◉ FESTIVAL
Il principe torna nel suo labirinto e la baronessa apre le stanze dei libri, Catania al terzo weekend
Nel capoluogo etneo tra i fantasmi: al Criptoportico con il principe di Biscari e alla Società Storica Catanese con la baronessa Nicotra. Poi si impastano gli ‘nzuddi amati da Bellini e si prepara la cartapesta da Cartura. Ad Acireale, i raffinati acquerelli del farmacista e l’antico impianto idraulico di Santa Tecla
di Redazione
22 Ottobre 2026
22 Ottobre 2026
Il principe ritrova il suo labirinto, scende sotto il giardino, tra le volte di pietra lavica, e appare ai visitatori nel reticolo che lui stesso ha immaginato nel Settecento; la baronessa Nicotra, moglie del primo proprietario della Società Storica Catanese, narrerà invece come nacque questa biblioteca infinita. Un terzo weekend fatto di presenze impalpabili, questo che si avvicina a Catania, dove le Vie dei Tesori porteranno i visitatori tra chiese eleganti, chiostri nascosti, saliranno sulle porte e scenderanno negli anfiteatri, seguendo le voci e le tracce che hanno lasciato uno scienziato scomparso, artigiani, custodi di libri e di ricette. Il festival continua fino all’8 novembre, il percorso raggiunge Acireale e altri luoghi del territorio, tra archeologia, dimore, laboratori e paesaggio (qui il programma di Catania e Acireale).
Il luogo più ricercato è di sicuro il Criptoportico di Villa Bellini che apre in notturna dalle 16 alle 19.30: domenica l’attore Massimo Tuccitto interpreterà Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, mecenate e archeologo che torna così idealmente nelle gallerie del suo giardino privato scavate nella lava. Il filo continua nella Catania archeologica: dall’anfiteatro “nero” al Portico dell’Atleta, sotto via Crociferi, dove è esposto il torso in marmo ritrovato in una nicchia murata; a Casa Liberti, la palazzina ottocentesca costruita sopra il Teatro Romano, al Foro Romano che si visita solo domenica, nascosto nel cortile San Pantaleone.
Dalle gallerie del principe alle sale della Società Storica Catanese, dove domenica alle 16 l’attrice Stefania Micale sarà la baronessa Nicotra che accompagnerà tra 50 mila volumi, l’emeroteca e la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al 1945. Al di fuori della visita teatralizzata il palazzo si visita solo sabato dalle 10 alle 13,mentre alle 19 ospita “Majorana. Mistero di un genio catanese”, recital sulla scomparsa del famoso fisico attraverso tre personaggi a lui legati: la madre Dorina Corso, che non smise mai di attendere il suo ritorno, Enrico Fermi e Leonardo Sciascia. Chi vorrà avvicinarsi alla ricerca di oggi potrà invece visitare domenica (su prenotazione) i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN, soltanto su prenotazione: strumenti e studiosi raccontano il lavoro nel campo della fisica nucleare, delle particelle e delle astroparticelle.
Sopra questi strati, la città ricostruita dopo il terremoto offre un altro racconto. Domenica alle 10 e alle 11.45, la passeggiata “Via Crociferi tra leggende e misteri” attraverserà il breve rettilineo sul quale si affacciano monasteri, chiese e palazzi. Si può poi salire al camminamento dell’enorme San Nicolò l’Arena, oppure su Porta Ferdinandea, con la sua alternanza di pietra chiara e lava e la fenice che annuncia la rinascita dalle ceneri.
Tra una visita e l’altra, c’è spazio per le mani che inventano: da Cartura, carta e oggetti in disuso diventano figure, opere e piccoli mondi. E domenica alle 16.30, all’Istituto Incremento Ippico, Elvira Tomarchio del Comitato Antico Corso insegnerà a preparare gli ‘nzuddi, i biscotti che piacevano a Vincenzo Bellini (se volete saperne di più sul compositore, c’è il Museo nella sua casa natale) e fanno parte del tradizionale panaro dei Morti. L’Istituto è visitabile anche per conoscere le razze equine siciliane e il Museo delle Carrozze.
ACIREALE – Qui il percorso comincia dall’acqua che ha alimentato giardini e agrumeti. Sabato mattina un’occasione straordinaria legata all’archeologia industriale: apre infatti la Fabbrica dell’acqua, al Consorzio Acque Santa Tecla, ai piedi della Timpa: l’impianto nato nel 1915 per utilizzare le acque dell’Etna sarà raccontato attraverso i ricordi degli anziani che vi lavorarono e la guida di un esperto tecnico che spiegherà l’utilizzo delle monumentali pompe a vapore e dei motori d’epoca
Domenica alle 17, una passeggiata è dedicata all’Erbario Riggio e seguirà invece le tracce del farmacista Giuseppe Riggio, dalla sua antica abitazione alla Biblioteca Zelantea, dove si potranno osservare eccezionalmente gli acquerelli ottocenteschi delle piante officinali. La biblioteca e la pinacoteca sono visitabili anche nel percorso ordinario, insieme alla mostra permanente dell’Opera dei Pupi, mentre la Basilica di San Sebastiano apre di pomeriggio, tra gli affreschi di Pietro Paolo Vasta e l’altare del Santissimo Sacramento restaurato. A Palazzo Martino Fiorini, domenica alle 17 e alle 18, le stanze private, i dipinti e i cimeli di famiglia conducono fino alla terrazza sui tetti e sui campanili, con un rinfresco nell’antica cucina. Per bambini e ragazzi, domenica alle 10.30, nell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Aci Catena, gli archeologi di Stoà Sicula apriranno l’Officina del vasaio: argilla da modellare seguendo le tecniche antiche, per portare a casa un piccolo manufatto. Il paesaggio si può leggere anche dal mare: domenica mattina da Aci Trezza, partiranno le barche che seguiranno la riviera ionica, tra pillow lava e basalti colonnari. Oppure nei giardini di Villa Trinità a Mascalucia, domenica alle 10.30, si ritrovano tra agavi e succulente, le sculture di Salvatore Bonajuto.
Il programma si estende anche ad Augusta: sabato 24 dalle 16 alle 18, la bottega di Gaspare Lanteri svela il lavoro dell’indoratore che restaura preziosi oggetti lavorando la foglia d’oro. L’enorme idroscalo, che un tempo ospitò i dirigibili, è visitabile sabato e domenica, tra tracce della storia aeronautica e il paesaggio di eucalipti. E ad Aci Castello c’è anche la casa-museo di Jean Calogero, il pittore adorato dalle star americane che facevano a gare per acquistare le sue opere colorate.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18
Il principe ritrova il suo labirinto, scende sotto il giardino, tra le volte di pietra lavica, e appare ai visitatori nel reticolo che lui stesso ha immaginato nel Settecento; la baronessa Nicotra, moglie del primo proprietario della Società Storica Catanese, narrerà invece come nacque questa biblioteca infinita. Un terzo weekend fatto di presenze impalpabili, questo che si avvicina a Catania, dove le Vie dei Tesori porteranno i visitatori tra chiese eleganti, chiostri nascosti, saliranno sulle porte e scenderanno negli anfiteatri, seguendo le voci e le tracce che hanno lasciato uno scienziato scomparso, artigiani, custodi di libri e di ricette. Il festival continua fino all’8 novembre, il percorso raggiunge Acireale e altri luoghi del territorio, tra archeologia, dimore, laboratori e paesaggio (qui il programma di Catania e Acireale).
Il luogo più ricercato è di sicuro il Criptoportico di Villa Bellini che apre in notturna dalle 16 alle 19.30: domenica l’attore Massimo Tuccitto interpreterà Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, mecenate e archeologo che torna così idealmente nelle gallerie del suo giardino privato scavate nella lava. Il filo continua nella Catania archeologica: dall’anfiteatro “nero” al Portico dell’Atleta, sotto via Crociferi, dove è esposto il torso in marmo ritrovato in una nicchia murata; a Casa Liberti, la palazzina ottocentesca costruita sopra il Teatro Romano, al Foro Romano che si visita solo domenica, nascosto nel cortile San Pantaleone.
Dalle gallerie del principe alle sale della Società Storica Catanese, dove domenica alle 16 l’attrice Stefania Micale sarà la baronessa Nicotra che accompagnerà tra 50 mila volumi, l’emeroteca e la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al 1945. Al di fuori della visita teatralizzata il palazzo si visita solo sabato dalle 10 alle 13,mentre alle 19 ospita “Majorana. Mistero di un genio catanese”, recital sulla scomparsa del famoso fisico attraverso tre personaggi a lui legati: la madre Dorina Corso, che non smise mai di attendere il suo ritorno, Enrico Fermi e Leonardo Sciascia. Chi vorrà avvicinarsi alla ricerca di oggi potrà invece visitare domenica (su prenotazione) i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN, soltanto su prenotazione: strumenti e studiosi raccontano il lavoro nel campo della fisica nucleare, delle particelle e delle astroparticelle.
Sopra questi strati, la città ricostruita dopo il terremoto offre un altro racconto. Domenica alle 10 e alle 11.45, la passeggiata “Via Crociferi tra leggende e misteri” attraverserà il breve rettilineo sul quale si affacciano monasteri, chiese e palazzi. Si può poi salire al camminamento dell’enorme San Nicolò l’Arena, oppure su Porta Ferdinandea, con la sua alternanza di pietra chiara e lava e la fenice che annuncia la rinascita dalle ceneri.
Tra una visita e l’altra, c’è spazio per le mani che inventano: da Cartura, carta e oggetti in disuso diventano figure, opere e piccoli mondi. E domenica alle 16.30, all’Istituto Incremento Ippico, Elvira Tomarchio del Comitato Antico Corso insegnerà a preparare gli ‘nzuddi, i biscotti che piacevano a Vincenzo Bellini (se volete saperne di più sul compositore, c’è il Museo nella sua casa natale) e fanno parte del tradizionale panaro dei Morti. L’Istituto è visitabile anche per conoscere le razze equine siciliane e il Museo delle Carrozze.
ACIREALE – Qui il percorso comincia dall’acqua che ha alimentato giardini e agrumeti. Sabato mattina un’occasione straordinaria legata all’archeologia industriale: apre infatti la Fabbrica dell’acqua, al Consorzio Acque Santa Tecla, ai piedi della Timpa: l’impianto nato nel 1915 per utilizzare le acque dell’Etna sarà raccontato attraverso i ricordi degli anziani che vi lavorarono e la guida di un esperto tecnico che spiegherà l’utilizzo delle monumentali pompe a vapore e dei motori d’epoca
Domenica alle 17, una passeggiata è dedicata all’Erbario Riggio e seguirà invece le tracce del farmacista Giuseppe Riggio, dalla sua antica abitazione alla Biblioteca Zelantea, dove si potranno osservare eccezionalmente gli acquerelli ottocenteschi delle piante officinali. La biblioteca e la pinacoteca sono visitabili anche nel percorso ordinario, insieme alla mostra permanente dell’Opera dei Pupi, mentre la Basilica di San Sebastiano apre di pomeriggio, tra gli affreschi di Pietro Paolo Vasta e l’altare del Santissimo Sacramento restaurato. A Palazzo Martino Fiorini, domenica alle 17 e alle 18, le stanze private, i dipinti e i cimeli di famiglia conducono fino alla terrazza sui tetti e sui campanili, con un rinfresco nell’antica cucina. Per bambini e ragazzi, domenica alle 10.30, nell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Aci Catena, gli archeologi di Stoà Sicula apriranno l’Officina del vasaio: argilla da modellare seguendo le tecniche antiche, per portare a casa un piccolo manufatto. Il paesaggio si può leggere anche dal mare: domenica mattina da Aci Trezza, partiranno le barche che seguiranno la riviera ionica, tra pillow lava e basalti colonnari. Oppure nei giardini di Villa Trinità a Mascalucia, domenica alle 10.30, si ritrovano tra agavi e succulente, le sculture di Salvatore Bonajuto.
Il programma si estende anche ad Augusta: sabato 24 dalle 16 alle 18, la bottega di Gaspare Lanteri svela il lavoro dell’indoratore che restaura preziosi oggetti lavorando la foglia d’oro. L’enorme idroscalo, che un tempo ospitò i dirigibili, è visitabile sabato e domenica, tra tracce della storia aeronautica e il paesaggio di eucalipti. E ad Aci Castello c’è anche la casa-museo di Jean Calogero, il pittore adorato dalle star americane che facevano a gare per acquistare le sue opere colorate.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18














