Pasqua speciale a Giuliana: torna il rito della “Pace” dopo 75 anni

Nuova tappa del progetto di rigenerazione urbana curato dall’alleanza creativa Sperone167 nel quartiere del capoluogo. Sabato 22 ottobre si inaugura una grande opera di pittura urbana delle artiste argentine Medianeras. Si comincia con un tour delle Vie dei Tesori, poi concerti e installazioni visuali

di Angela Mannino

6 Aprile 2023

Appuntamento da non perdere, la mattina della domenica di Pasqua a Giuliana. Nel piccolo borgo medievale del Palermitano, con il suo bel castello federiciano, a poco meno di ottocento metri sul mare, di “A Paci” era rimasto soltanto il ricordo evocato con malinconia dai racconti dei nonni. L’antico rito che vuole, durante la domenica di Pasqua, l’incontro in piazza tra la Madonna e il Cristo Risorto, l’ultima volta infatti era stato celebrato nel 1948. La prossima domenica di Pasqua, il suo ritorno dopo ben settantacinque anni di oblio, grazie ai ricordi indelebili di Vincenzo Marchisotta, giulianese doc classe 1933, ex impiegato comunale, che il prossimo 15 aprile compirà novant’anni; e che, all’ultima “A Paci”, partecipò appena quindicenne.

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Uno dei vicoli di Giuliana

A raccogliere la sua testimonianza è stata Carla Cancemi che, in collaborazione con l’amministrazione comunale, le quattro confraternite di Giuliana, l’associazione bandistica musicale “Giuseppe Catalanotto” e la parrocchia Maria Santissima Assunta, sta curando l’organizzazione dell’evento.
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Vincenzo Marchisotta

“Quando – dice Carla Cancemi – insieme con le confraternite di Maria Santissima dei Sette Dolori, del Santissimo Crocifisso, degli Agonizzanti e del Rosario, abbiamo deciso di provare a riportare in vita un rito di cui non avevamo memoria, se non riflessa, abbiamo pensato che sarebbe stato bello trovare qualcuno che ce lo raccontasse in prima persona. È iniziata, così, una sorta di caccia alla memoria. Abbiamo cercato testimonianze dirette tra gli anziani di Giuliana e abbiamo trovato il signor Vincenzo, una vera risorsa. Nella piccola cucina della casa dove vive con la figlia Antonella, mi ha raccontato di quando era ragazzo e non stava fermo un minuto. Di quando, nella banda del paese composta allora da ben cinquantacinque elementi, suonava il bombardino, uno strumento a fiato della famiglia degli ottoni. E di quella volta che, nel lontano 1948, partecipò all’ultima edizione di ‘A Paci’. È grazie a lui che abbiamo potuto ricostruire i vari momenti del rito che riproporremo la domenica di Pasqua”.
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Statua dell’Addolorata

Un rito che caratterizza diverse celebrazioni pasquali, soprattutto dell’Italia meridionale.  Chiamato anche “U ‘Ncuontru”, “L’incontro”, a Giuliana si distingue per una caratteristica unica: la presenza di due angeli, uno verde acqua e l’altro bianco, che nell’annunciare la resurrezione di Gesù, assolvono al compito che altrove viene solitamente svolto da San Michele.
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Giuliana, piazza della Repubblica

Portati a spalla dai fedeli, i due angeli correranno da una parte all’altra di piazza della Repubblica dove su pali alti quattro metri saranno esposti gli stendardi delle confraternite, che i confrati sventoleranno al modo degli sbandieratori. In una atmosfera unica, la banda sottolineerà, enfatizzandoli con una musica prima di attesa e poi di trionfo e grande gioia, il momento in cui dopo l’annuncio della resurrezione, ci sarà l’incontro, “A Paci”, tra il simulacro della Madonna e quello del Cristo Risorto, una statua del Sedicesimo secolo in legno policromo, appena restaurata grazie al patrocinio del Comune.
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Statua del Cristo Risorto

“Nella valorizzazione del nostro territorio – dice il sindaco di Giuliana, Francesco Scarpinatoil recupero delle antiche tradizioni è uno degli obiettivi della nostra amministrazione. Lo abbiamo fatto in occasione delle scorse festività natalizie, riportando in vita la tradizione gastronomica dello Sfincione Dolce e promuovendo l’Oliva Giarraffa; e ora per Pasqua, grazie all’impegno di tutte e quattro le nostre confraternite che stanno lavorando incessantemente e all’unisono, faremo rivivere dopo ‘appena’ un secolo meno un quarto, l’antico rito di ‘A Paci’”.