◉ RAGUSA
Kamarina e Cava d’Ispica, il restauro che unisce archeologia e memoria rurale
Un grande piano di riqualificazione si appresta a trasformare il Parco ragusano. Prorogati i termini della gara d'appalto per la messa in sicurezza del museo e delle sue collezioni. Previsto il recupero delle storiche Case Susino e anche un teatro all’aperto con circa duemila posti
di Redazione
25 Agosto 2026
25 Agosto 2026
Un’antica colonia greca affacciata sul canale di Sicilia e, poco distante, una città nella roccia lunga tredici chilometri, fatta di villaggi rupestri, catacombe bizantine e mulini ad acqua. Il Parco archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, che racchiude i resti della grande colonia siracusana fondata nel VI secolo avanti Cristo, si prepara a cambiare volto grazie a un importante piano di riqualificazione e restauro.
La conferma della portata dell’intervento arriva in questi giorni con la proroga al prossimo 16 settembre della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori: una finestra temporale estesa per consentire alle imprese di formulare offerte adeguate alla complessità di un cantiere che agirà contemporaneamente su restauro architettonico, tutela paesaggistica e museografia. Il valore complessivo dell’intervento – fanno sapere dalla Regione Siciliana – ammonta a poco più di 4,9 milioni di euro, finanziati attraverso le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. L’importo stimato dei lavori è pari a 3 milioni di euro, mentre il valore della procedura per i servizi tecnici è di circa 600 mila euro.
Affacciato sul promontorio che domina la costa, il Museo archeologico di Kamarina — ricavato da un agglomerato rurale dell’Ottocento costruito sulle fondamenta del tempio di Athena — è da sempre il custode dei tesori dell’area. Tra gli interventi previsti, il restauro dei prospetti del museo, la sostituzione degli infissi e delle inferriate e la manutenzione della copertura della galleria che ospita i sarcofagi. Il progetto comprende anche il recupero delle Case Susino e dei fabbricati rurali situati nelle aree archeologiche di Passo Marinaro e del Quadrivio. Gli edifici denominati ex Case dell’Esa ed ex masseria rurale della Grotta del Re Cucco saranno ristrutturati per accogliere nuovi depositi archeologici e spazi destinati al Museo del Mare.
Sono inoltre previsti nuovi percorsi pedonali e ciclabili in materiale drenante, interventi per migliorare l’accessibilità, impianti di illuminazione e videosorveglianza, opere di sistemazione del verde e di regimentazione delle acque meteoriche per contrastare fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico. Inoltre, nell’area antistante il Museo di Kamarina e le Case Susino è prevista la realizzazione di un teatro all’aperto con circa duemila posti. La struttura sarà composta da elementi prefabbricati e smontabili in legno e acciaio, con sedute mobili e palco rialzato, senza fondazioni permanenti.
Tra le pareti calcaree di Cava d’Ispica — dove l’archeologia rupestre della Larderia incontra la macchia mediterranea — e le scogliere dorate di Kamarina, il prossimo restauro si configura come occasione per il rilancio del turismo culturale nel territorio.
Un’antica colonia greca affacciata sul canale di Sicilia e, poco distante, una città nella roccia lunga tredici chilometri, fatta di villaggi rupestri, catacombe bizantine e mulini ad acqua. Il Parco archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica, che racchiude i resti della grande colonia siracusana fondata nel VI secolo avanti Cristo, si prepara a cambiare volto grazie a un importante piano di riqualificazione e restauro.
La conferma della portata dell’intervento arriva in questi giorni con la proroga al prossimo 16 settembre della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori: una finestra temporale estesa per consentire alle imprese di formulare offerte adeguate alla complessità di un cantiere che agirà contemporaneamente su restauro architettonico, tutela paesaggistica e museografia. Il valore complessivo dell’intervento – fanno sapere dalla Regione Siciliana – ammonta a poco più di 4,9 milioni di euro, finanziati attraverso le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. L’importo stimato dei lavori è pari a 3 milioni di euro, mentre il valore della procedura per i servizi tecnici è di circa 600 mila euro.
Affacciato sul promontorio che domina la costa, il Museo archeologico di Kamarina — ricavato da un agglomerato rurale dell’Ottocento costruito sulle fondamenta del tempio di Athena — è da sempre il custode dei tesori dell’area. Tra gli interventi previsti, il restauro dei prospetti del museo, la sostituzione degli infissi e delle inferriate e la manutenzione della copertura della galleria che ospita i sarcofagi. Il progetto comprende anche il recupero delle Case Susino e dei fabbricati rurali situati nelle aree archeologiche di Passo Marinaro e del Quadrivio. Gli edifici denominati ex Case dell’Esa ed ex masseria rurale della Grotta del Re Cucco saranno ristrutturati per accogliere nuovi depositi archeologici e spazi destinati al Museo del Mare.
Sono inoltre previsti nuovi percorsi pedonali e ciclabili in materiale drenante, interventi per migliorare l’accessibilità, impianti di illuminazione e videosorveglianza, opere di sistemazione del verde e di regimentazione delle acque meteoriche per contrastare fenomeni di erosione e dissesto idrogeologico. Inoltre, nell’area antistante il Museo di Kamarina e le Case Susino è prevista la realizzazione di un teatro all’aperto con circa duemila posti. La struttura sarà composta da elementi prefabbricati e smontabili in legno e acciaio, con sedute mobili e palco rialzato, senza fondazioni permanenti.
Tra le pareti calcaree di Cava d’Ispica — dove l’archeologia rupestre della Larderia incontra la macchia mediterranea — e le scogliere dorate di Kamarina, il prossimo restauro si configura come occasione per il rilancio del turismo culturale nel territorio.











