrice, una cortigiana? Ritornano le amatissime visite teatralizzate del festival: novità di questa edizione, a Palazzo delle Finanze (sabato e domenica dalle 16 alle 18), Francesca Picciurro restituisce voce alla dolorosa vicenda di Paola Grosso di Mineo, la povera madre che amò troppo. Il venerdì (dalle 16 alle 18) recupera invece la sua cameriera elegante, un po’ affettata, affamata di incontri celebri e conduce alla scoperta del Grand Hotel et des Palmes. Sabato (10.30-13 e 15-17), a Sant’Orsola dei Negri, Stefania Blandeburgo sarà una vecchia levatrice che conosce le culle e le alcove dei nobili, ma continua a guardare il mondo dalla parte degli umili. Domenica diventa invece una cortigiana protetta dal viceré Colonna nella cripta delle Repentite, tra splendori privati e pubblici divieti. Al Museo Pasqualino, tutti e tre i giorni alle 17, sono invece i pupi a incrociare le spade e riaccendere le avventure dei Paladini.
Per il cibo, servono le mani: ritornano i laboratori culinari di Sikulo e marciano verso il sold out (già raggiunto per le lezioni sulla pizza): venerdì alle 18 si preparano arancine, panelle, rascature e crocchè; sabato alle 11 si impasta, si tira la sfoglia, si chiude la pasta ripiena. Il caffè si scopre invece con Arturo Morettino, tra la piantagione, la torrefazione e gli oltre mille strumenti del museo: sabato alle 10 e alle 16, domenica alle 16. A San Martino delle Scale, sabato e domenica alle 11 e alle 16, la visita all’abbazia si conclude con la birra dei monaci; nell’oasi di Donna Alba, si assaggiano frutti tropicali cresciuti a Palermo, a poca distanza dalle strade di tutti i giorni.
E poi si cammina. Quattordici passeggiate, dai luoghi del Genio ai pugnalatori di Sciascia, dalla Favorita di Giuseppe Barbera a Petru Fudduni, dai murales di Ballarò con Sperone 167 allo Zen, ai pugnalatori di Sciascia. Domenica si cercano i mulini dell’Oreto, si seguono cavalieri e pellegrini, si ritrovano Santa Rosalia e le pagine di Sciascia. Per i bambini, sabato e domenica alle 10 e alle 11.30, al gazebo di piazza Castelnuovo, i laboratori gratuiti di Exagonos invitano a creare angioletti di gesso e immaginare come sarebbe abitare in un palazzo antico. Al Gateway della Biodiversità, la natura diventa scoperta e gioco, tra api, colori vegetali, riciclo e piccoli esperimenti.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18
Sette chilometri di scaffali possono contenere la memoria di una città. Una lettera scritta in greco e arabo può attraversare novecento anni e arrivare fino a noi. E una sala affrescata può essere stata una corsia d’ospedale che i santi di Pietro Novelli vegliavano dall’alto. Poi ci sono le aule dove i medici di domani studiano le operazioni chirurgiche; le sale operative della Caserma Lungaro o la Questura dove i poliziotti raccontano i colleghi caduti per mano mafiosa; e il “bunkerino” con la testimonianza di Giovanni Paparcuri, sopravvissuto alla strage Chinnici.
Il festival delle Vie dei Tesori a Palermo è già entrato nel vivo e, forte del successo del primo weekend, è pronto al secondo dei sei che compongono questo enorme ventennale: da venerdì a domenica (16-19 ottobre) aprono altri luoghi, si aggiungono esperienze, si riuniscono i bambini nei laboratori, ci si prepara alle visite d’autore. E sarà anche un weekend dedicato al cibo, ma alla maniera del festival, imparando come si frigge una panella o si prepara un caffè d’élite (qui tutto il programma di Palermo).
Il popolo delle Vie dei Tesori è dunque pronto a rimettersi in marcia, brochure e mappe alla mano, curiosità in tasca: al fianco di Palermo, da sabato si visitano anche Catania, Caltanissetta, Castelvetrano, Corleone, Marsala, Santa Flavia, Sciacca e Termini Imerese. Sempre con Unicredit come main sponsor, Mangia’s come principal supporter, con Rotary, Poste Italiane, Confcommercio Palermo, Lumsa, Amat e Amg Gas; Upmc Ismett, Sincol e Gruppo Romano con le insegne Famila e Il Centesimo. Il festival collabora con il progetto di cooperazione internazionale Choral.
LE APERTURE DI QUESTO WEEKEND
Si comincia dall’Archivio di Stato, nell’antico convento dei Teatini, dove tra pergamene, mappe e manoscritti si conserva la lettera di Adelasia del Vasto del 1109, il documento cartaceo più antico d’Europa. Apre solo venerdì (dalle 10 alle 15), poi il 6 novembre. Sabato tocca all’Archivio storico comunale: quei sette chilometri di memoria salgono sul ballatoio dell’Aula Grande di Damiani Almeyda, dove quattro argani di legno facevano viaggiare carte e volumi. All’ex ospedale Fatebenefratelli, oggi liceo Benedetto Croce, si entra invece nell’enorme sala con il soffitto a cassettoni e gli affreschi di Novelli.
Altre storie di cura e accoglienza conducono alla Casa Lavoro e Preghiera di Padre Messina, nata a Sant’Erasmo per i bambini che non avevano casa, e all’ex monastero delle Carmelitane, oggi sede della Lumsa. Apre l’ex convento della Magione (poi si dovrà aspettare novembre) tra reperti archeologici e un chiostro silenzioso; e debutta il Museo delle Scienze Margherita Hack, dove 400 strumenti raccontano esperimenti, scoperte e lezioni di un’altra epoca. E si sale al convento di Baida, con l’antico chiostro benedettino e il panorama sulla città.
Le esperienze chiedono invece di fermarsi, ascoltare, mettersi alla prova. Venerdì (e solo il prossimo weekend) si cammina sotto un tripudio di affreschi dell’Oratorio delle Dame, dove le nobildonne assistevano le partorienti; domenica si allunga la mano dal Teatro Massimo e si ritrova il sontuoso Palazzo Francavilla, con le decorazioni del Basile. Da Martha si va a scuola di doppiaggio, all’Orto Botanico, ci si muove tra alambicchi, petali, foglie, oli essenziali estratti goccia dopo goccia, al Teatro Finocchiaro si scopre la botola del suggeritore. I laboratori artigiani aprono sabato e domenica: alla Sartoria sociale si insegna a dare un’altra possibilità ai tessuti; all’Opificio delle Arti si lavora il vetro con gli artigiani. Si vola in Piper (per l’elicottero si deve aspettare novembre), si sale sul catamarano, si visitano l’aeroporto di Boccadifalco con i reparti della Guardia di Finanza e un terzo bunker antiaereo; i depositi Amat e la sede dei Vigili del Fuoco. Le chiese sono tantissime, alcune sontuose, altre di rigore monacale: tra le tante, a Sant’Andrea degli Aromatari è stata allestita una preziosa collezione di albarelli, alambicchi e vasi per unguenti dell’antica congregazione dei farmacisti; la minuscola Santa Venera vive sulle mura della Kalsa abbracciata dal suo giardino; nella chiesa dei Decollati si offriva il confronto ai condannati a morte (a pochi passi lo stupefacente Ponte delle Teste sotterraneo).Domenica alle 11 una visita botanica approfondita al sogno di “Pip” Whitaker che a fine ‘800 fece giungere specie tropicali da Australia e Sumatra per creare il parco dell’attuale Villa Malfitano: la visita sarà condotta dal naturalista Riccardo Guarino e dal botanico Claudio Benanti.
Occasioni da non perdere: solo sabato e domenica si ritorna tra tavole e cere, modelli e microscopi della collezione di Anatomia umana del Policlinico. Ultimo fine settimana per curiosare negli studi della Rai, per scoprire le terrazze, gli affreschi e la chiesa di San Filippo Neri a Villa Filippina (ma resta disponibile il planetario); e per l’Educandato Maria Adelaide che nasconde un piccolo e raffinatissimo teatro di Rocco Lentini. Per i tifosi (e non solo) è un’emozione arrivare a bordo campo allo Stadio, o scorrere i cimeli del Club Rosanero: approfittatene venerdì e sabato, poi si dovrà aspettare il 6 e 7 novembre.
Le stanze dove la memoria pesa di più: apre il bunkerino di Palazzo di Giustizia, i tre ambienti blindati dove lavorarono fianco a fianco Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È una delle tappe dei luoghi della legalità, che sabato alle 10 conducono anche nella caserma Lungaro, tra gli “occhi sulla città” e il ricordo delle vittime delle stragi. Alle 9 e alle 11 si entra in Questura, nell’ex convento della Redenzione dei Cattivi: qui un tempo i religiosi si occupavano del riscatto degli schiavi cristiani. Tutte visite dove è necessario fornite prima i documenti, come per il carcere Ucciardone. Si visitano Casa di Paolo, dove è viva la memoria del giudice Borsellino, la dimora di padre Pino Puglisi e la sede di Rete 100 passi, dove Danilo Sulis tiene viva l’esperienza di Radio Aut di Peppino Impastato.
Sabato è anche il giorno delle visite d’autore. Si comincia alle 11, in piazza Vittorio Veneto, con Maria Antonietta Spadaro che racconterà quella che per tutti i palermitani è “la Statua”. Alle 18, al museo RISO, sarà la direttrice Evelina De Castro a guidare tra le nuove acquisizioni, da Vanessa Beecroft ai Masbedo, in dialogo con la collezione. Alle 19 si raggiunge il Museo delle Città del Mondo, nell’ex convento dei Crociferi: il progetto di Farm Cultural Park si srotola tra racconti, immagini e contraddizioni delle metropoli contemporanee.
Già, il racconto, affidato ai personaggi di un tempo: e se a narrare fossero una cameriera, una levatrice, una cortigiana? Ritornano le amatissime visite teatralizzate del festival: novità di questa edizione, a Palazzo delle Finanze (sabato e domenica dalle 16 alle 18), Francesca Picciurro restituisce voce alla dolorosa vicenda di Paola Grosso di Mineo, la povera madre che amò troppo. Il venerdì (dalle 16 alle 18) recupera invece la sua cameriera elegante, un po’ affettata, affamata di incontri celebri e conduce alla scoperta del Grand Hotel et des Palmes. Sabato (10.30-13 e 15-17), a Sant’Orsola dei Negri, Stefania Blandeburgo sarà una vecchia levatrice che conosce le culle e le alcove dei nobili, ma continua a guardare il mondo dalla parte degli umili. Domenica diventa invece una cortigiana protetta dal viceré Colonna nella cripta delle Repentite, tra splendori privati e pubblici divieti. Al Museo Pasqualino, tutti e tre i giorni alle 17, sono invece i pupi a incrociare le spade e riaccendere le avventure dei Paladini.
Per il cibo, servono le mani: ritornano i laboratori culinari di Sikulo e marciano verso il sold out (già raggiunto per le lezioni sulla pizza): venerdì alle 18 si preparano arancine, panelle, rascature e crocchè; sabato alle 11 si impasta, si tira la sfoglia, si chiude la pasta ripiena. Il caffè si scopre invece con Arturo Morettino, tra la piantagione, la torrefazione e gli oltre mille strumenti del museo: sabato alle 10 e alle 16, domenica alle 16. A San Martino delle Scale, sabato e domenica alle 11 e alle 16, la visita all’abbazia si conclude con la birra dei monaci; nell’oasi di Donna Alba, si assaggiano frutti tropicali cresciuti a Palermo, a poca distanza dalle strade di tutti i giorni.
E poi si cammina. Quattordici passeggiate, dai luoghi del Genio ai pugnalatori di Sciascia, dalla Favorita di Giuseppe Barbera a Petru Fudduni, dai murales di Ballarò con Sperone 167 allo Zen, ai pugnalatori di Sciascia. Domenica si cercano i mulini dell’Oreto, si seguono cavalieri e pellegrini, si ritrovano Santa Rosalia e le pagine di Sciascia. Per i bambini, sabato e domenica alle 10 e alle 11.30, al gazebo di piazza Castelnuovo, i laboratori gratuiti di Exagonos invitano a creare angioletti di gesso e immaginare come sarebbe abitare in un palazzo antico. Al Gateway della Biodiversità, la natura diventa scoperta e gioco, tra api, colori vegetali, riciclo e piccoli esperimenti.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18

















