storia

  • Tornano a splendere alcune delle opere presenti nell'area del presbiterio. Gli interventi hanno riguardato, tra l'altro, il recupero della pavimentazione, l'altare del Crocifisso, gli armadi lignei dipinti e dorati della sacrestia grande. Valorizzata anche la decorazione settecentesca di una porzione di vano che si conclude con una piccola "muqarnas"

  • Smontato il ponteggio sulla facciata della chiesa di Ballarò, dopo il restauro iniziato nell'estate dell'anno scorso. Gli interventi di somma urgenza erano stati avviati dopo il crollo di calcinacci. Sostituiti gli infissi in legno e risanata la struttura in cemento armato della scala interna alla torre

  • Un elegante bugnato rinascimentale, realizzato con la tecnica a “sgraffito”, uno dei primi in Sicilia, è ancora in parte visibile sul prospetto della dimora nel cuore della città. Una mescolanza perfetta di stili che dialogano tra loro dopo il restauro

  • Il dipinto raffigurante “San Michele che scaccia i demoni”, scoperto dal ricercatore Carmelo Lo Curto, era stato attribuito erroneamente a un anonimo siciliano del Seicento. L’opera è adesso nel laboratorio di restauro del museo, in attesa di essere recuperata per poi essere esposta al pubblico

  • Rimangono solo poche vestigia dello storico accesso alla città, tra cui un elegante balconcino. Un tempo era un imponente arco trionfale di trenta metri, abbellito da una sontuosa facciata, con una ricca balconata. Fu smantellata nella metà dell’Ottocento, negli anni dell’epopea garibaldina

  • In cima al monumento ai caduti di piazza Vittorio Veneto, ricco di riferimenti celebrativi e urbanistici ispirati al gusto architettonico della capitale francese, domina un’originale raffigurazione della Vittoria Alata, realizzata da Mario Rutelli. Storia di un simbolo della città da riscoprire