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La Gancia si racconta: restauri e nuovi percorsi di visita all’Archivio di Stato

Un libro fa da apripista al più grande intervento di riqualificazione degli ultimi anni. Finanziamenti per 10 milioni di euro per abbattere le barriere, restaurare gli affreschi e trasformare il chiostro in un giardino aperto alla città, mentre i depositi diventano più sicuri e moderni

di Redazione

18 Febbraio 2026

Tra i suoi antichi scaffali la carta diventa storia. Nel cuore della Kalsa, l’ex convento della Gancia, sede dell’Archivio di Stato di Palermo, si racconta. Per decenni, la sua bellezza è rimasta in gran parte nascosta dietro i depositi. Oggi, invece, quel dialogo tra “pietre e carte” diventa il motore di un ambizioso progetto di rilancio e riscoperta.

L’ex convento della Gancia dall’alto (foto Archivio di Stato di Palermo)

L’occasione per fare il punto sui lavori in corso e su quelli futuri che riguardano il bene, è stata la presentazione del volume “Di pietre e di carte. L’Archivio di Stato di Palermo nel convento della Gancia” del funzionario archivista Maurizio Vesco, evento che ha aperto a Palermo il ciclo nazionale “Archivi da sfogliare”. Ma se il libro rappresenta una preziosa ricostruzione storica della fabbrica conventuale, la vera notizia è il fermento che anima oggi l’istituto: un cantiere diffuso, finanziato da importanti fondi pubblici, che punta a restituire alla città uno dei suoi luoghi più affascinanti, migliorando al contempo la fruibilità e la conservazione del patrimonio custodito.

“La sede Gancia rappresenta un’unità inscindibile fra contenitore e contenuto – ha spiegato il soprintendente archivistico della Sicilia, Gabriele Capone – . Nella consapevolezza di questa stratificazione, siamo chiamati a intervenire, oggi, nell’ottica dell’accessibilità,  del miglioramento delle condizioni conservative del patrimonio archivistico e della valorizzazione della fabbrica storica. È un lavoro possibile grazie al costante coordinamento tra le diverse professionalità operanti in Archivio, un caso unico in Italia”.

Deposito Luogotenenziale (foto Francesco Giardina)

Una consapevolezza che guida un programma di interventi pensati per valorizzare tutti gli aspetti. Grazie a un lavoro sinergico, i progetti già realizzati e quelli in partenza disegnano un futuro di piena accessibilità per il complesso monumentale. Tra gli interventi già conclusi da segnalare quello nel deposito del fondo notarile, situato nell’ex refettorio. Qui, con un costo di 2,9 milioni di euro, le storiche superfici murarie sono state riportate alla luce e la vecchia scaffalatura è stata sostituita con moderne strutture compatte ignifughe, garantendo ora una sicurezza e una conservazione migliori per i preziosi volumi.

Ma il cuore del rilancio è nei progetti finanziati con i fondi del Cis, che ammontano a 5 milioni di euro, e del Pnrr (3 milioni di euro), il cui primo cantiere prenderà il via nelle prossime settimane. L’obiettivo principale è l’abbattimento delle barriere architettoniche: nel rispetto della fabbrica storica, verranno realizzati nuovi percorsi pedonali e ascensori per rendere finalmente accessibili al pubblico e al personale spazi oggi irraggiungibili come i depositi monumentali, la Sala della Tesoreria, il Quadrilatero superiore e il Salone dei Tribunali. A questi si aggiunge un ulteriore finanziamento di 2 milioni di euro dal ministero della Cultura per l’efficientamento energetico, che permetterà interventi mirati sulle coperture.

Sala della Tesoreria (foto Francesco Giardina)

L’ambizione è quella di restituire alla città spazi iconici. Il progetto prevede, infatti, la riqualificazione del Quadrilatero inferiore e del Chiostro grande, cuore del convento. Qui sorgerà una nuova galleria espositiva che collegherà il chiostro, con il suo giardino, a un nuovo ingresso su Vicolo della Salvezza. Un passaggio fondamentale per ridare vita a questo spazio è già in fase di conclusione: lo svuotamento e la dismissione dei container che da anni occupavano il giardino, utilizzati come depositi. Un’operazione propedeutica al recupero dell’area verde, che potrà così essere finalmente goduta dai palermitani e dai turisti.

L’amministrazione dell’Archivio ha assicurato che, durante i lavori, il patrimonio archivistico rimarrà fruibile con il minimo disagio per l’utenza. Anzi, l’occasione diventa un’opportunità di coinvolgimento: è già possibile, su prenotazione, visitare i depositi con i Servizi educativi, e presto partirà un programma di visite speciali ai cantieri aperti. Sarà il personale tecnico a guidare i visitatori, illustrando l’avanzamento dei restauri e le nuove scoperte sulla storia del monumento.

Immagini per gentile concessione della Soprintendenza archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, organo periferico del Ministero della Cultura dipendente dalla Direzione generale degli Archivi.