◉ FESTIVAL
Le Vie dei Tesori a Marsala: secondo weekend tra terrazze, cantine e cave romane
Si entra all'Istituto Abele Damiani, ex convento diventato scuola agraria e solo questo fine settimana alle Cantine Curatolo Arini. Si scende tra le pitture delle sepolture antiche e si risale fino alla terrazza di Palazzo VII Aprile che apre la torre dell’orologio
di Redazione
15 Ottobre 2026
15 Ottobre 2026
Un antico convento dove i figli dei contadini imparavano a coltivare la terra, le cantine e gli oleifici che raccontano passioni di famiglia, antiche cave romane che custodiscono sepolture dipinte e mosaici. Marsala è pronta al secondo weekend del festival Le Vie dei Tesori, sabato 17 e domenica 18 ottobre, tra nuove aperture e occasioni da cogliere al volo soltanto in queste due giornate (qui il programma).
Si parte da un convento, un luogo di quarantena, un ospizio dove i trovatelli imparavano disegno, musica, calzoleria e sartoria: prima di diventare l’Istituto Abele Damiani – che apre questo secondo weekend -, l’edificio ha attraversato molte vite, e nel 1862 vi arrivò anche Giuseppe Garibaldi e fu Francesco Gambini a immaginare la trasformazione in scuola agraria, perché i figli dei contadini potessero apprendere le basi della viticoltura. Sotto la città, intanto, continua un viaggio molto più antico: nell’ipogeo di Crispia Salvia, rose rosse, melagrane, pavoni e colombe rivestono le pareti di una camera funeraria che conserva la memoria di un amore coniugale. Alle Latomie dei Niccolini, le cave romane riutilizzate dai primi cristiani custodiscono sepolture dipinte e mosaici; a Santa Maria della Grotta, le cavità furono trasformate in cenobio dai monaci basiliani. La chiesa di San Giovanni e l’Antro della Sibilla sono legati alle antiche domande sul futuro: si racconta che all’indovina si rivolgessero le ragazze in cerca di marito e le mogli sospettose dei propri consorti.
È invece l’ultimo weekend del festival per visitare San Giuseppe, tra affreschi dai colori accesi, la sontuosa macchina d’altare e due organi in legno dorato e dipinto. Per guardare Marsala dall’alto si sale la scala elicoidale del campanile del Carmine, che oscillava al suono delle campane, oppure sulla terrazza di Palazzo VII aprile che quest’anno apre la torre dell’orologio. Le carte della biblioteca e dell’Archivio storico “Salvatore Struppa” raccontano secoli di commerci e fermenti culturali; nel complesso di San Pietro, i Musei civici accostano archeologia, memorie garibaldine e tradizioni popolari. Solo sabato, apre il Teatro Eliodoro Sollima, piccolo gioiello all’italiana che i marsalesi difesero quando un testamento ne minacciò la sopravvivenza. Da Finestre sul mondo, oggetti provenienti da Paesi lontani e pupi siciliani convivono in uno spazio nato per far dialogare culture diverse: alle 12, “I pupi, messaggeri di pace” uno spettacolo nel teatrino riaperto da Salvatore Inguì dopo sessant’anni. Si cambia completamente prospettiva con i voli in Piper verso le Egadi, in partenza da Birgi; domenica alle 9.30, invece, si scende nel Parco delle Cave, dove il lavoro dei cantunari ha scavato nel tufo pareti e passaggi che ricordano canyon.
LE CANTINE – Un’altra storia di famiglia conduce alle cantine Curatolo Arini, aperte solo questo fine settimana: si comincia dalla corte del baglio, seguendo il racconto di Vito Curatolo e della sua passione per il Marsala, per scegliere tra la degustazione dei vini o i “Sorsi d’Arte”, laboratorio di pittura con un calice in mano. Con un occhio ai turisti: l’appuntamento delle 11 è in inglese. Il sabato in cantina prosegue alle 15 da Fina, tra la storia della famiglia e la barricaia dove il vino matura; alle 16.30 a Baglio Oneto, dal vigneto al palmento dove si pigiava l’uva a piedi nudi; solo sabato alle 17 da Pellegrino, tra botti di rovere, memorie commerciali e testimonianze del mestiere del bottaio. E il viaggio può comprendere anche Palazzo Fici dove il Museo del vino restituisce il legame tra Marsala e territorio. Dalla vite all’ulivo, si incontrano altre storie familiari all’oleificio Mezzapelle e all’oleificio Sant’Anna: qui tutto cominciò dalla passione per l’agricoltura di un bancario e da un frantoio dimenticato. Domenica alle 10, ultimo appuntamento con yoga e meditazione nella chiesa dell’Itriella, recuperata e restituita alla città; alle 17, parte la caccia al tesoro di libri del Circoletto: si cercano storie nascoste tra le strade, da scartare come piccoli regali. Sabato e domenica, alle 10, 15 e 16.30, “Il filo di Sicilia, l’isola per piccoli punti” invita a scegliere un frammento di paesaggio e raccontarlo con ago e filo.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18
Un antico convento dove i figli dei contadini imparavano a coltivare la terra, le cantine e gli oleifici che raccontano passioni di famiglia, antiche cave romane che custodiscono sepolture dipinte e mosaici. Marsala è pronta al secondo weekend del festival Le Vie dei Tesori, sabato 17 e domenica 18 ottobre, tra nuove aperture e occasioni da cogliere al volo soltanto in queste due giornate (qui il programma).
Si parte da un convento, un luogo di quarantena, un ospizio dove i trovatelli imparavano disegno, musica, calzoleria e sartoria: prima di diventare l’Istituto Abele Damiani – che apre questo secondo weekend -, l’edificio ha attraversato molte vite, e nel 1862 vi arrivò anche Giuseppe Garibaldi e fu Francesco Gambini a immaginare la trasformazione in scuola agraria, perché i figli dei contadini potessero apprendere le basi della viticoltura. Sotto la città, intanto, continua un viaggio molto più antico: nell’ipogeo di Crispia Salvia, rose rosse, melagrane, pavoni e colombe rivestono le pareti di una camera funeraria che conserva la memoria di un amore coniugale. Alle Latomie dei Niccolini, le cave romane riutilizzate dai primi cristiani custodiscono sepolture dipinte e mosaici; a Santa Maria della Grotta, le cavità furono trasformate in cenobio dai monaci basiliani. La chiesa di San Giovanni e l’Antro della Sibilla sono legati alle antiche domande sul futuro: si racconta che all’indovina si rivolgessero le ragazze in cerca di marito e le mogli sospettose dei propri consorti.
È invece l’ultimo weekend del festival per visitare San Giuseppe, tra affreschi dai colori accesi, la sontuosa macchina d’altare e due organi in legno dorato e dipinto. Per guardare Marsala dall’alto si sale la scala elicoidale del campanile del Carmine, che oscillava al suono delle campane, oppure sulla terrazza di Palazzo VII aprile che quest’anno apre la torre dell’orologio. Le carte della biblioteca e dell’Archivio storico “Salvatore Struppa” raccontano secoli di commerci e fermenti culturali; nel complesso di San Pietro, i Musei civici accostano archeologia, memorie garibaldine e tradizioni popolari. Solo sabato, apre il Teatro Eliodoro Sollima, piccolo gioiello all’italiana che i marsalesi difesero quando un testamento ne minacciò la sopravvivenza. Da Finestre sul mondo, oggetti provenienti da Paesi lontani e pupi siciliani convivono in uno spazio nato per far dialogare culture diverse: alle 12, “I pupi, messaggeri di pace” uno spettacolo nel teatrino riaperto da Salvatore Inguì dopo sessant’anni. Si cambia completamente prospettiva con i voli in Piper verso le Egadi, in partenza da Birgi; domenica alle 9.30, invece, si scende nel Parco delle Cave, dove il lavoro dei cantunari ha scavato nel tufo pareti e passaggi che ricordano canyon.
LE CANTINE – Un’altra storia di famiglia conduce alle cantine Curatolo Arini, aperte solo questo fine settimana: si comincia dalla corte del baglio, seguendo il racconto di Vito Curatolo e della sua passione per il Marsala, per scegliere tra la degustazione dei vini o i “Sorsi d’Arte”, laboratorio di pittura con un calice in mano. Con un occhio ai turisti: l’appuntamento delle 11 è in inglese. Il sabato in cantina prosegue alle 15 da Fina, tra la storia della famiglia e la barricaia dove il vino matura; alle 16.30 a Baglio Oneto, dal vigneto al palmento dove si pigiava l’uva a piedi nudi; solo sabato alle 17 da Pellegrino, tra botti di rovere, memorie commerciali e testimonianze del mestiere del bottaio. E il viaggio può comprendere anche Palazzo Fici dove il Museo del vino restituisce il legame tra Marsala e territorio. Dalla vite all’ulivo, si incontrano altre storie familiari all’oleificio Mezzapelle e all’oleificio Sant’Anna: qui tutto cominciò dalla passione per l’agricoltura di un bancario e da un frantoio dimenticato. Domenica alle 10, ultimo appuntamento con yoga e meditazione nella chiesa dell’Itriella, recuperata e restituita alla città; alle 17, parte la caccia al tesoro di libri del Circoletto: si cercano storie nascoste tra le strade, da scartare come piccoli regali. Sabato e domenica, alle 10, 15 e 16.30, “Il filo di Sicilia, l’isola per piccoli punti” invita a scegliere un frammento di paesaggio e raccontarlo con ago e filo.
Per informazioni telefonare allo 0918421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18












