◉ LE VIE DEI TESORI
Dai palazzi ai musei fino ai chiostri: Catania e Acireale al gran finale
Si prepara pane di Demetra e e si scopriranno i tanti utilizzi dell’olio evo, tra storia e sapori. Ultima visita alle creazioni di Marella Ferrera, si torna nei laboratori di fisica nucleare. Aprono i palazzi nobiliari e i piccoli musei; si entra nel chiostro di Santa Chiara. Ad Acireale coriandoli d’artista, collezioni e l’antica Via dei Mulini
di Redazione
3 Novembre 2026
3 Novembre 2026
Un impasto di farine di grani antichi, il profumo del pane, un filo che dalla dea delle messi arriva alla patrona della città. Un ultimo weekend delle Le Vie dei Tesori a Catania per completare un itinerario, recuperare una visita rimandata, entrare negli atelier d’arte e spingersi fino ad Acireale, dove il finale mette insieme coriandoli e sabbia vulcanica, stanze private e sentieri tra i mulini. Si comincia dalle mani: quelle che lavorano il grano, custodiscono ricette e cuciono storie; ma sono anche le mani degli artisti, le mani che accarezzano un dromedario, che gettano un pugno di coriandoli. Due giorni ancora per un festival che in oltre un mese ha raccontato la città: sabato 7 novembre il viaggio inizia alle 16.30, all’Incremento Ippico, per un showcooking sui generis: “Demetra e il grano, Agata e l’olio” ritrovare una memoria che passa anche dalla tavola. Si preparerà il pane con la farina di grani antichi e si scopriranno i tanti utilizzi dell’olio evo, seguendo le tracce dell’antico culto della dea delle messi che ad un certo punto incontra la leggenda legata a sant’Agata, in uno dei quartieri più antichi della città.
Domenica 8 novembre, invece, si torna un’ultima volta da Marella Ferrera, nell’atelier che la stilista ha voluto nell’ala storica di Palazzo Biscari. Tra la Galleria Naturalia e la Galleria Antiquaria, tessuti, pizzi e creazioni raccontano un modo di leggere la Sicilia attraverso la moda, cercando materiali e suggestioni che ne restituiscono la bellezza. E visto che di artisti si parla, ecco un riepilogo: dalla casa atelier di Jean Calogero, ad Aci Castello, dove il colore e le visioni del pittore riportano agli anni parigini e alle opere amate dai grandi di Hollywood; a Villa Trinità a Mascalucia dove domenica alle 10.30 si attraversa il giardino e si entra nell’atelier di Salvatore Bonajuto, tra sculture, agavi e succulente; oppure in contemporanea ad Augusta dove saranno ancora le nipoti ad accompagnare alla scoperta della casa atelier di Albino Trigilio, artista eclettico, legato alla luce e alla sua città; nel pomeriggio, dalle 16 alle 18, si potrà invece incontrare Gaspare Lanteri, che di mestiere fa l’indoratore e mostrerà il lavoro paziente della foglia d’oro. A pochi passi, l’idroscalo apre sia sabato e domenica: un paesaggio di archeologia militare che conserva la memoria dei dirigibili e degli idrovolanti; dall’altro lato di Catania, a Trecastagni, si può provare ad accarezzare i dromedari di Gjmàla, assaggiare i biscottini fatti con il loro latte.
Torniamo a Catania centro: dove domenica riaprono alle visite i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per avvicinare agli strumenti e alle ricerche degli scienziati che studiano le astroparticelle. Sarà una sorpresa entrare a Palazzo delle Finanze, sede degli uffici tecnici, logistici e sanitari della Polizia di Stato per la Sicilia e la Calabria, tra radio e telefoni d’epoca, uniformi, armi e documenti d’archivio che raccontano come sono cambiati gli strumenti al servizio dei cittadini. Sabato alle 18.30, tra il Teatro Dusmet e la chiesa di San Filippo Neri, ci si può trasformare in investigatori cercando gli indizi di “Scena con delitto”.
I PALAZZI STORICI E I SITI ARCHEOLOGICI
Dall’elegante terrazza di Palazzo Asmundo di Gisira trasformato in un boutique hotel colmo di opere di artisti contemporanei; a Palazzo degli Elefanti, sede istituzionale del Comune. Si può salire su Porta Ferdinandea, attraverso una stretta scala a chiocciola, raggiungere il camminamento di San Nicolò l’Arena, per guardare la città dall’alto, passare per un saluto al “Cigno” dalla casa natale di Vincenzo Bellini; o entrare nel giardino segreto del chiostro di Santa Chiara dove vi attenderà una dolce sorpresa molto monacale. Sotto, comincia invece un altro viaggio: dalla bizantina cappella Bonajuto rappresentata da Houel, al Portico dell’Atleta, sotto via Crociferi, che custodisce il torso marmoreo del giovane da cui prende il nome; a Casa Liberti, la palazzina ottocentesca costruita sopra il terzo ambulacro del Teatro Romano; dall’Anfiteatro romano, un tempo capace di accogliere quindicimila spettatori, all’Ipogeo romano, la tomba monumentale raffigurata da Houel. Solo domenica apre il Foro romano, con gli ambienti sopravvissuti tra edifici e magazzini. Al Giardino Bellini si scende nel Criptoportico, la rete di gallerie che Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, volle nel suo “Laberinto” privato. Sabato la Biblioteca Ursino Recupero invita invece a seguire le tracce lasciate sui libri antichi: legature, annotazioni e segni di possesso che raccontano anche la vita dei loro lettori.
ACIREALE
Ad Acireale il finale comincia da materiali che appartengono alla sua identità: coriandoli monocromatici e sabbia vulcanica. Gli artisti di Coriandolata li trasformano in immagini e coinvolgeranno i partecipanti nella realizzazione delle opere: appuntamento sabato alle 17 e alle 18, al Palazzo del Turismo. Domenica alle 10 si imbocca invece l’antica Via dei Mulini, dall’area archeologica di Santa Venera al Pozzo fino a Capomulini (dove fu ritrovato il busto di Giulio Cesare che potrete ammirare alla Biblioteca Zelantea, tra volumi rari, manoscritti, dipinti e reperti). Una passeggiata guidata e narrata, adatta alle famiglie, tra sorgenti, mulini ad acqua e paesaggio: si parte da via Reitana, per un percorso che restituisce la memoria di un territorio attraverso l’acqua e il lavoro. Sempre domenica, alle 10.30 e alle 11.30, si aprono le stanze private di Palazzo Martino Fiorini, tra dipinti e cimeli, fin sulla terrazza che domina i tetti e i campanili del centro storico, per poi chiudere con un rinfresco nell’antica cucina.
Ultimi due giorni tra libri, pittura e teatro: si visita la mostra permanente dell’Opera dei Pupi, per riconoscere una tradizione tutta acese, diversa per dimensioni, foggia e manovra da quelle palermitana e catanese; la basilica di San Sebastiano con gli affreschi di Pietro Paolo Vasta e l’altare del Santissimo Sacramento appena restaurato. Nell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Aci Catena, si cammina tra terme e antiche fornaci.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18
Un impasto di farine di grani antichi, il profumo del pane, un filo che dalla dea delle messi arriva alla patrona della città. Un ultimo weekend delle Le Vie dei Tesori a Catania per completare un itinerario, recuperare una visita rimandata, entrare negli atelier d’arte e spingersi fino ad Acireale, dove il finale mette insieme coriandoli e sabbia vulcanica, stanze private e sentieri tra i mulini. Si comincia dalle mani: quelle che lavorano il grano, custodiscono ricette e cuciono storie; ma sono anche le mani degli artisti, le mani che accarezzano un dromedario, che gettano un pugno di coriandoli. Due giorni ancora per un festival che in oltre un mese ha raccontato la città: sabato 7 novembre il viaggio inizia alle 16.30, all’Incremento Ippico, per un showcooking sui generis: “Demetra e il grano, Agata e l’olio” ritrovare una memoria che passa anche dalla tavola. Si preparerà il pane con la farina di grani antichi e si scopriranno i tanti utilizzi dell’olio evo, seguendo le tracce dell’antico culto della dea delle messi che ad un certo punto incontra la leggenda legata a sant’Agata, in uno dei quartieri più antichi della città.
Domenica 8 novembre, invece, si torna un’ultima volta da Marella Ferrera, nell’atelier che la stilista ha voluto nell’ala storica di Palazzo Biscari. Tra la Galleria Naturalia e la Galleria Antiquaria, tessuti, pizzi e creazioni raccontano un modo di leggere la Sicilia attraverso la moda, cercando materiali e suggestioni che ne restituiscono la bellezza. E visto che di artisti si parla, ecco un riepilogo: dalla casa atelier di Jean Calogero, ad Aci Castello, dove il colore e le visioni del pittore riportano agli anni parigini e alle opere amate dai grandi di Hollywood; a Villa Trinità a Mascalucia dove domenica alle 10.30 si attraversa il giardino e si entra nell’atelier di Salvatore Bonajuto, tra sculture, agavi e succulente; oppure in contemporanea ad Augusta dove saranno ancora le nipoti ad accompagnare alla scoperta della casa atelier di Albino Trigilio, artista eclettico, legato alla luce e alla sua città; nel pomeriggio, dalle 16 alle 18, si potrà invece incontrare Gaspare Lanteri, che di mestiere fa l’indoratore e mostrerà il lavoro paziente della foglia d’oro. A pochi passi, l’idroscalo apre sia sabato e domenica: un paesaggio di archeologia militare che conserva la memoria dei dirigibili e degli idrovolanti; dall’altro lato di Catania, a Trecastagni, si può provare ad accarezzare i dromedari di Gjmàla, assaggiare i biscottini fatti con il loro latte.
Torniamo a Catania centro: dove domenica riaprono alle visite i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per avvicinare agli strumenti e alle ricerche degli scienziati che studiano le astroparticelle. Sarà una sorpresa entrare a Palazzo delle Finanze, sede degli uffici tecnici, logistici e sanitari della Polizia di Stato per la Sicilia e la Calabria, tra radio e telefoni d’epoca, uniformi, armi e documenti d’archivio che raccontano come sono cambiati gli strumenti al servizio dei cittadini. Sabato alle 18.30, tra il Teatro Dusmet e la chiesa di San Filippo Neri, ci si può trasformare in investigatori cercando gli indizi di “Scena con delitto”.
I PALAZZI STORICI E I SITI ARCHEOLOGICI
Dall’elegante terrazza di Palazzo Asmundo di Gisira trasformato in un boutique hotel colmo di opere di artisti contemporanei; a Palazzo degli Elefanti, sede istituzionale del Comune. Si può salire su Porta Ferdinandea, attraverso una stretta scala a chiocciola, raggiungere il camminamento di San Nicolò l’Arena, per guardare la città dall’alto, passare per un saluto al “Cigno” dalla casa natale di Vincenzo Bellini; o entrare nel giardino segreto del chiostro di Santa Chiara dove vi attenderà una dolce sorpresa molto monacale. Sotto, comincia invece un altro viaggio: dalla bizantina cappella Bonajuto rappresentata da Houel, al Portico dell’Atleta, sotto via Crociferi, che custodisce il torso marmoreo del giovane da cui prende il nome; a Casa Liberti, la palazzina ottocentesca costruita sopra il terzo ambulacro del Teatro Romano; dall’Anfiteatro romano, un tempo capace di accogliere quindicimila spettatori, all’Ipogeo romano, la tomba monumentale raffigurata da Houel. Solo domenica apre il Foro romano, con gli ambienti sopravvissuti tra edifici e magazzini. Al Giardino Bellini si scende nel Criptoportico, la rete di gallerie che Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, volle nel suo “Laberinto” privato. Sabato la Biblioteca Ursino Recupero invita invece a seguire le tracce lasciate sui libri antichi: legature, annotazioni e segni di possesso che raccontano anche la vita dei loro lettori.
ACIREALE
Ad Acireale il finale comincia da materiali che appartengono alla sua identità: coriandoli monocromatici e sabbia vulcanica. Gli artisti di Coriandolata li trasformano in immagini e coinvolgeranno i partecipanti nella realizzazione delle opere: appuntamento sabato alle 17 e alle 18, al Palazzo del Turismo. Domenica alle 10 si imbocca invece l’antica Via dei Mulini, dall’area archeologica di Santa Venera al Pozzo fino a Capomulini (dove fu ritrovato il busto di Giulio Cesare che potrete ammirare alla Biblioteca Zelantea, tra volumi rari, manoscritti, dipinti e reperti). Una passeggiata guidata e narrata, adatta alle famiglie, tra sorgenti, mulini ad acqua e paesaggio: si parte da via Reitana, per un percorso che restituisce la memoria di un territorio attraverso l’acqua e il lavoro. Sempre domenica, alle 10.30 e alle 11.30, si aprono le stanze private di Palazzo Martino Fiorini, tra dipinti e cimeli, fin sulla terrazza che domina i tetti e i campanili del centro storico, per poi chiudere con un rinfresco nell’antica cucina.
Ultimi due giorni tra libri, pittura e teatro: si visita la mostra permanente dell’Opera dei Pupi, per riconoscere una tradizione tutta acese, diversa per dimensioni, foggia e manovra da quelle palermitana e catanese; la basilica di San Sebastiano con gli affreschi di Pietro Paolo Vasta e l’altare del Santissimo Sacramento appena restaurato. Nell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Aci Catena, si cammina tra terme e antiche fornaci.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18












