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Le Vie dei Tesori festeggia la decima edizione a Caltanissetta

Si entra dentro il cantiere dell’antico gasometro e nella casa dello scultore. Una città da riscoprire tra immagini miracolose e le carte delle miniere. Tre weekend, da sabato 10 a domenica 25 ottobre, con quindici luoghi aperti e raccontati, laboratori, esperienze e spettacoli: dalla memoria dello zolfo ai nuovi spazi dell’arte

di Redazione

5 Ottobre 2026

5 Ottobre 2026

Un gasometro che illuminava la città e che adesso si lascia scoprire a cantiere aperto. La casa di uno scultore partito dalla Saccara per lasciare la sua firma sui monumenti di Roma. Il palazzo che ospitò Re Ferdinando, un’aula scolastica ricostruita dell’epoca fascista, e le carte delle miniere che raccontano quanto lo zolfo abbia cambiato il paesaggio e la vita delle persone. Le Vie dei Tesori tornano a Caltanissetta e festeggiano i loro primi dieci anni negli stessi giorni in cui il festival-madre compie vent’anni. Di fatto un doppio compleanno che si srotolerà lungo quindici luoghi – alcuni del tutto inediti e una sorpresa per gli stessi cittadini – e proporrà esperienze, laboratori, passeggiate e spettacoli. Un viaggio iniziato nel 2017, quando uno dei maggiori festival italiani di rigenerazione culturale, ha deciso di espandersi anche fuori da Palermo dove era nato nel 2006. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione nel foyer del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta (qui il programma).

Ex gasometro

Tre fine settimana, sempre sabato e domenica (10 e 11, 17 e 18, 24 e 25 ottobre), per una manifestazione nata sin dall’inizio con il sostegno del Comune di Caltanissetta e specificatamente, dell’assessorato alla Cultura oggi retto dall’assessore e vicesindaco Giovanna Candura. “A Caltanissetta ripetiamo anche per il decimo anno questa esperienza positiva che dimostra l’interesse dei visitatori a scoprire le bellezze dei nostri territori – dichiara l’assessore Giovanna Candura -. Ringrazio tutti i partner che si sono impegnati a far sì che questa iniziativa possa svolgersi sempre meglio. Abbiamo tanti tesori e il nostro obiettivo è anche quello di poterli fare emergere e conoscere”.

 “L’impegno della ProLoco – prosegue il Presidente della ProLoco Caltanissetta Luca Miccichè –, come sempre, spazierà dagli aspetti logistici a quelli di promozione culturale. Nel nostro InfoPoint sarà possibile acquistare i coupon e il nostro personale sarà presente nei vari siti durante le aperture. Le vie dei Tesori è un progetto al quale abbiamo scelto di aderire perché amiamo la nostra città e vogliamo contribuire a promuoverne le sue bellezza”.

“Aprire e scoprire luoghi non più visitabili sia ai cittadini del proprio territorio sia ad altri visitatori provenienti da altri Comuni. Nasce così, a Palermo, Le vie dei Tesori e dieci anni dopo siamo riusciti a portarlo anche a Caltanissetta – ha concluso il referente di Caltanissetta Pasquale Tornatore -. E da quel momento i siti sono continuati ad aumentare e a presentarsi con una veste sempre rinnovata e più interessante. La partecipazione delle scuole, inoltre, non è un mero accessorio collaterale ma un perno del Festival che oggi include 7 tra istituti e licei della città di Caltanissetta. I giovani sono il nostro futuro e noi dobbiamo impegnarci per far comprendere qual è il loro tesoro”.

La presentazione del Festival a Caltanissetta

“Per me è un vero piacere che il Comune di Santa Caterina sia  presente nel calendario della città di Caltanissetta con una ciclopasseggiata che collega i due territori – conclude l’assessore di Santa Caterina Pietro Milano -. La bellezza è condivisione e inclusione”.

 “Il gruppo Romano è fortemente orgoglioso sponsorizzare questa manifestazione – dichiara la responsabile marketing del Gruppo Romano Costanza Antioco -. Come azienda vogliamo valorizzare la cultura locale, non soltanto con i prodotti agroalimentari ma anche con i luoghi e la loro storia”.

L’edizione delle Vie dei Tesori è stata realizzata anche con il supporto, in qualità di sponsor, di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Poste Italiane. Per l’edizione 2026 il gruppo di lavoro di Caltanissetta è stato composto da Pasquale Tornatore, Michele Mendolia Calella, Michelangelo Lacagnina (referente tecnico – assessorato Cultura Comune di Caltanissetta), Luigi Garbato, Alessia Gattuso, Carlo Mastrosimone, Luca Micciché (Pro Loco di Caltanissetta), Aurelia Speziale, Selene Tumminelli. Le visite ai luoghi saranno curate da 305 studentesse e studenti dei sette istituti che hanno aderito alla Formazione Scuola-Lavoro promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale: IISS A. Manzoni – F. Juvara, IISS S. Mottura, ITET M. Rapisardi – L. Da Vinci, Liceo Artistico R. Assunto, Liceo classico linguistico coreutico R. Settimo e Liceo Scientifico A.Volta.

Il programma e i siti aperti al pubblico

L’edizione di Caltanissetta attraverserà le sue trasformazioni: quelle già compiute, quelle in corso, quelle affidate a chi recupera un edificio, apre uno spazio d’arte, continua a impastare il pane in un piccolo borgo.

Casa natale Tripisciano

Tra le aperture più attese, l’ex gasometro nel quartiere degli Angeli: costruito nel 1867, alimentava una rete di 12mila metri di tubature e trecento punti luce. Poi arrivò l’elettricità e l’“usina del gas” perse la sua funzione. Oggi il recupero con fondi PNRR ne prepara la trasformazione in spazio espositivo e museale: il festival permetterà di entrare per la prima volta nel cantiere. Un’altra restituzione riguarda da un paio d’anni la casa natale di Michele Tripisciano, lo scultore nisseno che lavorò all’Altare della Patria e al Palazzo di Giustizia di Roma. Restaurata dopo decenni di abbandono, ospita anche i vasi in ceramica di Marilù Viviano che condurrà anche un laboratorio sulla manipolazione dell’argilla.

Chiesa di Sant’Antonio alla Saccara

Alla Saccara si incontra la memoria di padre Angelico Lipani, il frate che accolse le figlie degli zolfatari morti nelle tragedie minerarie: la sua casa continua a ospitare attività sociali per il quartiere. Poco distante, Sant’Antonio racconta la devozione dei fedeli che ne finanziarono la costruzione e conserva l’Addolorata di Francesco Biangardi, autore delle Vare. Il percorso tra le chiese raggiunge la seicentesca San Giuseppe, con gli affreschi di Tommaso Pollace e la statua del patrono rivestita in oro; Santa Maria della Provvidenza, dove si sposò Leonardo Sciascia, nel quartiere oggi attraversato dalla street art; Santa Maria delle Grazie, con l’immagine miracolosa dipinta su ardesia e i ritratti dei capitani della Real Maestranza. Ritorna San Domenico dove si scoprono la storia dei Moncada e la cripta settecentesca con i colatoi per l’essiccazione dei cadaveri; all’abbazia di Santo Spirito, dove i cappuccini distillavano l’infuso che sarebbe poi diventato l’Amaro Averna.

I Moncada ritornano nel Lapidarium del loro palazzo, tra mensoloni scolpiti, figure umane e animali fantastici, una ghigliottina borbonica e i ritratti di Francesco Guadagnuolo. Cambia lo sguardo al Museo della satira Luigi Mastrosimone, dove le caricature in argilla dialogano con la mostra contemporanea “Icons” del Kollettivo Pink. Dentro Villa Lapadura, un nuovo cenacolo, l’Officina degli artisti accoglie le fotografie di Luciano Del Castillo, un’installazione sonora di Cristian Argento e Lucio Bacile e la pittura di Sara Arnau.

Caserma dei Vigili del fuoco

Si torna tra i banchi nella scuola-museo San Giusto, dove è stata ricostruita un’aula degli anni Trenta dello scorso secolo, con gli armonium e un grande proiettore degli anni Trenta. Si ritorna nella caserma dei Vigili del Fuoco per conoscere mezzi, attrezzature e lavoro del soccorso. E ci si ritrova tra i terrazzamenti del parco Sotto il Monastero, dove il verde incontra spettacolo e land art; sarà uno dei centri nevralgici del festival, tra teatro, concerti e mostre.

Ritorna Palazzo Giordano che ospitò Ferdinando II di Borbone: un’occasione ammirare le sue volte affrescate e le sculture di Sebastiano Messina. Le esperienze portano nell’ex scuola Luigi Monaco, restaurata come emeroteca della Biblioteca Scarabelli e aperta per la prima volta al pubblico in occasione del festival: la mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo”, curata da Marcello Frangiamone, mette insieme cartografia mineraria e tecnologie multimediali. E sempre in biblioteca, si sperimenta la scrittura cinese con Armando Turturici (in omaggio al nisseno Girolamo Gravina, missionario in Cina nel XVII secolo), e il laboratorio “Musica e Parole” con Federica Falzone e Damiano Gentile.

Maurizio Spinello

Fuori città, il Forno Santa Rita della famiglia Spinello lega le visite alla storia di rinascita del borgo; Adamantea racconta invece l’allevamento della capra girgentana e il lavoro dei casari. Il 18 ottobre una ciclopasseggiata raggiungerà Santa Caterina Villarmosa, passando tra borghi rurali, masserie e paesaggi dell’entroterra.

Il parco Sotto il Monastero sarà anche palcoscenico: “Il mare di carta” di Ivan Giumento guarda alle migrazioni; “Saraceno di Sicilia” intreccia le voci dei poeti e le storie dei carusi; la Giovane Orchestra Sicula, diretta da Raimondo Capizzi, porta dal vivo le grandi colonne sonore. Con “ALSAMT”, Alberto Antonio Foresta invita a percorrere la poesia tra le pietre, accompagnato dal coro Diapasong diretto da Gabriele Ferrara.

 Il primo weekend: le esperienze di sabato 10 e domenica 11 ottobre

I quindici luoghi del festival saranno aperti in tutti e tre i weekend, seppure con orari diversi (www.leviedeitesori.com). Per quanto riguarda le esperienze, si comincia sabato 10 ottobre con le carte minerarie dell’ex scuola Luigi Monaco e la visita a Palazzo Giordano. Sabato e domenica si potrà lavorare l’argilla con Marilù Viviano; domenica sarà la volta della scrittura cinese alla Biblioteca Scarabelli e del pane del borgo Santa Rita. Al parco Sotto il Monastero, sabato alle 17 è in programma “Il mare di carta”, mentre domenica si incontreranno l’installazione “ALSAMT” e le voci del coro Diapasong. Un primo fine settimana che tiene insieme la città dello zolfo, il lavoro delle mani e i nuovi linguaggi dell’arte.

Le Vie dei Tesori nelle altre città

Dopo aver chiuso ieri la prima tranche con otto città, sabato prossimo il festival partirà anche a Castelvetrano, Corleone, Marsala, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese; dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, sempre da sabato 10 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove i fine settimana di visite, esperienze e passeggiate saranno addirittura sei, da venerdì prossimo (9 ottobre) al 15 novembre, ma con un’anteprima giovedì, una visita teatralizzata all’Grand Hotel et des Palmes che è andata esaurita in sole due ore dalla sua pubblicazione.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18

Un gasometro che illuminava la città e che adesso si lascia scoprire a cantiere aperto. La casa di uno scultore partito dalla Saccara per lasciare la sua firma sui monumenti di Roma. Il palazzo che ospitò Re Ferdinando, un’aula scolastica ricostruita dell’epoca fascista, e le carte delle miniere che raccontano quanto lo zolfo abbia cambiato il paesaggio e la vita delle persone. Le Vie dei Tesori tornano a Caltanissetta e festeggiano i loro primi dieci anni negli stessi giorni in cui il festival-madre compie vent’anni. Di fatto un doppio compleanno che si srotolerà lungo quindici luoghi – alcuni del tutto inediti e una sorpresa per gli stessi cittadini – e proporrà esperienze, laboratori, passeggiate e spettacoli. Un viaggio iniziato nel 2017, quando uno dei maggiori festival italiani di rigenerazione culturale, ha deciso di espandersi anche fuori da Palermo dove era nato nel 2006. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione nel foyer del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta (qui il programma).

Ex gasometro

Tre fine settimana, sempre sabato e domenica (10 e 11, 17 e 18, 24 e 25 ottobre), per una manifestazione nata sin dall’inizio con il sostegno del Comune di Caltanissetta e specificatamente, dell’assessorato alla Cultura oggi retto dall’assessore e vicesindaco Giovanna Candura. “A Caltanissetta ripetiamo anche per il decimo anno questa esperienza positiva che dimostra l’interesse dei visitatori a scoprire le bellezze dei nostri territori – dichiara l’assessore Giovanna Candura -. Ringrazio tutti i partner che si sono impegnati a far sì che questa iniziativa possa svolgersi sempre meglio. Abbiamo tanti tesori e il nostro obiettivo è anche quello di poterli fare emergere e conoscere”.

 “L’impegno della ProLoco – prosegue il Presidente della ProLoco Caltanissetta Luca Miccichè –, come sempre, spazierà dagli aspetti logistici a quelli di promozione culturale. Nel nostro InfoPoint sarà possibile acquistare i coupon e il nostro personale sarà presente nei vari siti durante le aperture. Le vie dei Tesori è un progetto al quale abbiamo scelto di aderire perché amiamo la nostra città e vogliamo contribuire a promuoverne le sue bellezza”.

“Aprire e scoprire luoghi non più visitabili sia ai cittadini del proprio territorio sia ad altri visitatori provenienti da altri Comuni. Nasce così, a Palermo, Le vie dei Tesori e dieci anni dopo siamo riusciti a portarlo anche a Caltanissetta – ha concluso il referente di Caltanissetta Pasquale Tornatore -. E da quel momento i siti sono continuati ad aumentare e a presentarsi con una veste sempre rinnovata e più interessante. La partecipazione delle scuole, inoltre, non è un mero accessorio collaterale ma un perno del Festival che oggi include 7 tra istituti e licei della città di Caltanissetta. I giovani sono il nostro futuro e noi dobbiamo impegnarci per far comprendere qual è il loro tesoro”.

La presentazione del Festival a Caltanissetta

“Per me è un vero piacere che il Comune di Santa Caterina sia  presente nel calendario della città di Caltanissetta con una ciclopasseggiata che collega i due territori – conclude l’assessore di Santa Caterina Pietro Milano -. La bellezza è condivisione e inclusione”.

 “Il gruppo Romano è fortemente orgoglioso sponsorizzare questa manifestazione – dichiara la responsabile marketing del Gruppo Romano Costanza Antioco -. Come azienda vogliamo valorizzare la cultura locale, non soltanto con i prodotti agroalimentari ma anche con i luoghi e la loro storia”.

L’edizione delle Vie dei Tesori è stata realizzata anche con il supporto, in qualità di sponsor, di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Poste Italiane. Per l’edizione 2026 il gruppo di lavoro di Caltanissetta è stato composto da Pasquale Tornatore, Michele Mendolia Calella, Michelangelo Lacagnina (referente tecnico – assessorato Cultura Comune di Caltanissetta), Luigi Garbato, Alessia Gattuso, Carlo Mastrosimone, Luca Micciché (Pro Loco di Caltanissetta), Aurelia Speziale, Selene Tumminelli. Le visite ai luoghi saranno curate da 305 studentesse e studenti dei sette istituti che hanno aderito alla Formazione Scuola-Lavoro promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale: IISS A. Manzoni – F. Juvara, IISS S. Mottura, ITET M. Rapisardi – L. Da Vinci, Liceo Artistico R. Assunto, Liceo classico linguistico coreutico R. Settimo e Liceo Scientifico A.Volta.

Il programma e i siti aperti al pubblico

L’edizione di Caltanissetta attraverserà le sue trasformazioni: quelle già compiute, quelle in corso, quelle affidate a chi recupera un edificio, apre uno spazio d’arte, continua a impastare il pane in un piccolo borgo.

Casa natale Tripisciano

Tra le aperture più attese, l’ex gasometro nel quartiere degli Angeli: costruito nel 1867, alimentava una rete di 12mila metri di tubature e trecento punti luce. Poi arrivò l’elettricità e l’“usina del gas” perse la sua funzione. Oggi il recupero con fondi PNRR ne prepara la trasformazione in spazio espositivo e museale: il festival permetterà di entrare per la prima volta nel cantiere. Un’altra restituzione riguarda da un paio d’anni la casa natale di Michele Tripisciano, lo scultore nisseno che lavorò all’Altare della Patria e al Palazzo di Giustizia di Roma. Restaurata dopo decenni di abbandono, ospita anche i vasi in ceramica di Marilù Viviano che condurrà anche un laboratorio sulla manipolazione dell’argilla.

Chiesa di Sant’Antonio alla Saccara

Alla Saccara si incontra la memoria di padre Angelico Lipani, il frate che accolse le figlie degli zolfatari morti nelle tragedie minerarie: la sua casa continua a ospitare attività sociali per il quartiere. Poco distante, Sant’Antonio racconta la devozione dei fedeli che ne finanziarono la costruzione e conserva l’Addolorata di Francesco Biangardi, autore delle Vare. Il percorso tra le chiese raggiunge la seicentesca San Giuseppe, con gli affreschi di Tommaso Pollace e la statua del patrono rivestita in oro; Santa Maria della Provvidenza, dove si sposò Leonardo Sciascia, nel quartiere oggi attraversato dalla street art; Santa Maria delle Grazie, con l’immagine miracolosa dipinta su ardesia e i ritratti dei capitani della Real Maestranza. Ritorna San Domenico dove si scoprono la storia dei Moncada e la cripta settecentesca con i colatoi per l’essiccazione dei cadaveri; all’abbazia di Santo Spirito, dove i cappuccini distillavano l’infuso che sarebbe poi diventato l’Amaro Averna.

I Moncada ritornano nel Lapidarium del loro palazzo, tra mensoloni scolpiti, figure umane e animali fantastici, una ghigliottina borbonica e i ritratti di Francesco Guadagnuolo. Cambia lo sguardo al Museo della satira Luigi Mastrosimone, dove le caricature in argilla dialogano con la mostra contemporanea “Icons” del Kollettivo Pink. Dentro Villa Lapadura, un nuovo cenacolo, l’Officina degli artisti accoglie le fotografie di Luciano Del Castillo, un’installazione sonora di Cristian Argento e Lucio Bacile e la pittura di Sara Arnau.

Caserma dei Vigili del fuoco

Si torna tra i banchi nella scuola-museo San Giusto, dove è stata ricostruita un’aula degli anni Trenta dello scorso secolo, con gli armonium e un grande proiettore degli anni Trenta. Si ritorna nella caserma dei Vigili del Fuoco per conoscere mezzi, attrezzature e lavoro del soccorso. E ci si ritrova tra i terrazzamenti del parco Sotto il Monastero, dove il verde incontra spettacolo e land art; sarà uno dei centri nevralgici del festival, tra teatro, concerti e mostre.

Ritorna Palazzo Giordano che ospitò Ferdinando II di Borbone: un’occasione ammirare le sue volte affrescate e le sculture di Sebastiano Messina. Le esperienze portano nell’ex scuola Luigi Monaco, restaurata come emeroteca della Biblioteca Scarabelli e aperta per la prima volta al pubblico in occasione del festival: la mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo”, curata da Marcello Frangiamone, mette insieme cartografia mineraria e tecnologie multimediali. E sempre in biblioteca, si sperimenta la scrittura cinese con Armando Turturici (in omaggio al nisseno Girolamo Gravina, missionario in Cina nel XVII secolo), e il laboratorio “Musica e Parole” con Federica Falzone e Damiano Gentile.

Maurizio Spinello

Fuori città, il Forno Santa Rita della famiglia Spinello lega le visite alla storia di rinascita del borgo; Adamantea racconta invece l’allevamento della capra girgentana e il lavoro dei casari. Il 18 ottobre una ciclopasseggiata raggiungerà Santa Caterina Villarmosa, passando tra borghi rurali, masserie e paesaggi dell’entroterra.

Il parco Sotto il Monastero sarà anche palcoscenico: “Il mare di carta” di Ivan Giumento guarda alle migrazioni; “Saraceno di Sicilia” intreccia le voci dei poeti e le storie dei carusi; la Giovane Orchestra Sicula, diretta da Raimondo Capizzi, porta dal vivo le grandi colonne sonore. Con “ALSAMT”, Alberto Antonio Foresta invita a percorrere la poesia tra le pietre, accompagnato dal coro Diapasong diretto da Gabriele Ferrara.

 Il primo weekend: le esperienze di sabato 10 e domenica 11 ottobre

I quindici luoghi del festival saranno aperti in tutti e tre i weekend, seppure con orari diversi (www.leviedeitesori.com). Per quanto riguarda le esperienze, si comincia sabato 10 ottobre con le carte minerarie dell’ex scuola Luigi Monaco e la visita a Palazzo Giordano. Sabato e domenica si potrà lavorare l’argilla con Marilù Viviano; domenica sarà la volta della scrittura cinese alla Biblioteca Scarabelli e del pane del borgo Santa Rita. Al parco Sotto il Monastero, sabato alle 17 è in programma “Il mare di carta”, mentre domenica si incontreranno l’installazione “ALSAMT” e le voci del coro Diapasong. Un primo fine settimana che tiene insieme la città dello zolfo, il lavoro delle mani e i nuovi linguaggi dell’arte.

Le Vie dei Tesori nelle altre città

Dopo aver chiuso ieri la prima tranche con otto città, sabato prossimo il festival partirà anche a Castelvetrano, Corleone, Marsala, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese; dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre arriva Ragusa. Catania occupa un mese intero, sempre da sabato 10 ottobre all’8 novembre. E infine Palermo dove i fine settimana di visite, esperienze e passeggiate saranno addirittura sei, da venerdì prossimo (9 ottobre) al 15 novembre, ma con un’anteprima giovedì, una visita teatralizzata all’Grand Hotel et des Palmes che è andata esaurita in sole due ore dalla sua pubblicazione.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18