anfore
L'intervento di recupero, promosso dalla Soprintendenza del Mare, ha riportato alla luce lo scafo ellenistico individuato nel 1966. A causa dell'estrema profondità dei resti dell'imbarcazione, adagiata su un fondale che degrada fino a 100 metri, molti tentativi di recupero si sono conclusi in tragedia. Adesso sarà restaurata ed esposta nel museo archeologico "Bernabò Brea"
Un progetto innovativo porta l’archeologia subacquea nell’era digitale: al largo di Capo Graziano, una mappatura tridimensionale ad altissima risoluzione racconterà i reperti presenti nei fondali, aprendo una nuova stagione di ricerca, tutela e fruizione
L'intervento, realizzato e diretto dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, sarà effettuato dal raggruppamento di imprese Atlantis di Monreale e Cosiam di Gela. Nel corso degli anni recuperati numerosi reperti come gli elmi corinzi, lingotti di oricalco, oltre a molte anfore e ancore
Dopo il ritrovamento lo scorso ottobre di centinaia di anfore puniche, sono in programma altre immersioni per studiare meglio i fondali di Cala Gadir. Il soprintendente del Mare: “La strada maestra è quella tracciata da Sebastiano Tusa”
Si può ammirare parte di un antico scafo e una gran quantità di anfore e ancore in un contesto naturalistico incontaminato. A trenta metri di profondità installato un sistema di videocontrollo subacqueo
I reperti erano stati avvistati nel basso fondale dei lidi Tonnarella e sono stati prelevati dai sub della Soprintendenza del Mare









