◉ PALERMO

L’abbraccio di Palermo a Rosalia tra fede, rito e spettacolo: oltre 400 mila al Festino

In tanti hanno sfidato il caldo torrido, seguendo il carro-giardino ideato da Mario Cucinella, dal Palazzo Reale al Foro Italico, in una notte scandita da videomapping, teatro, danza, droni luminosi e fuochi d'artificio. In scena gli attori siciliani Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano. Tra gli ospiti sul carro anche il presidente della Normandia Hervè Morin e Maria Concetta D'Amaso, madre della piccola tifosa rosanero Alessia La Rosa, in una serata che ha intrecciato devozione popolare e tecnologia

di Giulio Giallombardo

15 Luglio 2026

15 Luglio 2026

Un rito laico e religioso che si rinnova da quattro secoli. Ancora una volta, la sera del 14 luglio, il Cassaro si è trasformato in un palcoscenico all’aperto. Palermo ha celebrato il 402esimo Festino di Santa Rosalia, l’appuntamento che dal 1624 rinnova il ringraziamento popolare alla Santuzza per la liberazione dalla peste. Il progetto di quest’anno, ispirato a “Rosalia Normanna”, è firmato per il terzo anno consecutivo da Odd Agency insieme a CoopCulture, sotto la direzione artistica di Luca Pintacuda, ponendo le basi per l’Anno Europeo dei Normanni del 2027.

A dare voce al racconto sono stati tre attori siciliani  — Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano — coordinati dall’acting e casting director Carmelo Galati. Ad aprire la serata, a Palazzo dei Normanni, è stata proprio la voce narrante di Aita, che ha accompagnato un videomapping monumentale sulla facciata del Palazzo Reale, su testi firmati da Fabrizio Pedone, dedicato all’incontro tra popoli da cui è nata la civiltà arabo-normanna. Applausi anche per il contributo video inatteso dei tre giocatori “normanni” del Palermo Calcio, Joel Pohjanpalo, Jesse Joronen e Dennis Johnsen.

Un momento dello spettacolo alla Cattedrale

Sul sagrato della Cattedrale è andata in scena una mini-opera in tre atti — La Peste, La Fede, Il Rito — su un palco che ha inglobato il monumento con la statua di Rosalia, trasformandolo in un carro trionfale. In scena le coreografie della compagnia One Thousand Dance guidata da Luca Rapis e le musiche orchestrali al ritmo di pizzica della Batèria Siciliana. Giusy Buscemi ha interpretato l’atto della Fede, avvolta di bianco in un momento sospeso e ascetico; a Ester Pantano è toccato invece il Rito, l’esplosione corale che ha portato l’intera scena dal dolore alla bellezza condivisa, tra danzatori, coro e giochi di luce dal rosa al magenta.

Il palco allestito alla Cattedrale

Davanti alla Cattedrale anche un momento di raccoglimento e preghiera con le parole dell’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha chiuso il suo messaggio recitando il Padre Nostro insieme ai fedeli e invocando resistenza e riscatto per tutti gli abitanti della città, di qualsiasi origine ed etnia. Lorefice ha condiviso anche alcune lettere firmate dai giovani dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che hanno dedicato le loro opere alla Santuzza come simbolo di ribellione contro le “nuove pesti” del presente.

La statua di Rosalia disegnata da Filippo Sapienza

Ai Quattro Canti, cuore della manifestazione, i tre attori si sono ritrovati “spogliati” dei loro personaggi per un dialogo con la città, scandito da un filo continuo di led proiettati sui Canti, ispirato agli apparati effimeri del Seicento. Gli attori hanno concluso la loro scena con il grido di devozione “Viva Palermo e Santa Rosalia”, a cui si è aggiunto quello del sindaco Roberto Lagalla, sul carro insieme a Hervè Morin, presidente della Regione Normandia, invitato ad anticipare i temi dell’Anno Europeo dei Normanni 2027, e Maria Concetta D’Amaso, madre della piccola Alessia La Rosa, la giovanissima tifosa del Palermo Calcio scomparsa poco tempo fa, alla quale la serata ha voluto dedicare un pensiero speciale.

“Oltre 400 mila persone ieri hanno partecipato ad una festa corale che è riuscita a raccontare la città e la Santuzza arrivando al cuore di ogni palermitano – ha commentato il sindaco di Palermo – . Sono felice della partecipazione intensa, ordinata, della grande presenza di turisti stranieri. Un racconto identitario che ha segnato un momento di svolta, rinascita, riscatto e proiezione verso il futuro di Palermo”.

I droni luminosi nel cielo di Palermo

Grande protagonista della notte è stato il Carro trionfale, alto circa dieci metri, firmato dallo studio Mca – Mario Cucinella Architects: un “bio-carro” concepito come un giardino mediterraneo, con oltre 150 esemplari botanici scelti in collaborazione con l’Orto Botanico di Palermo. Sul carro campeggiava la nuova statua della Santa, alta due metri, opera dello scultore Filippo Sapienza — riprodotta tramite scansione digitale e stampa 3D grazie al lavoro di Cristian Mancino ed Enrico Lepre di RuiLab Palermo — avvolta da trecento farfalle luminose e con tra le mani una croce ricavata dal legno delle barche dei migranti e un ramo d’ulivo, simbolo di pace. I costumi portavano la firma di Carlos Navarrete-Patiño e Lidia Falletta (quest’ultima anche direttrice operativa), mentre le musiche originali erano di Santi Pulvirenti e le proiezioni curate da Antonino Serafino. A muovere materialmente il carro lungo il Cassaro sono stati i giovani della Primavera del Palermo Calcio, coinvolti in una delle collaborazioni più originali dell’edizione.

L’icona di Rosalia disegnata dai droni

Il corteo ha poi raggiunto Porta Felice, dove uno sciame di droni curato da Drone Show Italy ha composto nel cielo scritte e simboli legati alla città e alla Santa, sincronizzati con luci e musica. Il Festino si è infine chiuso al Foro Italico con quarantacinque minuti di fuochi d’artificio sul mare, a cura di La Rosa International Fireworks, davanti a una folla di migliaia di persone che ha sfidato il caldo torrido. Un Festino, quello 2026, costruito grazie al lavoro di oltre cento professionisti tra artisti, scenografi, costumisti, scultori e creativi digitali, che ha voluto guardare avanti verso il Millennio Normanno del 2027 ricordando le proprie radici.

(Foto: Giulio Giallombardo)

Lo spettacolo dei fuochi d’artificio

Un rito laico e religioso che si rinnova da quattro secoli. Ancora una volta, la sera del 14 luglio, il Cassaro si è trasformato in un palcoscenico all’aperto. Palermo ha celebrato il 402esimo Festino di Santa Rosalia, l’appuntamento che dal 1624 rinnova il ringraziamento popolare alla Santuzza per la liberazione dalla peste. Il progetto di quest’anno, ispirato a “Rosalia Normanna”, è firmato per il terzo anno consecutivo da Odd Agency insieme a CoopCulture, sotto la direzione artistica di Luca Pintacuda, ponendo le basi per l’Anno Europeo dei Normanni del 2027.

A dare voce al racconto sono stati tre attori siciliani  — Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano — coordinati dall’acting e casting director Carmelo Galati. Ad aprire la serata, a Palazzo dei Normanni, è stata proprio la voce narrante di Aita, che ha accompagnato un videomapping monumentale sulla facciata del Palazzo Reale, su testi firmati da Fabrizio Pedone, dedicato all’incontro tra popoli da cui è nata la civiltà arabo-normanna. Applausi anche per il contributo video inatteso dei tre giocatori “normanni” del Palermo Calcio, Joel Pohjanpalo, Jesse Joronen e Dennis Johnsen.

Un momento dello spettacolo alla Cattedrale

Sul sagrato della Cattedrale è andata in scena una mini-opera in tre atti — La Peste, La Fede, Il Rito — su un palco che ha inglobato il monumento con la statua di Rosalia, trasformandolo in un carro trionfale. In scena le coreografie della compagnia One Thousand Dance guidata da Luca Rapis e le musiche orchestrali al ritmo di pizzica della Batèria Siciliana. Giusy Buscemi ha interpretato l’atto della Fede, avvolta di bianco in un momento sospeso e ascetico; a Ester Pantano è toccato invece il Rito, l’esplosione corale che ha portato l’intera scena dal dolore alla bellezza condivisa, tra danzatori, coro e giochi di luce dal rosa al magenta.

Il palco allestito alla Cattedrale

Davanti alla Cattedrale anche un momento di raccoglimento e preghiera con le parole dell’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha chiuso il suo messaggio recitando il Padre Nostro insieme ai fedeli e invocando resistenza e riscatto per tutti gli abitanti della città, di qualsiasi origine ed etnia. Lorefice ha condiviso anche alcune lettere firmate dai giovani dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che hanno dedicato le loro opere alla Santuzza come simbolo di ribellione contro le “nuove pesti” del presente.

La statua di Rosalia disegnata da Filippo Sapienza

Ai Quattro Canti, cuore della manifestazione, i tre attori si sono ritrovati “spogliati” dei loro personaggi per un dialogo con la città, scandito da un filo continuo di led proiettati sui Canti, ispirato agli apparati effimeri del Seicento. Gli attori hanno concluso la loro scena con il grido di devozione “Viva Palermo e Santa Rosalia”, a cui si è aggiunto quello del sindaco Roberto Lagalla, sul carro insieme a Hervè Morin, presidente della Regione Normandia, invitato ad anticipare i temi dell’Anno Europeo dei Normanni 2027, e Maria Concetta D’Amaso, madre della piccola Alessia La Rosa, la giovanissima tifosa del Palermo Calcio scomparsa poco tempo fa, alla quale la serata ha voluto dedicare un pensiero speciale.

“Oltre 400 mila persone ieri hanno partecipato ad una festa corale che è riuscita a raccontare la città e la Santuzza arrivando al cuore di ogni palermitano – ha commentato il sindaco di Palermo – . Sono felice della partecipazione intensa, ordinata, della grande presenza di turisti stranieri. Un racconto identitario che ha segnato un momento di svolta, rinascita, riscatto e proiezione verso il futuro di Palermo”.

I droni luminosi nel cielo di Palermo

Grande protagonista della notte è stato il Carro trionfale, alto circa dieci metri, firmato dallo studio Mca – Mario Cucinella Architects: un “bio-carro” concepito come un giardino mediterraneo, con oltre 150 esemplari botanici scelti in collaborazione con l’Orto Botanico di Palermo. Sul carro campeggiava la nuova statua della Santa, alta due metri, opera dello scultore Filippo Sapienza — riprodotta tramite scansione digitale e stampa 3D grazie al lavoro di Cristian Mancino ed Enrico Lepre di RuiLab Palermo — avvolta da trecento farfalle luminose e con tra le mani una croce ricavata dal legno delle barche dei migranti e un ramo d’ulivo, simbolo di pace. I costumi portavano la firma di Carlos Navarrete-Patiño e Lidia Falletta (quest’ultima anche direttrice operativa), mentre le musiche originali erano di Santi Pulvirenti e le proiezioni curate da Antonino Serafino. A muovere materialmente il carro lungo il Cassaro sono stati i giovani della Primavera del Palermo Calcio, coinvolti in una delle collaborazioni più originali dell’edizione.

L’icona di Rosalia disegnata dai droni

Il corteo ha poi raggiunto Porta Felice, dove uno sciame di droni curato da Drone Show Italy ha composto nel cielo scritte e simboli legati alla città e alla Santa, sincronizzati con luci e musica. Il Festino si è infine chiuso al Foro Italico con quarantacinque minuti di fuochi d’artificio sul mare, a cura di La Rosa International Fireworks, davanti a una folla di migliaia di persone che ha sfidato il caldo torrido. Un Festino, quello 2026, costruito grazie al lavoro di oltre cento professionisti tra artisti, scenografi, costumisti, scultori e creativi digitali, che ha voluto guardare avanti verso il Millennio Normanno del 2027 ricordando le proprie radici.

(Foto: Giulio Giallombardo)

Lo spettacolo dei fuochi d’artificio