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A Bagheria apre l’antica torre d’avvistamento con la sorgente nascosta

Un gioiello privato del 1370, unico per pianta circolare, apre eccezionalmente al pubblico per Le Vie dei Tesori. La proprietaria Lara Ficano racconta la storia di famiglia, dagli antenati apicoltori alla scoperta di una grotta con acqua purissima. Un'occasione rara per esplorare un luogo rimasto intatto per secoli

Di Redazione

21 Settembre 2026

È una torre “tonda”, unica nel suo genere perché tutte le altre strutture simili dell’entroterra sono a pianta quadrata. Svetta tra i ruderi di un’antica masseria cinquecentesca che faceva parte delle “Case di Incorvino”, nelle campagne di Bagheria, e nasconde perfino una sorgente d’acqua purissima. È una delle novità dell’edizione 2026 del festival Le Vie dei Tesori nella cittadina del Palermitano, ancora visitabile nei due weekend 26 e 27 settembre e 3 e 4 ottobre.

La torre di avvistamento sembra addirittura anteriore alla masseria, sebbene nel corso dei secoli sia stata utilizzata per scopi diversi, anche come frutteto e come apiario, perché le mura alte creavano un riparo dai venti e una sorta di microclima. La masseria, invece, è stata dimenticata: i “piani originali”, i pavimenti in cotto o in terra battuta, furono ricoperti da terreno vegetale per favorire le coltivazioni di canna da zucchero e vite, mentre alcune porzioni delle mura furono usate per le recinzioni. Si salvò solo questa torre dalla forma circolare, unica nel territorio “bacharioto”.

“Di Torre Incorvino si sa pochissimo, è sempre stata una torre privata – racconta Lara Ficano, proprietaria del sito – . Noi abbiamo acquisito questa torre dai miei antenati, sappiamo che è del 1370 circa ed è l’unica a pianta circolare, quindi ha l’unicità assoluta della zona. Si conserva ancora nello stato d’origine, non ha mai subito restauri”.

Probabilmente era un magazzino utilizzato per il disboscamento del periodo della canna da zucchero. “Nel 1700-1800, con la Conca d’Oro, si cercava di riservare quello che erano gli agrumeti, e Torre Incorvino era la protezione di parte degli agrumeti”, continua Ficano. “Strategicamente ha una posizione che ci fa capire che era anche una torre di avvistamento, perché in linea d’aria abbiamo il castello di Solanto e dietro un’altra torre, nonché torre Amalfitano, ma di pianta rettangolare”. Uno degli obiettivi della famiglia è far conoscere questo luogo. “Il mio bisnonno, Carmelo Ficano, era uno dei pochi apicoltori del periodo e fu il motivo per il quale la nostra famiglia fu nominata ‘i lapari’, racconta ancora la proprietaria. “Abbiamo grandi sogni. Uno di questi è valorizzare il nostro territorio. Torre Incorvino ha anche una particolarità: una sorgente nascosta insieme a una grotta. È un’acqua naturale e anche solo vederla scorrere attorno a questi ruderi è un motivo di speranza”.

(Video Rosaura Bonfardino)