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A Borgo Vena nel santuario miracoloso fondato sull’acqua e salvato dalla lava

Affacciato sullo Ionio, all’interno della piccola frazione di Piedimonte Etneo, si trova un luogo avvolto da leggende. Si racconta che la mula che trasportava l'icona della Madonna si fermò e da sotto le sue zampe scaturì una sorgente che diede nome al borgo

Di Redazione

24 Maggio 2024

È un santuario dalla storia secolare, nato su una sorgente considerata miracolosa, da cui deriva il nome della locolalità in cui si trova: Borgo Vena, piccola frazione di Piedimonte Etneo adagiata sulle pendici del vulcano. In questo luogo affacciato sullo Ionio, tra il 575 e il 580 San Gregorio Magno, prima di essere eletto papa, fece costruire uno dei sei monasteri siciliani, dedicato a sant’Andrea Apostolo. In questi boschi di proprietà di sua madre, santa Silvia, i monaci portarono tutti gli attrezzi necessari e anche un’icona bizantina della Madonna.

Secondo la leggenda, arrivati su questa altura, i monaci stanchi, videro un grande prodigio: la mula che trasportava l’icona della Vergine si fermò e da sotto le sue zampe scaturì una sorgente d’acqua, che diede il nome Vena al luogo e all’immagine della Madonna raffigurata sul dipinto, che adesso è custodita sull’altare maggiore della chiesa.

Ma non è solo l’acqua a caratterizzare questo santuario, ma anche il fuoco dell’Etna. Perché all’interno del santuario si trova una statua lignea della Madonna considerata anch’essa miracolosa. Secondo quanto si racconta, durante l’eruzione del 6 febbraio 1865, la statua portata in processione fermò la colata lavica che minacciava le abitazioni.

Borgo Vena è una delle esperienze di Borghi dei Tesori Roots Festival, visitabile ancora sabato 25 e domenica 26 maggio per l’ultimo weekend. Nel video l’intervista al parrocco reggente del santuario, don Carmelo La Rosa.

(Video Giulio Giallombardo)