◉ FESTIVAL

Gallerie, palazzi e atelier: Catania e Acireale in mostra con Le Vie dei Tesori

Sotto il giardino del principe, nella casa affacciata sul teatro antico
, il Criptoportico in notturna, il Portico dell’Atleta, Casa Liberti e l’Anfiteatro romano guidano alla scoperta della città. Il Festival torna dal 10 ottobre all'8 novembre. Si sale a Porta Ferdinandea, si visitano atelier d’arte, si cercano “segni” nei libri antichi e si ammirano le creazioni inattese di Marella Ferrera. Acireale conta aree archeologiche e palazzi. Fuori porta: l’enorme hangar dei dirigibili di Augusta e palazzo Matarazzo a Carlentini 


di Redazione

7 Ottobre 2026

7 Ottobre 2026

Sotto il chiosco musicale del Giardino Bellini c’è un labirinto di pietra lavica che un principe volle per sé. Sotto via Crociferi, un portico romano custodisce il giovane atleta ritrovato in una nicchia murata. E sopra le gradinate del teatro antico, una famiglia abitò per quasi un secolo, lasciando mobili, fotografie e lettere in una casa affacciata sulla cavea. Ci si muove tra laboratori d’arte, pizzi da stilista, ma si incontreranno anche i fisici che studiano le astroparticelle: la Catania delle Vie dei Tesori si scopre così, scendendo sotto le strade o entrando in stanze che tengono insieme epoche lontanissime. Dalle gallerie sotterranee sale su fin Porta Ferdinandea, apre per la prima volta il Palazzo delle Poste, entra negli atelier degli artisti e nel mondo inatteso di Marella Ferrera, si spinge fino ai laboratori degli astrofisici e all’enorme hangar dei dirigibili di Augusta (qui il programma di Catania e Acireale). 

Ipogeo

Nell’anno del suo ventennale, il festival ritorna da sabato prossimo (10 ottobre) a domenica 8 novembre, per cinque weekend con 27 luoghi, 25 esperienze e tre passeggiate, tra la città, Acireale e le proposte fuori porta. La nona edizione catanese, nell’anno del ventennale del festival, promette di battere il suo record, visto che l’anno scorso ha superato i 20 mila ingressi con una ricaduta economica di oltre 650 mila euro.  “Le Vie dei Tesori sono un’occasione imperdibile per far conoscere angoli segreti di Catania anche ai catanesi. È un invito a riappropriarsi con orgoglio del nostro patrimonio, trasformandolo in energia vitale per le comunità di oggi e di domani” dice il sindaco Enrico Trantino. 

Al fianco di Catania e, naturalmente Palermo, il festival prende il via anche a Caltanissetta, Castelvetrano, Corleone, Marsala, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese; dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre anche Ragusa. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s e Poste Italiane.

Il filo da seguire è quello della città nascosta: il Criptoportico, restituito dopo quasi due secoli di oblio, svelerà in un’inedita visione notturna, le gallerie settecentesche del “Laberinto” di Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari. Volte a botte in pietra lavica, nicchie ad arco, lucernari ovali: si cammina sotto la collinetta del Giardino Bellini, dentro il disegno di un mecenate appassionato di archeologia. E in alcune domeniche sarà proprio il principe, (interpretato da Massimo Tuccitto), ad accompagnare in una visita teatralizzata.

Criptoportico del Giardino Bellini di Catania

Da questo sotterraneo settecentesco si torna ancora più indietro nel tempo con il Portico dell’Atleta, complesso ipogeo di epoca romana sotto via Crociferi; un corridoio seminterrato, un camminamento a mosaico e la scultura che gli ha dato il nome: il torso marmoreo di un giovane atleta, ritrovato in una nicchia murata e oggi esposto nello stesso portico. Casa Liberti racconta invece quanto intimamente Catania abbia abitato le sue rovine: costruita sul terzo ambulacro del Teatro Romano, la palazzina ottocentesca fu salvata dalla demolizione e accoglie oggi parte dell’antiquarium. Dalle sue stanze si guarda la cavea, tra i reperti degli scavi del Teatro e dell’Odeon e le memorie della famiglia che vi abitò dal 1848 al 1932. Sono le tappe di un itinerario nella città stratificata che si allarga all’Anfiteatro Romano, il colosso nero capace di accogliere 15 mila spettatori; agli ambienti superstiti del Foro romano stretti tra edifici e magazzini; e all’Ipogeo romano, la tomba monumentale che Houel volle raffigurare in un acquerello. Il percorso trova una prosecuzione fuori città nell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Aci Catena, inserita nel programma corollario di Acireale, con il complesso termale e le fornaci dell’antico impianto produttivo.

Casa Liberti

“Anche quest’anno accogliamo con gioia l’invito di Vie dei Tesori, un momento prezioso per approfondire la conoscenza del nostro patrimonio culturale – interviene Giuseppe D’Urso, direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci – Un racconto che rivive e si nutre dell’entusiasmo dei giovani volontari che accompagnano visitatori italiani e stranieri e ci restituisce meraviglia e nuove energie”.

Dalla città sotterranea a quella che si offre allo sguardo. A Porta Ferdinandea, poi ribattezzata Porta Garibaldi, si sale attraverso una stretta scala a chiocciola: pietra bianca e lava incorniciano la fenice e il cartiglio ostinato “Melior de cinere surgo”. Un’altra salita per San Nicolò l’Arena: 141 gradini fino al camminamento della chiesa più grande dell’Isola, da quassù lo sguardo raggiunge Siracusa. Aprono per la prima volta il barocco Palazzo delle Poste – pietra lavica e pietra bianca, al fianco dei “colleghi” di Trapani e Palermo, grazie alla collaborazione con Poste Italiane – e i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dove i fisici studiano particelle e astroparticelle. 

Collezione di Marella Ferrera

Le porte degli artisti introducono a mondi altrettanto sorprendenti: Marella Ferrera apre il suo Museum&Fashion al Museo Biscari, l’ala storica del palazzo che accolse anche Goethe, e propone un nuovo allestimento che pesca nella sua creatività più autentica, quella che parte dallo studio di materiali inattesi. La Galleria Naturalia ospita l’Atelier MF, tra abiti d’alta moda e materiali inattesi, dalla pietra lavica al sughero, dalla terracotta al rame, fino alla carta. La Galleria Antiquaria custodisce la memoria dell’antico museo. Ad Aci Castello, la casa atelier di Jean Calogero conserva tele, pennelli, barattoli e il camice imbrattato di colore del pittore amato da Liz Taylor, Gregory Peck e Gary Cooper. Nell’atelier di Alfio Milluzzo sarà lo stesso incisore a raccontare gli 8 mila pezzi raccolti in una vita: ex libris, xilografie, stampe e incisioni dal ‘700 a oggi. Una collezione di incisori creata da un incisore. Si lavora ancora con le mani da Cartura, dove la carta e gli oggetti in disuso diventano figure, invenzioni e piccoli mondi; e nel laboratorio EGA di Luciana Cavalli, dove gli artigiani del cuoio fanno nascere scarpe d’autore. I Fratelli Napoli accolgono dietro le quinte della loro tradizione di pupari e portano al Teatro Dusmet “Come Orlando acquistò le armi”. Nello stesso teatro e nella vicina chiesa di San Filippo Neri, “Scena con delitto” trasformerà gli spettatori in investigatori.

Biblioteca Ursino Recupero

C’è poi una Catania da leggere nelle tracce più minute. Alla Biblioteca Ursino Recupero, tra 290 mila volumi, il percorso segue legature, annotazioni, timbri ed ex libris: i segni lasciati da chi quei libri li ha posseduti, studiati, sottolineati. Giovanni Verga accompagna idealmente la visita alla chiesa di Sant’Anna, costruita dalla famiglia dei suoi avi materni, e al chiostro di Santa Chiara, legato alle pagine di “Storia di una capinera”. Alla Cappella Bonajuto si ritrova il piccolo gioiello bizantino sopravvissuto al terremoto. Aprono Palazzo degli Elefanti, con affreschi e decorazioni nella sede del Comune, e Palazzo Asmundo di Gisira, dimora della ricostruzione settecentesca trasformata in albergo di charme. Il Palazzo delle Finanze conduce dietro le quinte della Polizia di Stato, tra strumenti di comunicazione, divise, documenti e la Sala Montana dedicata al commissario ucciso da Cosa Nostra. Alla Società Storica Catanese si scoprono la biblioteca e la “stanza dei re”: il 24 ottobre si parla del mistero di Ettore Majorana, e il 25, sarà la baronessa Nicotra, interpretata da Stefania Micale, a raccontare il palazzo. Il Museo Vincenzo Bellini riconduce nella casa natale del compositore, tra spartiti, strumenti e ricordi di famiglia; il Museo Panascia raccoglie migliaia di oggetti del lavoro e della vita quotidiana; e all’Istituto Incremento Ippico si conoscono le razze equine siciliane e si visita il MusCa, con carrozze e finimenti. Sarà anche la sede dei dolci laboratori di Elvira Tomarchio del Comitato Antico Corso: gli ’nzuddi, le rame di Napoli, il pane con i grani antichi e l’olio. La passeggiata lungo via Crociferi ricucirà invece storie e leggende del grande teatro barocco della città.

FUORI PORTA

Palazzo Matarazzo

Il festival allarga il viaggio verso giardini, botteghe e residenze. A Mascalucia, Villa Trinità intreccia la passione botanica e artistica di Salvatore Bonajuto: tra agavi, aloe, palme e succulente appaiono le sculture. A Trecastagni, la fattoria Gjmàla avvicina grandi e piccoli ai dromedari, con una degustazione di latte e dolcetti. Ad Augusta si aprono altri due universi d’artista: la casa atelier di Albino Trigilio, dove le nipoti accompagneranno tra le opere del pittore che amava la luce, e la bottega di Gaspare Lanteri, indoratore e restauratore che mostrerà la delicatezza del lavoro a foglia d’oro. Poco lontano, l’hangar dell’Idroscalo cambia completamente le proporzioni del viaggio: un’enorme struttura in cemento armato, progettata per ospitare i dirigibili e successivamente legata alla storia degli idrovolanti, immersa in un parco di eucalipti. A Carlentini saranno i proprietari ad aprire Palazzo Matarazzo, tra soffitti affrescati, maioliche ottocentesche e stanze trompe-l’œil, degustazione di prodotti km0.

ACIREALE

Biblioteca e Pinacoteca Zelantea

Acireale affianca Catania con un programma che tiene insieme libri, pittura, tradizioni e paesaggio. Alla Biblioteca e pinacoteca Zelantea si incontrano volumi rari, dipinti e reperti, tra cui il busto di Giulio Cesare rinvenuto a Capo Mulini. Nella Basilica di San Sebastiano si scoprono gli affreschi di Pietro Paolo Vasta e l’altare del SS. Sacramento appena restaurato; la mostra permanente di Opera dei Pupi racconta le caratteristiche della scuola acese, diversa da quelle palermitane e catanesi. A Palazzo Martino Fiorini si entra nelle stanze private della famiglia, tra dipinti e cimeli, fino alla terrazza sui tetti e al rinfresco nell’antica cucina. A Santa Venera al Pozzo, oltre alle visite, gli archeologi di Stoà Sicula insegneranno ai bambini a modellare la creta. Da Sicula Street, ad Aci Platani, si scoprono i segreti della granita; con Coriandolata si creano opere con coriandoli monocromatici e sabbia vulcanica.

Una delle esperienze più particolari conduce alla Fabbrica dell’acqua di Santa Tecla, ai piedi della Timpa: l’impianto nato nel 1915 per irrigare gli agrumeti conserva pompe a vapore e motori d’epoca. Saranno gli anziani del posto al fianco di un esperto a restituirne la storia. Al fianco delle uscite in barca da Aci Trezza lungo la riviera ionica, due passeggiate acesi: sulle tracce del farmacista Giuseppe Riggio, fino agli acquerelli del suo erbario custodito alla Zelantea; e lungo l’antica Via dei Mulini, tra Santa Venera al Pozzo e Capomulini.

IL PRIMO WEEKEND

Si comincia sabato 10 e domenica 11 ottobre, già con il Criptoportico, il Portico dell’Atleta, Casa Liberti e Porta Ferdinandea. Saranno visitabili anche l’Anfiteatro e l’Ipogeo Romano, mentre il Foro aprirà domenica. Tra le esperienze dell’esordio, sabato si entrerà dietro le quinte del teatro dei Fratelli Napoli; sabato e domenica tra le impalpabili collezioni di Cartura. Domenica si potranno visitare su prenotazione i Laboratori Nazionali del Sud, scoprire EGA e raggiungere il giardino e l’atelier di Villa Trinità. Per tutto il weekend sono in programma anche le visite allo zoosafari di Gjmàla a Trecastagni e all’idroscalo di Augusta. Ad Acireale e nel territorio vicino, aprono Santa Venera al Pozzo e San Sebastiano; domenica anche la biblioteca Zelantea e la mostra sull’Opera dei Pupi, con l’esperienza della granita da Sicula Street ad Aci Platani.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18

Sotto il chiosco musicale del Giardino Bellini c’è un labirinto di pietra lavica che un principe volle per sé. Sotto via Crociferi, un portico romano custodisce il giovane atleta ritrovato in una nicchia murata. E sopra le gradinate del teatro antico, una famiglia abitò per quasi un secolo, lasciando mobili, fotografie e lettere in una casa affacciata sulla cavea. Ci si muove tra laboratori d’arte, pizzi da stilista, ma si incontreranno anche i fisici che studiano le astroparticelle: la Catania delle Vie dei Tesori si scopre così, scendendo sotto le strade o entrando in stanze che tengono insieme epoche lontanissime. Dalle gallerie sotterranee sale su fin Porta Ferdinandea, apre per la prima volta il Palazzo delle Poste, entra negli atelier degli artisti e nel mondo inatteso di Marella Ferrera, si spinge fino ai laboratori degli astrofisici e all’enorme hangar dei dirigibili di Augusta (qui il programma di Catania e Acireale). 

Ipogeo

Nell’anno del suo ventennale, il festival ritorna da sabato prossimo (10 ottobre) a domenica 8 novembre, per cinque weekend con 27 luoghi, 25 esperienze e tre passeggiate, tra la città, Acireale e le proposte fuori porta. La nona edizione catanese, nell’anno del ventennale del festival, promette di battere il suo record, visto che l’anno scorso ha superato i 20 mila ingressi con una ricaduta economica di oltre 650 mila euro.  “Le Vie dei Tesori sono un’occasione imperdibile per far conoscere angoli segreti di Catania anche ai catanesi. È un invito a riappropriarsi con orgoglio del nostro patrimonio, trasformandolo in energia vitale per le comunità di oggi e di domani” dice il sindaco Enrico Trantino. 

Al fianco di Catania e, naturalmente Palermo, il festival prende il via anche a Caltanissetta, Castelvetrano, Corleone, Marsala, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese; dal 17 al 25 ottobre si unisce Mantova; dal 24 ottobre al 15 novembre anche Ragusa. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s e Poste Italiane.

Il filo da seguire è quello della città nascosta: il Criptoportico, restituito dopo quasi due secoli di oblio, svelerà in un’inedita visione notturna, le gallerie settecentesche del “Laberinto” di Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari. Volte a botte in pietra lavica, nicchie ad arco, lucernari ovali: si cammina sotto la collinetta del Giardino Bellini, dentro il disegno di un mecenate appassionato di archeologia. E in alcune domeniche sarà proprio il principe, (interpretato da Massimo Tuccitto), ad accompagnare in una visita teatralizzata.

Criptoportico del Giardino Bellini di Catania

Da questo sotterraneo settecentesco si torna ancora più indietro nel tempo con il Portico dell’Atleta, complesso ipogeo di epoca romana sotto via Crociferi; un corridoio seminterrato, un camminamento a mosaico e la scultura che gli ha dato il nome: il torso marmoreo di un giovane atleta, ritrovato in una nicchia murata e oggi esposto nello stesso portico. Casa Liberti racconta invece quanto intimamente Catania abbia abitato le sue rovine: costruita sul terzo ambulacro del Teatro Romano, la palazzina ottocentesca fu salvata dalla demolizione e accoglie oggi parte dell’antiquarium. Dalle sue stanze si guarda la cavea, tra i reperti degli scavi del Teatro e dell’Odeon e le memorie della famiglia che vi abitò dal 1848 al 1932. Sono le tappe di un itinerario nella città stratificata che si allarga all’Anfiteatro Romano, il colosso nero capace di accogliere 15 mila spettatori; agli ambienti superstiti del Foro romano stretti tra edifici e magazzini; e all’Ipogeo romano, la tomba monumentale che Houel volle raffigurare in un acquerello. Il percorso trova una prosecuzione fuori città nell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Aci Catena, inserita nel programma corollario di Acireale, con il complesso termale e le fornaci dell’antico impianto produttivo.

Casa Liberti

“Anche quest’anno accogliamo con gioia l’invito di Vie dei Tesori, un momento prezioso per approfondire la conoscenza del nostro patrimonio culturale – interviene Giuseppe D’Urso, direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci – Un racconto che rivive e si nutre dell’entusiasmo dei giovani volontari che accompagnano visitatori italiani e stranieri e ci restituisce meraviglia e nuove energie”.

Dalla città sotterranea a quella che si offre allo sguardo. A Porta Ferdinandea, poi ribattezzata Porta Garibaldi, si sale attraverso una stretta scala a chiocciola: pietra bianca e lava incorniciano la fenice e il cartiglio ostinato “Melior de cinere surgo”. Un’altra salita per San Nicolò l’Arena: 141 gradini fino al camminamento della chiesa più grande dell’Isola, da quassù lo sguardo raggiunge Siracusa. Aprono per la prima volta il barocco Palazzo delle Poste – pietra lavica e pietra bianca, al fianco dei “colleghi” di Trapani e Palermo, grazie alla collaborazione con Poste Italiane – e i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dove i fisici studiano particelle e astroparticelle. 

Collezione di Marella Ferrera

Le porte degli artisti introducono a mondi altrettanto sorprendenti: Marella Ferrera apre il suo Museum&Fashion al Museo Biscari, l’ala storica del palazzo che accolse anche Goethe, e propone un nuovo allestimento che pesca nella sua creatività più autentica, quella che parte dallo studio di materiali inattesi. La Galleria Naturalia ospita l’Atelier MF, tra abiti d’alta moda e materiali inattesi, dalla pietra lavica al sughero, dalla terracotta al rame, fino alla carta. La Galleria Antiquaria custodisce la memoria dell’antico museo. Ad Aci Castello, la casa atelier di Jean Calogero conserva tele, pennelli, barattoli e il camice imbrattato di colore del pittore amato da Liz Taylor, Gregory Peck e Gary Cooper. Nell’atelier di Alfio Milluzzo sarà lo stesso incisore a raccontare gli 8 mila pezzi raccolti in una vita: ex libris, xilografie, stampe e incisioni dal ‘700 a oggi. Una collezione di incisori creata da un incisore. Si lavora ancora con le mani da Cartura, dove la carta e gli oggetti in disuso diventano figure, invenzioni e piccoli mondi; e nel laboratorio EGA di Luciana Cavalli, dove gli artigiani del cuoio fanno nascere scarpe d’autore. I Fratelli Napoli accolgono dietro le quinte della loro tradizione di pupari e portano al Teatro Dusmet “Come Orlando acquistò le armi”. Nello stesso teatro e nella vicina chiesa di San Filippo Neri, “Scena con delitto” trasformerà gli spettatori in investigatori.

Biblioteca Ursino Recupero

C’è poi una Catania da leggere nelle tracce più minute. Alla Biblioteca Ursino Recupero, tra 290 mila volumi, il percorso segue legature, annotazioni, timbri ed ex libris: i segni lasciati da chi quei libri li ha posseduti, studiati, sottolineati. Giovanni Verga accompagna idealmente la visita alla chiesa di Sant’Anna, costruita dalla famiglia dei suoi avi materni, e al chiostro di Santa Chiara, legato alle pagine di “Storia di una capinera”. Alla Cappella Bonajuto si ritrova il piccolo gioiello bizantino sopravvissuto al terremoto. Aprono Palazzo degli Elefanti, con affreschi e decorazioni nella sede del Comune, e Palazzo Asmundo di Gisira, dimora della ricostruzione settecentesca trasformata in albergo di charme. Il Palazzo delle Finanze conduce dietro le quinte della Polizia di Stato, tra strumenti di comunicazione, divise, documenti e la Sala Montana dedicata al commissario ucciso da Cosa Nostra. Alla Società Storica Catanese si scoprono la biblioteca e la “stanza dei re”: il 24 ottobre si parla del mistero di Ettore Majorana, e il 25, sarà la baronessa Nicotra, interpretata da Stefania Micale, a raccontare il palazzo. Il Museo Vincenzo Bellini riconduce nella casa natale del compositore, tra spartiti, strumenti e ricordi di famiglia; il Museo Panascia raccoglie migliaia di oggetti del lavoro e della vita quotidiana; e all’Istituto Incremento Ippico si conoscono le razze equine siciliane e si visita il MusCa, con carrozze e finimenti. Sarà anche la sede dei dolci laboratori di Elvira Tomarchio del Comitato Antico Corso: gli ’nzuddi, le rame di Napoli, il pane con i grani antichi e l’olio. La passeggiata lungo via Crociferi ricucirà invece storie e leggende del grande teatro barocco della città.

FUORI PORTA

Palazzo Matarazzo

Il festival allarga il viaggio verso giardini, botteghe e residenze. A Mascalucia, Villa Trinità intreccia la passione botanica e artistica di Salvatore Bonajuto: tra agavi, aloe, palme e succulente appaiono le sculture. A Trecastagni, la fattoria Gjmàla avvicina grandi e piccoli ai dromedari, con una degustazione di latte e dolcetti. Ad Augusta si aprono altri due universi d’artista: la casa atelier di Albino Trigilio, dove le nipoti accompagneranno tra le opere del pittore che amava la luce, e la bottega di Gaspare Lanteri, indoratore e restauratore che mostrerà la delicatezza del lavoro a foglia d’oro. Poco lontano, l’hangar dell’Idroscalo cambia completamente le proporzioni del viaggio: un’enorme struttura in cemento armato, progettata per ospitare i dirigibili e successivamente legata alla storia degli idrovolanti, immersa in un parco di eucalipti. A Carlentini saranno i proprietari ad aprire Palazzo Matarazzo, tra soffitti affrescati, maioliche ottocentesche e stanze trompe-l’œil, degustazione di prodotti km0.

ACIREALE

Biblioteca e Pinacoteca Zelantea

Acireale affianca Catania con un programma che tiene insieme libri, pittura, tradizioni e paesaggio. Alla Biblioteca e pinacoteca Zelantea si incontrano volumi rari, dipinti e reperti, tra cui il busto di Giulio Cesare rinvenuto a Capo Mulini. Nella Basilica di San Sebastiano si scoprono gli affreschi di Pietro Paolo Vasta e l’altare del SS. Sacramento appena restaurato; la mostra permanente di Opera dei Pupi racconta le caratteristiche della scuola acese, diversa da quelle palermitane e catanesi. A Palazzo Martino Fiorini si entra nelle stanze private della famiglia, tra dipinti e cimeli, fino alla terrazza sui tetti e al rinfresco nell’antica cucina. A Santa Venera al Pozzo, oltre alle visite, gli archeologi di Stoà Sicula insegneranno ai bambini a modellare la creta. Da Sicula Street, ad Aci Platani, si scoprono i segreti della granita; con Coriandolata si creano opere con coriandoli monocromatici e sabbia vulcanica.

Una delle esperienze più particolari conduce alla Fabbrica dell’acqua di Santa Tecla, ai piedi della Timpa: l’impianto nato nel 1915 per irrigare gli agrumeti conserva pompe a vapore e motori d’epoca. Saranno gli anziani del posto al fianco di un esperto a restituirne la storia. Al fianco delle uscite in barca da Aci Trezza lungo la riviera ionica, due passeggiate acesi: sulle tracce del farmacista Giuseppe Riggio, fino agli acquerelli del suo erbario custodito alla Zelantea; e lungo l’antica Via dei Mulini, tra Santa Venera al Pozzo e Capomulini.

IL PRIMO WEEKEND

Si comincia sabato 10 e domenica 11 ottobre, già con il Criptoportico, il Portico dell’Atleta, Casa Liberti e Porta Ferdinandea. Saranno visitabili anche l’Anfiteatro e l’Ipogeo Romano, mentre il Foro aprirà domenica. Tra le esperienze dell’esordio, sabato si entrerà dietro le quinte del teatro dei Fratelli Napoli; sabato e domenica tra le impalpabili collezioni di Cartura. Domenica si potranno visitare su prenotazione i Laboratori Nazionali del Sud, scoprire EGA e raggiungere il giardino e l’atelier di Villa Trinità. Per tutto il weekend sono in programma anche le visite allo zoosafari di Gjmàla a Trecastagni e all’idroscalo di Augusta. Ad Acireale e nel territorio vicino, aprono Santa Venera al Pozzo e San Sebastiano; domenica anche la biblioteca Zelantea e la mostra sull’Opera dei Pupi, con l’esperienza della granita da Sicula Street ad Aci Platani.

Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18