◉ PALERMO
Da Rosalia normanna al bio-carro dell’archistar, si punta al Festino dei record
L'edizione 402 dell'evento più atteso dai palermitani, organizzata da Odd Agency e CoopCulture sotto la direzione artistica di Luca Pintacuda, si snoda in cinque tappe lungo il Cassaro per celebrare la patrona della città. Incentrato sulla capacità di trasformare il dramma in rito e coesione sociale, l'evento del 2026 anticipa le tematiche dell'Anno Europeo dei Normanni 2027 e vede il coinvolgimento degli attori Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano. Il carro trionfale è firmato da Mario Cucinella
di Redazione
24 Giugno 2026
24 Giugno 2026
Era il 1624 quando Palermo fu devastata dalla peste, giunta in città a bordo di una nave proveniente da Tunisi. L’epidemia non risparmiava nessuno: morivano nobili e popolani, uomini e donne, anziani e bambini. Nemmeno l’intercessione delle quattro antiche patrone della città – Agata, Oliva, Ninfa e Cristina – sembrava fermare il contagio. Secondo tradizione, a una donna palermitana apparve Rosalia, giovane nobildonna normanna che, quattro secoli prima, aveva rinunciato a un matrimonio prestigioso per dedicare la propria vita alla fede, ritirandosi come eremita in una grotta sul Monte Pellegrino. La santa indicò il luogo della propria sepoltura, rivelando che le sue reliquie, portate in processione, avrebbero liberato Palermo dalla peste.
Le ossa furono ritrovate e sottoposte alle verifiche ecclesiastiche, ma per mesi non accadde nulla. Fu allora che Rosalia apparve nuovamente in sogno, questa volta a un saponaio, che riferì il messaggio al cardinale Giannettino Doria. Il prelato organizzò una solenne processione con le reliquie della santa e, secondo la tradizione, la città venne liberata dall’epidemia..
Da allora ogni anno Palermo festeggia la sua patrona, trasportata su un carro trionfale, cuore di un corteo umano: per circa due secoli il corteo, da palazzo dei Normanni a Porta Felice, ha mosso macchine spettacolari, poi un periodo più silenzioso; ma dai primi anni Novanta si è ritornati al corteo spettacolare che precede la festa religiosa (che cade invece il 15 luglio).
Due anni fa, per il 400 anniversario del ritrovamento delle ossa, il sindaco Roberto Lagalla ha deciso di iniziare un processo di rinnovamento dell’identità metropolitana di Palermo partendo proprio dal Festino: che diventa il brand della città e l’evento più atteso. Lo confermano i dati in crescita: negli ultimi due anni sono state attivate 28 nuove rotte da e per Palermo europee ed extraeuropee. E nel periodo tra il 11 e il 19 luglio – la settimana del Festino – risulta nel 2026, un aumento del 15,23 per cento di viaggiatori rispetto allo stesso periodo del 2025, con un ulteriore 32,28 per cento dei passeggeri internazionali. Per quanto riguarda le presenze alberghiere, dopo un incremento dell’8% registrato nelle giornate del 13, 14 e 15 luglio 2025, quest’anno si stima un ulteriore 10 per cento, con un aumento della permanenza media da 2,8 a 3,2 notti. Tutti questi dati portano facilmente a immaginare che il Festino quest’anno supererà le presenze dello scorso anno, che erano di oltre 350 mila spettatori.
Ogni anno il Comune di Palermo lancia un bando per l’ideazione e l’organizzazione del Festino: per Odd Agency si tratta della terza produzione consecutiva. L’agenzia aveva già firmato il 400esimo (in coproduzione con Balich Wonder Studio) e il 400+1 (con Nuovo Millennio) conquistando in entrambe le occasioni riconoscimenti sulla scena internazionale degli eventi. Il 400esimo Festino (2024) ha ottenuto la medaglia d’argento nella categoria Cultura al BEA (Best Event Award) World e la medaglia di bronzo nella classifica generale, collocando Palermo sul podio mondiale. Con il Festino 400 +1 (2025) l’evento si è confermato ai vertici anche in Italia, aggiudicandosi la medaglia d’Oro al BEA Italia come Evento culturale dell’anno e la medaglia di bronzo nella categoria Celebrazione/ricorrenza.
Quest’anno il Festino 400+2 (con CoopCulture come partner) si srotola in un racconto legato alla comunità ma proiettato in una dimensione universale, pur confermando gli elementi spettacolari che attirano oltre 350 mila spettatori. La direzione artistica è di Luca Pintacuda, il carro trionfale è firmato da Mario Cucinella. In questo 2026 il Festino – sottotitolo del progetto “Dal dramma nasce il rito, dal rito la comunità” – anticipa temi dell’Anno Europeo dei Normanni 2027 trovando un filo conduttore importante e distintivo nelle architetture, nel disegno dei costumi e nei momenti di spettacolo, ma soprattutto raccontando la capacità della città di trasformare un dramma (ieri la peste, oggi altre tragedie) in esperienza condivisa e cultura della convivenza.
Cinque step lungo il percorso sull’antico Cassaro (Palazzo Reale, Cattedrale, Quattro Canti, Porta Felice, Foro Italico) che diventano, ognuno, narrazione e coesione di elementi diversi, arti visive, musica, danza, teatro, ma anche artigianato, tecnica, costumi, progettazione e produzione culturale. Tutto sotto lo sguardo affettuoso, affabulatorio di una patrona che la città riconosce in tutti i suoi livelli sociali: ci sono riti e tradizioni che non si spengono, ma Palermo riesce a coniugarli e farli dialogare con un linguaggio e tecnologie di ultimissima generazione.
Ai Quattro Canti il momento più spettacolare del percorso: il sindaco sale sul Carro trionfale e lancia il “saluto” della città: “Viva Palermo e Santa Rosalia”. È la frase attesa ogni anno da Palermo, il momento in cui la città rende omaggio alla sua santuzza e si mette sotto la sua protezione.
I NUMERI
Il Festino è molto partecipato, ogni anno il numero di spettatori cresce: l’anno scorso si sono superati i 350 mila. Non si tratta soltanto del corteo trionfale, ma di un’intera città che ritrova la sua anima, i riti e le tradizioni, anche i cibi di strada, che la rendono comunità; ma non la “fissano” in un tempo immobile, al contrario la fanno dialogare con il presente, ricreando ogni anno un’esperienza collettiva di grande intensità emotiva, che il cittadino riesce a trasmettere al turista. Uno degli aspetti più straordinari del Festino è la sua natura profondamente collettiva: un progetto che nasce dall’incontro di molte discipline ma soprattutto è un grande atto di comunità. Ogni anno oltre 350.000 spettatori (palermitani e turisti) scelgono di esserci.
ELEMENTI DEL PROGETTO
Al centro del racconto del Festino di ODD Agency e CoopCulture, con la direzione artistica di Luca Pintacuda, è la figura di Rosalia Normanna: un parallelo tra la storia della santa e quella dei normanni, entrambe narrazioni di un trauma trasformato in bellezza attraverso l’incontro con l’alterità di culture diverse. Il racconto intreccia la miracolosa liberazione dalla peste del 1624 con i valori del presente: ambiente, inclusione e senso di comunità.
Il carro trionfale – cuore del corteo che attraversa l’antico Cassaro della città – è firmato dall’architetto Mario Cucinella che ha disegnato un carro vivo, un bio-carro in cui le architetture normanne dialogano con i giardini arabi e con la memoria del “paradiso-terrestre”. Il carro è un paesaggio scenografico: un bosco rigoglioso ai piedi di Santa Rosalia in cui la componente vegetale, composta da essenze mediterranee e ornamentali, diventa parte integrante della narrazione di una Palermo fertile, preziosa e accogliente. Santa Rosalia emerge da un giardino mediterraneo in cui ogni pianta, fiore o arbusto, è scelto con cura, attenti alla sua simbologia, costruita con il SiMuA e l’Orto Botanico di Palermo, come manifesto vivente di sostenibilità.
Tre volti noti, gli attori Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano avranno ruoli diversi nella narrazione del Festino, ritrovando l’eredità arabo normanna ma riportandola all’oggi. Le tappe del corteo promettono forte immersività ai Quattro Canti e a Porta Felice. Attorno alla costruzione del Festino stanno lavorando artisti, artigiani, progettisti, costumisti, scenografi, scultori, creativi digitali, maestranze diverse, altamente specializzate per un’unica narrazione collettiva contemporanea.
Il CONCORSO FOTOGRAFICO
“Palermo rifiorisce con Santa Rosalia” giunto alla sua terza edizione, è un’iniziativa del Comune di Palermo nata per raccontare il Festino come evento identitario della città. L’obiettivo è quello di creare ogni anno un foto-racconto del Festino che diventa, nel tempo, un archivio storico del patrimonio culturale e artistico di Palermo. Le foto vincitrici, oltre ad essere esposte a Palermo, compongono una mostra itinerante in giro per il mondo, nelle città gemellate con Palermo e nei principali Istituti Italiani di Cultura.
IL SINDACO: “IL FESTINO E’ UN BRAND”
“Palermo è una città che aveva bisogno di rigenerarsi e di raccontarsi in modo diverso, trasformando in valore la naturale bellezza del suo patrimonio culturale e artistico – commenta il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – . Il 2024 con il 400esimo anniversario di Santa Rosalia ci ha permesso di fare del Festino un brand, uno strumento di promozione che si arricchisce di anno in anno portando su un piano internazionale la città di Palermo. L’amministrazione ha lavorato per un’offerta culturale e turistica al passo coi tempi, andando oltre i problemi tipici di ogni città metropolitana, per dare una visione, un’opportunità di riscatto mai avuta prima. Adesso Palermo è meta privilegiata di set cinematografici internazionali, capitale del nomadismo digitale. E il Festino si conferma l’evento più atteso dell’anno”.
L’ARCIVESCOVO: “COSTRUIRE LA PACE”
Il Festino di quest’anno nasce con un auspicio chiaro, secondo l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice: “Santa Rosalia ci dice che abbiamo un disperato bisogno di speranza, un disperato bisogno di uomini e di donne che si coinvolgano nella costruzione della pace“. L’arcivescovo raccoglie il grido di Papa Leone XIV.
IL DIRETTORE ARTISTICO: “GRANDE ATTO DI COMUNITA'”
“Uno degli aspetti più straordinari del Festino è la sua natura profondamente collettiva: un progetto che nasce dall’incontro di molte discipline ma soprattutto un grande atto di comunità – ha aggiunto il direttore artistico Luca Pintacuda – . Per una notte la città sospende divisioni sociali, generazionali e culturali e si riconosce in una storia condivisa che attraversa più di quattro secoli. È un fenomeno raro, forse unico, un rito urbano capace di tenere insieme memoria, fede, identità, arte e partecipazione popolare. Per chi arriva da fuori, il Festino rappresenta anche un’occasione irripetibile per attraversare e conoscere l’anima più autentica della città. Sempre in una sola notte”.
CUCINELLA: “FESTEGGIAMO L’ARMONIA”
“La notte del Festino si celebra la vita, la fede, la liberazione e l’appartenenza – ha aggiunto Mario Cucinella, l’autore del carro trionfale – . Palermo ha una storia antica di tolleranza e di cultura, da cui tanto si può ancora apprendere. Con il Carro di Santa Rosalia festeggiamo l’armonia che è nata da uno scontro e da una stratificazione di differenze che hanno scritto i capitoli di una storia di bellezza. Quando il nodo normanno dialoga con la stella saladina, nasce un nuovo codice di valore che parla un linguaggio comprensibile a tutti”.
Era il 1624 quando Palermo fu devastata dalla peste, giunta in città a bordo di una nave proveniente da Tunisi. L’epidemia non risparmiava nessuno: morivano nobili e popolani, uomini e donne, anziani e bambini. Nemmeno l’intercessione delle quattro antiche patrone della città – Agata, Oliva, Ninfa e Cristina – sembrava fermare il contagio. Secondo tradizione, a una donna palermitana apparve Rosalia, giovane nobildonna normanna che, quattro secoli prima, aveva rinunciato a un matrimonio prestigioso per dedicare la propria vita alla fede, ritirandosi come eremita in una grotta sul Monte Pellegrino. La santa indicò il luogo della propria sepoltura, rivelando che le sue reliquie, portate in processione, avrebbero liberato Palermo dalla peste.
Le ossa furono ritrovate e sottoposte alle verifiche ecclesiastiche, ma per mesi non accadde nulla. Fu allora che Rosalia apparve nuovamente in sogno, questa volta a un saponaio, che riferì il messaggio al cardinale Giannettino Doria. Il prelato organizzò una solenne processione con le reliquie della santa e, secondo la tradizione, la città venne liberata dall’epidemia..
Da allora ogni anno Palermo festeggia la sua patrona, trasportata su un carro trionfale, cuore di un corteo umano: per circa due secoli il corteo, da palazzo dei Normanni a Porta Felice, ha mosso macchine spettacolari, poi un periodo più silenzioso; ma dai primi anni Novanta si è ritornati al corteo spettacolare che precede la festa religiosa (che cade invece il 15 luglio).
Due anni fa, per il 400 anniversario del ritrovamento delle ossa, il sindaco Roberto Lagalla ha deciso di iniziare un processo di rinnovamento dell’identità metropolitana di Palermo partendo proprio dal Festino: che diventa il brand della città e l’evento più atteso. Lo confermano i dati in crescita: negli ultimi due anni sono state attivate 28 nuove rotte da e per Palermo europee ed extraeuropee. E nel periodo tra il 11 e il 19 luglio – la settimana del Festino – risulta nel 2026, un aumento del 15,23 per cento di viaggiatori rispetto allo stesso periodo del 2025, con un ulteriore 32,28 per cento dei passeggeri internazionali. Per quanto riguarda le presenze alberghiere, dopo un incremento dell’8% registrato nelle giornate del 13, 14 e 15 luglio 2025, quest’anno si stima un ulteriore 10 per cento, con un aumento della permanenza media da 2,8 a 3,2 notti. Tutti questi dati portano facilmente a immaginare che il Festino quest’anno supererà le presenze dello scorso anno, che erano di oltre 350 mila spettatori.
Ogni anno il Comune di Palermo lancia un bando per l’ideazione e l’organizzazione del Festino: per Odd Agency si tratta della terza produzione consecutiva. L’agenzia aveva già firmato il 400esimo (in coproduzione con Balich Wonder Studio) e il 400+1 (con Nuovo Millennio) conquistando in entrambe le occasioni riconoscimenti sulla scena internazionale degli eventi. Il 400esimo Festino (2024) ha ottenuto la medaglia d’argento nella categoria Cultura al BEA (Best Event Award) World e la medaglia di bronzo nella classifica generale, collocando Palermo sul podio mondiale. Con il Festino 400 +1 (2025) l’evento si è confermato ai vertici anche in Italia, aggiudicandosi la medaglia d’Oro al BEA Italia come Evento culturale dell’anno e la medaglia di bronzo nella categoria Celebrazione/ricorrenza.
Quest’anno il Festino 400+2 (con CoopCulture come partner) si srotola in un racconto legato alla comunità ma proiettato in una dimensione universale, pur confermando gli elementi spettacolari che attirano oltre 350 mila spettatori. La direzione artistica è di Luca Pintacuda, il carro trionfale è firmato da Mario Cucinella. In questo 2026 il Festino – sottotitolo del progetto “Dal dramma nasce il rito, dal rito la comunità” – anticipa temi dell’Anno Europeo dei Normanni 2027 trovando un filo conduttore importante e distintivo nelle architetture, nel disegno dei costumi e nei momenti di spettacolo, ma soprattutto raccontando la capacità della città di trasformare un dramma (ieri la peste, oggi altre tragedie) in esperienza condivisa e cultura della convivenza.
Cinque step lungo il percorso sull’antico Cassaro (Palazzo Reale, Cattedrale, Quattro Canti, Porta Felice, Foro Italico) che diventano, ognuno, narrazione e coesione di elementi diversi, arti visive, musica, danza, teatro, ma anche artigianato, tecnica, costumi, progettazione e produzione culturale. Tutto sotto lo sguardo affettuoso, affabulatorio di una patrona che la città riconosce in tutti i suoi livelli sociali: ci sono riti e tradizioni che non si spengono, ma Palermo riesce a coniugarli e farli dialogare con un linguaggio e tecnologie di ultimissima generazione.
Ai Quattro Canti il momento più spettacolare del percorso: il sindaco sale sul Carro trionfale e lancia il “saluto” della città: “Viva Palermo e Santa Rosalia”. È la frase attesa ogni anno da Palermo, il momento in cui la città rende omaggio alla sua santuzza e si mette sotto la sua protezione.
I NUMERI
Il Festino è molto partecipato, ogni anno il numero di spettatori cresce: l’anno scorso si sono superati i 350 mila. Non si tratta soltanto del corteo trionfale, ma di un’intera città che ritrova la sua anima, i riti e le tradizioni, anche i cibi di strada, che la rendono comunità; ma non la “fissano” in un tempo immobile, al contrario la fanno dialogare con il presente, ricreando ogni anno un’esperienza collettiva di grande intensità emotiva, che il cittadino riesce a trasmettere al turista. Uno degli aspetti più straordinari del Festino è la sua natura profondamente collettiva: un progetto che nasce dall’incontro di molte discipline ma soprattutto è un grande atto di comunità. Ogni anno oltre 350.000 spettatori (palermitani e turisti) scelgono di esserci.
ELEMENTI DEL PROGETTO
Al centro del racconto del Festino di ODD Agency e CoopCulture, con la direzione artistica di Luca Pintacuda, è la figura di Rosalia Normanna: un parallelo tra la storia della santa e quella dei normanni, entrambe narrazioni di un trauma trasformato in bellezza attraverso l’incontro con l’alterità di culture diverse. Il racconto intreccia la miracolosa liberazione dalla peste del 1624 con i valori del presente: ambiente, inclusione e senso di comunità.
Il carro trionfale – cuore del corteo che attraversa l’antico Cassaro della città – è firmato dall’architetto Mario Cucinella che ha disegnato un carro vivo, un bio-carro in cui le architetture normanne dialogano con i giardini arabi e con la memoria del “paradiso-terrestre”. Il carro è un paesaggio scenografico: un bosco rigoglioso ai piedi di Santa Rosalia in cui la componente vegetale, composta da essenze mediterranee e ornamentali, diventa parte integrante della narrazione di una Palermo fertile, preziosa e accogliente. Santa Rosalia emerge da un giardino mediterraneo in cui ogni pianta, fiore o arbusto, è scelto con cura, attenti alla sua simbologia, costruita con il SiMuA e l’Orto Botanico di Palermo, come manifesto vivente di sostenibilità.
Tre volti noti, gli attori Dario Aita, Giusy Buscemi ed Ester Pantano avranno ruoli diversi nella narrazione del Festino, ritrovando l’eredità arabo normanna ma riportandola all’oggi. Le tappe del corteo promettono forte immersività ai Quattro Canti e a Porta Felice. Attorno alla costruzione del Festino stanno lavorando artisti, artigiani, progettisti, costumisti, scenografi, scultori, creativi digitali, maestranze diverse, altamente specializzate per un’unica narrazione collettiva contemporanea.
Il CONCORSO FOTOGRAFICO
“Palermo rifiorisce con Santa Rosalia” giunto alla sua terza edizione, è un’iniziativa del Comune di Palermo nata per raccontare il Festino come evento identitario della città. L’obiettivo è quello di creare ogni anno un foto-racconto del Festino che diventa, nel tempo, un archivio storico del patrimonio culturale e artistico di Palermo. Le foto vincitrici, oltre ad essere esposte a Palermo, compongono una mostra itinerante in giro per il mondo, nelle città gemellate con Palermo e nei principali Istituti Italiani di Cultura.
IL SINDACO: “IL FESTINO E’ UN BRAND”
“Palermo è una città che aveva bisogno di rigenerarsi e di raccontarsi in modo diverso, trasformando in valore la naturale bellezza del suo patrimonio culturale e artistico – commenta il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla – . Il 2024 con il 400esimo anniversario di Santa Rosalia ci ha permesso di fare del Festino un brand, uno strumento di promozione che si arricchisce di anno in anno portando su un piano internazionale la città di Palermo. L’amministrazione ha lavorato per un’offerta culturale e turistica al passo coi tempi, andando oltre i problemi tipici di ogni città metropolitana, per dare una visione, un’opportunità di riscatto mai avuta prima. Adesso Palermo è meta privilegiata di set cinematografici internazionali, capitale del nomadismo digitale. E il Festino si conferma l’evento più atteso dell’anno”.
L’ARCIVESCOVO: “COSTRUIRE LA PACE”
Il Festino di quest’anno nasce con un auspicio chiaro, secondo l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice: “Santa Rosalia ci dice che abbiamo un disperato bisogno di speranza, un disperato bisogno di uomini e di donne che si coinvolgano nella costruzione della pace“. L’arcivescovo raccoglie il grido di Papa Leone XIV.
IL DIRETTORE ARTISTICO: “GRANDE ATTO DI COMUNITA'”
“Uno degli aspetti più straordinari del Festino è la sua natura profondamente collettiva: un progetto che nasce dall’incontro di molte discipline ma soprattutto un grande atto di comunità – ha aggiunto il direttore artistico Luca Pintacuda – . Per una notte la città sospende divisioni sociali, generazionali e culturali e si riconosce in una storia condivisa che attraversa più di quattro secoli. È un fenomeno raro, forse unico, un rito urbano capace di tenere insieme memoria, fede, identità, arte e partecipazione popolare. Per chi arriva da fuori, il Festino rappresenta anche un’occasione irripetibile per attraversare e conoscere l’anima più autentica della città. Sempre in una sola notte”.
CUCINELLA: “FESTEGGIAMO L’ARMONIA”
“La notte del Festino si celebra la vita, la fede, la liberazione e l’appartenenza – ha aggiunto Mario Cucinella, l’autore del carro trionfale – . Palermo ha una storia antica di tolleranza e di cultura, da cui tanto si può ancora apprendere. Con il Carro di Santa Rosalia festeggiamo l’armonia che è nata da uno scontro e da una stratificazione di differenze che hanno scritto i capitoli di una storia di bellezza. Quando il nodo normanno dialoga con la stella saladina, nasce un nuovo codice di valore che parla un linguaggio comprensibile a tutti”.













